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 Un cinematografo da recuperare al Lido di Venezia

 Un cinematografo da recuperare al Lido di Venezia
Ex Cinema Excelsior Lido di Venezia

Ricordate i cinematografi parrocchiali degli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, quelli che si frequentavano dopo aver giocato la partita in oratorio la domenica pomeriggio, il cui ingresso costava 50 o 100 lire, e trasmettevano quasi sempre i film western perché gli indiani e cowboy andavano per la maggiore grazie ad attori come Gary Cooper e John Wayne?
Qualcuno esiste e resiste ancora, risparmiato dai cambi d’uso che hanno traghettato le parrocchie verso la modernità, lasciando aleggiare sui luoghi scie di ricordi e i rimpianti di un tempo e un’infanzia irripetibili.

L’ex Excelsior di Sant’Antonio

L’ex-cinema Excelsior della parrocchia di sant’Antonio del Lido è uno di questi. Oggi, grazie alla lungimiranza del parroco, Don Renato Mazzuia e il coraggio di tre giovani  dell’impresa sociale Edipo Re che hanno lanciato un progetto per coinvolgere le realtà aziendali dell’isola, verrà ripristinato al suo uso originale per essere riportato non solo agli antichi ma a che ai futuri fasti. E, soprattutto, messo a disposizione di tutta la cittadinanza del Lido.

Questa sala cinematografica ha avuto negli anni diverse fortune. E’ un edificio di circa 300 metri quadri, un cubo di 30 metri per 10, a 150 metri dall’omonimo e più famoso hotel. “Conteneva circa 150 posti a sedere – racconta Don Renato – le classiche file di poltroncine di legno dal sedile a ribalta. Come ampiezza è più grande della sala dell’Astra, altro cinema del Lido. E’ stata usata come sala cinematografica parrocchiale dal 1956 al 1988, con una programmazione di proiezioni alla domenica. Ha ancora il palco teatrale, la cabina e lo schermo per le proiezioni, e l’entrata dove si vendevano i biglietti e le caramelle. Negli anni ’90, con la crisi del cinema, la sua funzione di sala proiezioni cessa per diventare un luogo ad uso degli eventi parrocchiali”.

Il fortunato incontro tra Don Renato ed Edipo Re

A testimoniare il cambiamento restano quelle poltroncine a ribalta, che vengono dismesse agli inizi del duemila per far posto alle attività per i ragazzi.
Troppo grande la sala che viene divisa in due, per far posto a un magazzino e agli uffici parrocchiali.
Fino al 2018, quando Sybille Righetti chiede a Don Renato Mazzuia di poter usufruire dell’ex cinema durante il Social Food festival organizzato dall’impresa Edipo Re nell’adiacente riva Corinto durante la Mostra del Cinema.
“Da quella volta è nata una bella collaborazione – dice il Don, con un tono che allarga il cuore -. Tutto il cibo che non viene consumato, alla fine della manifestazione lo portano qui alla Caritas per essere distribuito alle famiglie bisognose del Lido”.

Un progetto di mutuo scambio per far rivivere il vecchio cinema

Un rapporto di fiducia che con il tempo si è cementato e ha portato i ragazzi dell’Edipo Re ad organizzare quest’anno l’”Isola degli autori”, la selezione e proiezione di dodici film de “Le Giornate degli Autori”, una collaterale della Mostra del Cinema, proprio in questa sala opportunamente sistemata per l’occasione, ripristinando l’uso di quel luogo come lo fu in origine, ridandogli così diginità. La sala ha così ospitato 10 anteprime mondiali selezionate dalla curatrice Silvia Jop e una proiezione speciale dedicata al concerto dei Pink Floyd del 1989, accompagnata da una mostra fotografica degli autori dell’epoca.
“Abbiamo quindi di comune accordo fatto un progetto di mutuo scambio – aggiunge ancora il sacerdote -. Io cedo ai ragazzi di Edipo Re l’uso della sala durante la Mostra del Cinema, e loro in cambio si impegnano, passo per passo, a restaurarla nei prossimi dieci anni”.

Da sx: Enrico Vianello, capitano e amministratore della Edipo Re, Don Renato e Sibylle Righetti, direttrice generale di Edipo Re
Da sx: Enrico Vianello, capitano e amministratore della Edipo Re, Don Renato e Sibylle Righetti, direttrice generale di Edipo Re

E’ Sybille a dire “che lo spazio della sala cinematografica, debitamente recuperata, possiede grandi potenzialità per essere usufruito da tutta la comunità lidense”.
Ma quali sono gli interventi da fare?
“Ci sono problemi come delle infiltrazioni dal tetto, il pavimento da rifare, palco da sistemare, ridipinture interne ed esterne, alcuni impianti da fare. Questo per quanto concerne la struttura – riporta l’imprenditrice -. Servono inoltre uno schermo nuovo e delle apparecchiature cinematografiche adatte”.
Insomma, servono risorse che al momento non ci sono. Che possono essere sì moneta sonante per affrontare le voci di queste spese, ma anche interventi che le imprese del territorio, chiamate a raccolta, possono offrire come servizio o lavori fattuali.

Il crowdfunding e l’appello alle imprese

“Quello che ci proponiamo in questo progetto – continua Righetti – è di essere un ponte tra le imprese del territorio e i cittadini. Per la sua realizzazione prossimamente verrà lanciato un crowdfunding, una raccolta fondi mediante una piattaforma on-line. Ma faccio un appello alle imprese del territorio affinché si attivino per lavorare al nostro fianco, per far sì che la comunità lidense possa usufruire di questo spazio al suo meglio. Perché si tratta di creare un programma per il territorio, con gente del territorio, che sappia valorizzare il suo genius loci”.

 

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