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Giornata mondiale dell'asma: casi raddoppiati negli ultimi 10 anni

Giornata mondiale dell'asma: casi raddoppiati negli ultimi 10 anni

Tra le cause principali dell’asma, le allergie. In Italia, tra i bambini che ne soffrono, gli asmatici allergici sono l’80%.
Nel mondo, i casi raddoppiano ogni decennio

“In termini economici, l’asma incide più della tubercolosi e dell’Hiv combinati”.
Un dato, quello sottolineato dall’Istituto Superiore di Sanità, che può sorprendere. Ma non è l’unico a sottolineare l’importanza di una condizione che, aggiunge l’Iss, “è un problema mondiale e un consistente onere sociale ed economico per i sistemi sanitari”.
L’Organizzazione mondiale della sanità, stima infatti tra i 100 e i 150 milioni le persone che soffrono di asma in tutto il mondo. E le morti associate alla malattia, sempre secondo i dati dell’Oms, sono circa 180 mila ogni anno. Secondo la Global Initiative for Asthma (GINA), che dal 1998 organizza ogni anno per il primo martedì di maggio, in più di 35 Paesi, la Giornata mondiale dell’asma, sono addirittura 300 milioni gli asmatici, circa 1 ogni 20 abitanti della Terra, di cui oltre 30 milioni in Europa.

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Allergie e asma

Tra le principali cause che portano ad ammalarsi di asma prevale nettamente la forma allergica, mediata dalla risposta dovuta alle immunoglobuline E, ovvero le proteine coinvolte nella risposta immunitaria dell’organismo umano, in particolare per proteggerlo dalle infezioni da parte di parassiti.
La percentuale di asmatici allergici è infatti attorno al 50% tra gli adulti e sale all‘80% tra i bambini.
Ecco perché l’arrivo della primavera, come si può notare in questi giorni, per molti non è una notizia positiva.
L’Iss sottolinea infatti che “si stima che in Italia, ogni anno, circa 9 milioni di persone si ammalano di allergie respiratorie derivanti dalla presenza di pollini nell’aria e 4 milioni di essi ricorrono a cure”.
Il fenomeno delle allergie si calcola che riguardi tra il 15% e il 20% degli italiani. Ed è in crescita, soprattutto tra le donne e i più giovani.

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L’asma in Italia e nel mondo

Il sito di Epicentro-Iss cita quindi un’indagine che evidenzia notevoli differenze nelle manifestazioni asmatiche a seconda delle varie zone del territorio italiano.
Lo studio, realizzato tra il 1998 e il 2000 su 3 mila persone tra i 20 e i 44 anni di 9 città, ha rilevato che l’asma è più presente nelle zone mediterranee che in quelle continentali e la sua prevalenza cresce all’aumentare della temperatura media e al diminuire dell’escursione termica.
Allargando la prospettiva, il numero di asmatici in Europa occidentale sarebbe raddoppiato in appena 10 anni. Negli Stati Uniti, poi, i malati sono aumentati del 60% tra l’inizio degli anni Ottanta e la fine dei Novanta dello scorso secolo, con un raddoppio della mortalità (dall’8,2 per centomila casi di fine anni Settanta al 17,9 per centomila registrato tra il 1993 e il 1995).
Ma nessun angolo di mondo è esente da un aumento di casi di asma, che, secondo l’Oms, è del 50% ogni decennio.

La Giornata mondiale dell’asma 2022

Ecco perché, per mantenere alto il focus e aumentare la consapevolezza su questa problematica di salute, l’Oms ha istituito la Giornata mondiale. Il tema scelto per il 3 maggio 2022 da GINA è “Colmare le lacune nella cura dell’asma”.
Tra queste, la non parità di accesso alla diagnosi, al trattamento e all’assistenza, con differenze tra diversi gruppi socioeconomici, etnici e di età oltre che tra comunità e paesi ricchi e più poveri.
In molti casi, poi, manca la consapevolezza che l’asma è una malattia cronica e non acuta.
“La sfida posta dal tema di quest’anno – conclude GINA – è che le comunità respiratorie internazionali lavorino insieme a colleghi, pazienti e operatori sanitari per identificare e colmare le lacune nella cura dell’asma e per aiutare a implementare e condividere soluzioni innovative a livello locale e globale”.

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Una malattia correlata all’urbanizzazione

Già sottolineato come le allergie siano la principale causa dell’asma, l’Iss sottolinea come, secondo l’Oms, la malattia “quasi sicuramente sia correlata ai fenomeni di urbanizzazione, soprattutto quando questo significa un aumento di densità di persone nelle periferie degradate. C’è quindi una crescente tendenza a vivere gran parte del tempo in ambienti chiusi con poca circolazione di aria, più esposti alla polvere e agli acari e inseriti in situazioni urbane dall’elevato tasso di inquinamento”.
“Un’altra possibile spiegazione, addotta dal Nih americano – prosegue l’analisi dell’Istituto – è che d’altra parte il livello di igiene cui si sono abituate le ricche società del nord del mondo, abbia in qualche modo influito sulla capacità del sistema immunitario inducendo una maggiore risposta allergica. Sull’incremento dell’incidenza dell’asma sembrano però pesare anche altri elementi, come l’aumento dell’obesità e il ridotto esercizio fisico”.

Come prevenire

A oggi, va ricordato, non esiste purtroppo ancora una cura definitiva per l’asma. È però possibile gestire l’asma per ridurre e prevenire gli attacchi, che possono manifestarsi anche in forma pesante, soprattutto tra i bambini.
Fondamentali sono anche la prevenzione, uno stile di vita sano, l’astensione dal fumo e la riduzione dell’esposizione agli allergeni e all’inquinamento, unite ad un’alimentazione sana e allo screening.

Alberto Minazzi

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