Un nuovo rinascimento per il nostro cinema

Riprese del film prodotto Kymco CV Series

Venezia e il Veneto scelti sempre più come location dai produttori cinematografici internazionali e locali

 

Venezia e il Veneto come Cinecittà?
Il paragone non è così azzardato come potrebbe sembrare a un’analisi superficiale.
Perché negli ultimi anni i produttori (piccoli e grandi, locali e internazionali) hanno sempre più scelto i nostri territori come location in cui girare le pellicole. Si tratti di film, fiction, documentari o pubblicità. E, in parallelo, anche da parte delle istituzioni è cresciuta l’attenzione nei confronti della cosiddetta “settima arte”.
Lo si percepisce chiaramente, ma lo dicono anche le cifre. E i titoli di fiction, lungometraggi e documentari.
Qualche esempio? “The New Pope” di Paolo Sorrentino, “Effetto Domino” di Alessandro Rossetto, “Leo da Vinci” di Sergio Manfio, ma anche “Il pianeta in mare“, di Andrea Segre, “Mio fratello rincorre i dinosauri“, di Stefano Cipani e #Nico 63 di Paolo Lirussi, solo per citarne alcuni  film realizzati lo scorso anno nel nostro territorio. Tra i  documentari, “Tintoretto, il primo regista della storia” di Erminio Perocco, “Bassil’ora” di Rebecca Basso, Giuseppe Volpi. L’Ultimo Doge” realizzato da Rai Teche. E lo short “L’aurora” di Lorenzo Cassol.

The New Pope

Le Film Commission

 

È dal 2000 che anche in Veneto è maturata una nuova attenzione nei confronti della produzione cinematografica. Sono infatti partite allora le attività delle Film commission, aventi l’obiettivo di promuovere il territorio regionale come location cinematografica, le maestranze e le imprese del settore audiovisivo. Si è cioè cominciato a capire che la realizzazione di un film, di un documentario o anche solo di uno spot televisivo è in grado di generare importanti ricadute economiche sul territorio.

Una consapevolezza che anno dopo anno si è rafforzata fino ad arrivare, nel 2009, all’approvazione della legge regionale sul cinema. Questa dispone il Fondo regionale a favore della produzione cinematografica (per la concessione di contributi per attrarre nel territorio le produzioni cinematografiche) e il riconoscimento delle Film commission locali. Si tratta di una legge che guarda all’intera filiera produttiva. Ha consentito, ad esempio, di sostenere gli esercenti nell’adeguamento delle sale cinematografiche nel passaggio dalla proiezione dei film in pellicola al digitale.

Un vero e proprio salto di qualità è stato poi compiuto lo scorso febbraio. Quest’anno è stata infatti costituita la nuova Fondazione Veneto Film Commission. Il compito della nuova realtà, presieduta dal giornalista Luigi Bacialli, è quello di fungere da vera e propria “regia” regionale nella gestione degli aspetti legati alla produzione di film e altre pellicole. La Fondazione è aperta alla partecipazione di Camere di commercio, imprenditori privati e altre istituzioni locali. E ha diversi obiettivi. Da un lato, la promozione del patrimonio storico e paesaggistico, oltre alle risorse professionali e le imprese del Veneto che operano nel settore del cinema e dell’audiovisivo. Dall’altro, assicurare accoglienza e supporto gratuito alle produzioni italiane ed estere.

I fondi per il cinema

Per rafforzare la competitività delle imprese cinematografiche operanti nel territorio e sostenere le case di produzione venete, sono stati stanziati 16 milioni di euro, provenienti da fondi strutturali europei, dedicati alle imprese culturali. A questi si sono aggiunti, con un primo bando, ulteriori 3,1 milioni specifici per il cinema, che hanno consentito di finanziare 17 opere cinematografiche (due delle quali entrate nel calendario della Mostra del Cinema 2019). La cifra totale è stata ripartita in 2,9 milioni per la produzione di fiction e animazione e 216.000 euro per documentari e cortometraggi. La ricaduta economica stimata sul territorio è di oltre 6,5 milioni di euro. Ed è ormai pronto un secondo bando, per un importo ancor più importante, vicino ai 5 milioni.

Film Commission a Venezia

L’attività delle Film Commission consente di valorizzare e promuovere anche realtà poco conosciute del territorio. Lo stesso capoluogo lagunare ha beneficiato negli ultimi anni di questa rinnovata attenzione ai set “naturali” dei nostri territori. Lo confermano i dati dello Sportello Cinema del Comune di Venezia. Le produzioni autorizzate nel 2017 erano state 162 (di cui 17 di grandi dimensioni). Nel 2018, si è saliti a 170 (20 grandi). E, nei primi 9 mesi del 2019, siamo già a quota 155 (5 grandi).

Partendo proprio dall’anno in corso, sono state ambientate parzialmente a Venezia serie televisive come il già citato “The New Pope”, ma anche “A Discovery of Witches” (buon esempio di riprese diffuse in tutto il Veneto), “Rivera” ed “Endeavour VII”. Tra i prodotti realizzati nel 2018, hanno avuto ambientazione prevalente in Laguna pellicole come il film “Head full of Honey”, la serie tv “Commissario Brunetti” e il documentario “Il pianeta in mare” di Andrea Segre (uno dei nomi di punta della padovana “Jolefilm”, che festeggia in questi giorni i 20 anni di attività). Ma anche film come “Venise n’est pas en Italie” di Calberac e soprattutto “Spiderman Far from Home” di Watts hanno scene girate a Venezia.

Le altre realtà (con uno sguardo al futuro)

Anche le Film Commission delle altre province, in ogni caso, non stanno a guardare. La Treviso Film Commission, ad esempio, ha presentato l’attività svolta negli ultimi 12 mesi in occasione dell’ultima Mostra del Cinema. Le pellicole sono una decina, tra film, video promozionali del territorio, documentari e docu-film. Una di queste, il film “Destini” di Luciano Luminelli (con, tra gli altri, Sebastiano Somma e Simone Montedoro”), è stata proiettata in prima nazionale proprio al Festival del Lido di Venezia. Sono comunque oltre 50 i film già girati nel Trevigiano, con recenti richieste pervenute da Paesi quali Inghilterra, Brasile e Cina.

Il terreno, dunque, è assolutamente fertile. Anche Agici (l’Associazione generale di industrie cine.audiovisive indipendenti) del Veneto, lo conferma. «Quando ci siamo costituiti, quattro anni fa – rivela il presidente, Federico Massa – solo due dei nostri associati avevano produzioni in corso. Adesso, la maggior parte, direi una quindicina, ha presentato progetti, che sono già abbastanza avviati o sono in cantiere».

Perché si va avanti, come sta facendo ad esempio Luca Guadagnino, che sta girando tra Chioggia e Bagnoli una nuova serie (“We are who we are”), con un budget importante (si parla di circa 60 milioni complessivi). E si guarda avanti, com’è logico. È quindi lecito attendersi ulteriori novità. Una è stata rivelata di recente. A novembre, coordinate dalla Film Commission di Padova, inizieranno le riprese di una serie tv dedicata ai romanzi gialli di Massimo Carlotto. Padova, i Colli Euganei, il delta del Po. Ma anche la laguna di Cavallino. Tutte località, di questo grande set a cielo aperto che sono le nostre terre, che, tra un anno, potranno essere conosciute anche dal grande pubblico sulle frequenze di RaiDue.

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