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Giocare tra i campi della città storica e i parchi nel comune di Venezia

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Fino agli 11 anni giocare e usare velocipedi si può.

Nessun nuovo divieto per i bambini del comune di Venezia

 

102 campi, 134 campielli e oltre una ventina di Parchi pubblici. Dove possono giocare i bambini del Comune di Venezia?
Ovunque,  fuorché in 17 aree precise tra città antica e Terraferma. Niente di nuovo sotto il sole.
Le zone off limits, quelle in cui il nuovo regolamento comunale ribadisce il divieto del  “gioco con la palla o ogni altro gioco, individuale o di gruppo”, sono le medesime già elencate nel vecchio regolamento del 1987, con la sola aggiunta, a Mestre, di piazzale Candiani e piazzetta Coin.

Giochi di vario tipo, individuale e di gruppo, biciclette e monopattini non sono consentiti dunque nell’Area Marciana, nell’ Area Realtina, nei campi San Bortolomio, San Salvador, San Luca, San Fantin, San Moisè, San Filippo e Giacomo e San Rocco, nella zona delle Mercerie,  in calle larga XXII marzo, in calle larga San Marco e Frezzeria. A Mestre, in piazza Ferretto, piazzale Candiani e piazzetta Coin.

Con la palla o i velocipedi fino a 11 anni

In tutti gli altri luoghi di terraferma, nei campi veneziani e nei campielli, per i ragazzini che non abbiano compiuto i 12 anni, restano aperte tutte le possibilità di giocare e di usare monopattini o biciclette. L’unica prescrizione riguarda i giochi che possono esser ritenuti pericolosi.  “Nessuno contesterà quindi  il gioco del campanon o altri giochi tradizionali simili  – spiega il comandante della Polizia Urbana di Venezia Marco Agostini – Certo che lo stesso non si può dire, per esempio, per il gioco di “mazza e pindolo”, che pur essendo un gioco tradizionale, in un’area frequentata da molte persone potrebbe risultare pericoloso”.

I parchi per i più grandi

Dai 12 anni in poi, invece, se si vuole tirare un bel calcio al pallone o mirare un canestro, piuttosto che giocare a rincorrersi,  è meglio scegliere un bel parco pubblico, che offre anche alternative più strutturate.

 

Sant’Elena, Venezia


In Centro storico si può scegliere tra Sant’Elena e i Giardini Napoleonici a Castello, il Parco Savorgnan e il Parco Groggia a Sant’Alvise, i Giardini Papadopoli a Santa Croce, la nuova area giochi a Sacca Fisola, solo per citarne alcuni.

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Il campo da basket a Sant’Elena, Venezia

A Mestre poi, tra parco San Giuliano, parco Albanese, parco Ponci, il Piraghetto, il parco di Villa Querini oppure anche i boschi di Mestre e di Carpenedo, le alternative non mancano.

Altalene e nuovi giochi nel parco di Villa Querini a Mestre

Giocare a Venezia: La normativa

L’art. 41 del Regolamento di Polizia e Sicurezza Urbana approvato dal Consiglio comunale il 16 maggio 2019 porta indistintamente a 11 il limite d’età entro il quale è consentito il gioco e l’uso dei velocipedi in 67 aree sia pur “delicate” del Comune di Venezia.
Il vecchio regolamento del 1987, poi modificato in varie annate fino al 2016, distingueva il permesso di giochi limitato “ai ragazzi di età eguale o inferiore agli anni 12” e stabiliva invece il divieto di circolazione dei velocipedi nel centro storico di Venezia, ad eccezione di quelli “condotti da bambini di età pari o inferiore ad anni 8. Uguali le zone precluse dai due regolamenti: aree Marciana e Realtina, i campi San Bortolomio, San Salvador, San Luca, San Fantin, San Moisè, San Filippo e Giacomo e San Rocco, le Mercerie, calle larga XXII marzo, calle larga San Marco e  Frezzeria. Nelle altre zone, il vecchio regolamento consentiva ai bambini di giocare in precise fasce orarie: da ottobre ad aprile dalle 09.00 alle 13.00 e poi dalle 15.00 alle 18.00, mentre da maggio a settembre con orario conclusivo posticipato alle 20.00.

I divieti nella storia

Girare tra i campi di Venezia significa muoversi tra il neoclassico, il gotico, il barocco e il rinascimentale. Aver a che fare con Palladio, Tintoretto, Palma il Giovane, il Veronese. Nel salotto buono di casa l’accortezza è sempre stata maggiore. La storia ci racconta che Campo San Polo, il più grande di Venezia, dopo esser stato a lungo destinato per questo a feste pubbliche e giochi, nel 1611 fu invece interdetto. Ugualmente accadde a Campo San Giacomo dell’Orio e a campo dei Gesuiti  nel 1711 per la troppa confusione.

 

 

 

 

 

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