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Elezioni 2021: tra astensione e vittorie al primo turno

Elezioni 2021: tra astensione e vittorie al primo turno

1.192 Comuni (tra cui alcuni delle principali città del Paese: Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna e Trieste) e 1 Regione (la Calabria) per rinnovare la propria Amministrazione.
I residenti facenti capo a 2 collegi uninominali (a Siena e Roma) per scegliere il proprio rappresentante alla Camera in una tornata elettorale suppletiva.

Astensione: molti cittadini non sono andati a votare

Sono stati oltre 12 milioni gli Italiani chiamati alle urne il 3 e 4 ottobre.
Ma molti di essi, e il dato purtroppo ancora cresce, hanno scelto di non esercitare il proprio diritto-dovere di voto. È questo uno dei principali dati politici che emergono dalla tornata elettorale di inizio autunno 2021. Vi sono poi alcune significative affermazioni già al primo turno, evitando la necessità del ballottaggio.

Milano, Napoli e Bologna hanno i nuovi sindaci

Non servirà il secondo turno a Milano, che conferma Giuseppe Sala (centrosinistra) come primo cittadino grazie al 57,73% dei voti, davanti a Luca Bernardo (centrodestra), fermo al 31,97%.
Il centrosinistra si conferma anche nella “roccaforte” di Bologna, anche se cambia il sindaco: il successore di Virginio Merola è Matteo Lepore, già per 10 anni assessore del Comune felsineo, che l’ha spuntata con il 61,9% rispetto al 29,64% di Fabio Battistini del centrodestra.
A Napoli, centrosinistra e Movimento Cinquestelle hanno corso insieme, facendo eleggere al primo turno, con il 62,9% dei consensi, Gaetano Manfredi, con Catello Maresca (centrodestra) al 21,87. Manfredi succede a Luigi De Magistris.

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Il sindaco di Milano Beppe Sala alla presentazione del tram

La Calabria resta al centrodestra

La Regione Calabria, dove si è resa necessaria la nuova tornata elettorale per la prematura scomparsa della presidente Jole Santelli, resta in mano al centrodestra, presentatosi unito con anche la novità di Coraggio Italia, partito di recente formazione al primo test elettorale.
Il nuovo presidente è Roberto Occhiuto, che ha sopravanzato con il 54,46% dei voti la candidata del centrosinistra Amalia Cecilia Bruni (27,68%) e il candidato indipendente Luigi De Magistris.

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52 anni, giornalista pubblicista e imprenditore vinicolo, ex consigliere comunale a Cosenza e attuale capogruppo di Forza Italia alla Camera, Occhiuto potrà governare nei prossimi 5 anni forte di una netta maggioranza: 20 consiglieri su 29.
In Calabria, in controtendenza, l’affluenza alle elezioni regionali è stata sostanzialmente stabile: 44,36% rispetto al 44,33% precedente.

Roma, Torino e Trieste al ballottaggio

La partita più equilibrata, nelle metropoli che sceglieranno il proprio sindaco al ballottaggio del 17 e 18 ottobre prossimi, si presenta quella di Roma.
Nella capitale, al primo turno, il candidato di centrodestra, Enrico Michetti, l’ha spuntata di meno di 5.000 preferenze su Roberto Gualtieri del centrosinistra: 30,15% contro 27,03%.
Potrebbero quindi risultare decisivi i voti del terzo classificato, Carlo Calenda, che ha raccolto il 19,82%.
Solo quarta, a Roma, la sindaca uscente Virginia Raggi (19,08%). Il Movimento Cinquestelle, dunque, passa la mano, così come farà a Torino, dove Valentina Sganga, scelta per la successione a Chiara Appendino, si è fermata al 9,01%. La partita a due vede partire avanti Stefano Lo Russo (centrosinistra) con il 43,86% rispetto al 38,9% di Paolo Damilano (centrodestra).

Vicino alla riconferma, invece, Roberto Dipiazza a Trieste. Il candidato del centrodestra non ha centrato il 50% al primo turno, ma è in vantaggio di oltre 15 punti percentuali (46,92% contro 31,65%) su Francesco Russo del centrosinistra.

Ha votato la metà degli aventi diritto

Una riflessione che la politica è chiamata a fare dopo il voto, perché va al di là dei temi territoriali, ma anche di quelli strettamente connessi alle principali coalizioni, è quella legata all’affezione dell’elettorato al voto, testimoniata dai dati dell’affluenza.
Nel loro complesso, tra il corpo votante chiamato a esprimersi alle elezioni comunali si è presentato alle urne, secondo i dati ufficiali del Ministero dell’Interno, il 54,7% degli aventi diritto.
Alla precedente tornata elettorale, il dato era stato del 61,58%.
Un dato che ha interessato tutti i grandi centri.
Roma è scesa dal 57,03% al 48,83%, Milano dal 54,65% al 47,72%, Torino dal 57,18% al 48,08%, con questi ultimi due capoluoghi che hanno fatto registrare la percentuale più bassa di sempre. Giù anche Napoli (dal 54,12% al 47,17%), Bologna (51,18% rispetto al 59,66%) e Trieste (46%), dove si sono persi 15 mila elettori su 184 mila.

Elezioni in Veneto

In Veneto, erano 84 i Comuni, 10 sopra i 15 mila abitanti, chiamati a rinnovare le Amministrazioni comunali e solo in 3 casi servirà il ballottaggio: a Este (Padova, in vantaggio col 47,6% Roberta Gallana del centrodestra), Conegliano (Treviso, con il centrodestra diviso, ma entrambi i candidati al secondo turno: Piero Garbellotto al 39,25% e Fabio Chies al 31,9%) e Bovolone (Verona, con Silvia Fiorini, centrodestra, al 48,95%).

Quanto all’affluenza, il dato generale regionale è sceso dal 64,19 al 55,66.
En plein del centrodestra, intanto, nei Comuni più grandi in cui il sindaco è stato eletto al primo turno.
Nel Veneziano, Chioggia ha concluso l’esperienza di governo del Movimento Cinquestelle con l’affermazione di Mauro Armelao, affermatosi con il 55,64% di voti.

Primi cittadini di centrodestra anche nel Padovano, ad Albignasego (Filippo Giacinti, 79,24%) e Cittadella (Luca Pierobon (79,19%), nel Veronese (56,09% per Attilio Gastaldello a San Giovanni Lupatoto) e nel Trevigiano: Montebelluna (Adalberto Bordin, 65,06%), Oderzo (Maria Scardellato, 69,83%) e Villorba (Francesco Soligo, 52,11%).

Alberto Minazzi

Leggi anche: https://www.metropolitano.it/coraggio-italia-elezioni-calabria/

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