Oltre 150 film e un programma diffuso: dalla storia di Giulia Cecchettin in “Se domani non torno” al ritratto intimo di Melania Rea, fino al documentario di Kasia Smutniak legato a Pietro Taricone
Grandi storie, debutti attesi, memoria e attualità.
La Festa del Cinema di Roma si accende e trasforma la capitale, fino al 25 ottobre, in un palcoscenico diffuso in cui generi e linguaggi diversi si fondono in un viaggio ricco di proiezioni.
Tanto per destreggiarsi: comprende una sezione principale, “Progressive Cinema – Visioni per il mondo di domani” con titoli in concorso e altre sezioni non competitive.
Si possono scegliere i titoli in “Freestyle” che ospita film di formato e stile liberi, dalle serie ai videoclip, dai film alla videoarte; “Grand Public” con film per il grande pubblico; una sezionespecifica sarà dedicata agli “Special Screenings”.
“Best of 2026” raccoglie invece alcuni tra i migliori titoli della stagione provenienti da altri festival internazionali e la sezione “Storia del Cinema” presenta capolavori riportati al loro originario splendore, omaggi e approfondimenti dell’opera di protagonisti del cinema italiano e internazionale.
Su oltre 150 film complessivi che il Festival propone, che arrivano a circa 200 considerando sezioni parallele come “Alice nella città” sono presenti una vasta selezione di opere documentarie.
La Festa del grande schermo
L’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, struttura firmata da Renzo Paiano, è il fulcro della manifestazione e ospita nelle sue quattro sale – Sinopoli, Petrassi, Teatro Studio Gianni Borgna e lo Spazio AuditoriumArte – proiezioni, incontri, eventi, convegni e dibattiti, ma come ogni anno nella grande Festa del Cinema è coinvolta tutta la città dal MAXXI al Teatro Olimpico Acea, alla Casa del Cinema, dal Teatro Palladium al Museo nazionale di Castel Sant’Angelo. Quest’anno per la prima volta la programmazione interessa anche il teatro Ateneo per giungere fino al Terminal 1 dell’Aeroporto di Roma Fiumicino Leonardo da Vinci.

Proprio partendo dalla sezione principale che comprende i film in concorso, troviamo tre titoli italiani su 18.
A partire da “Mustang” di Kasia Smutniak che racconta un arco di oltre venti anni di memoria personale e collettiva, unendo la storia d’amore e di vita con Pietro Taricone, alla scoperta di una remota origine himalayana, nel Mustang, un isolato regno del Nepal. La narrazione è guidata da Sophie, la loro figlia, che ripercorre la storia della famiglia e degli anni successivi alla prematura scomparsa del padre avvenuta nel 2010.
“Gioni felici” di Susanna Nicchiarelli è la storia di Claudia, una ventenne alle prese con l’incertezza di diventare adulta, gli amori e le prove della vita mentre “Brianza” di Simone Catania, ambientato nell’Hinterland milanese, racconta l’incontro tra un armiere in difficoltà e un gestore di pompe di benzina deciso a ottenere giustizia da una multinazionale.
La storia di Giulia Cecchettin e Melania Rea in un film
A dare il via alla Festa del Cinema di Roma quest’anno è stato “Il rumore delle cose nuove” di Paolo Genovese, incentrato sulla storia di tre famiglie di Milano le cui vite trascorrono tra segreti, bugie e fragili equilibri quotidiani, previsto in uscita nelle sale cinematografiche il 12 novembre 2026.
Grande attesa per “Se domani non torno” sulla storia di Giulia Cecchettin, uccisa per mano dell’ex fidanzato Filippo Turetta l’11 novembre 2023 in provincia di Venezia, all’età di 22 anni e prossima alla laurea.
Il papà, Gino Cecchettin, a un anno dalla tragedia ha scritto il libro “Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia.”, dal quale è tratto il film. Le pagine del volume sono una lettera ideale alla figlia e una riflessione personale sul dolore dopo la sua morte. Non un libro che ricostruisce semplicemente il caso giudiziario ma il racconto di un padre che cerca di elaborare il lutto e di parlare alle nuove generazioni. Da questa pubblicazione è stato ora realizzato il film che sarà presentato il 23 ottobre e uscirà nelle sale cinematografiche il 5 novembre, scritto assieme allo scrittore Marco Franzoso e diretto da Paola Randi che firma la sceneggiatura assieme a Lisa Nur Sultan. Nel cast ci sono Filippo Timi, Tecla Bossi, Sabrina Martina, Tommaso Allione, Linda Caridi ed Elisabetta De Palo mentre al centro del racconto c’è il padre Gino e ne viene seguito il percorso del rapporto con Giulia fino al momento della sua scomparsa e il dopo.

Legato a un caso di cronaca è anche “Melania Rea” di Stefano Mordini, una serie tv crime drama in quattro episodi presentata in anteprima che non si limita a ricostruire l’indagine e l’iter giudiziario legato all’omicidio di Melania Rea per mano del marito Salvatore Parolisi, ma aggiunge un taglio intimo, psicologico e contemporaneo concentrandosi prima di tutto sulla storia e sulla centralità di Melania come donna e madre.
Altri titoli italiani in programma a Roma
Tra i titoli italiani ci sono anche “Pinocchio, il bambino del mondo” di Paolo Borraccetti, un documentario con protagonista il burattino più amato d’Italia; “Noi un po’ meglio” di Daniele Luchetti, la storia di una coppia con visioni della vita diametralmente opposte; “L’ora di tutti”, tratto dall’omonimo romanzo di Maria Corti e diretto da Stefania Rocca, ambientato nel 1480 che racconta l’assedio e il sacco della città di Otranto da parte della flotta dell’impero Ottomano; “Giorni felici” di Simone Petralia, un dramma che ruota intorno a un intenso incontro di fine vita con protagonisti Margherita interpretata da Anna Galiena e Antonio interpretato da Franco Nero.
Silvia Bolognini



