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Draghi, statista dell'anno: “Il mondo ha bisogno di coraggio”

Draghi, statista dell'anno: “Il mondo ha bisogno di coraggio”
L'intervento del Presidente del Consiglio Mario Draghi al World Statesman Award a New York

Il Presidente del Consiglio uscente premiato a New York per il lavoro sui diritti umani

La consegna è avvenuta per mano di uno dei più importanti personaggi dell’ultimo secolo di storia degli Stati Uniti e della politica mondiale: il politologo, ormai prossimo ai 100 anni, Henry Kissinger, già segretario di Stato Usa.

Mario Draghi ha ricevuto all’hotel Pierre di New York, ospite d’onore dell’annuale cena di gala della Appeal of Conscience Foundation, il 57° “World Statesman Award”. Il premier italiano uscente è stato cioè insignito del titolo di statista dell’anno.

Un premio, assegnato in passato tra gli altri a Gorbaciov e Angela Merkel, che, come ha sottolineato nel messaggio ufficiale di congratulazioni il presidente americano Joe Biden, il Presidente del Consiglio ha meritato “per il suo lavoro nel portare avanti i diritti umani nel mondo”.

E Draghi, a chiusura del suo discorso, tra gli applausi della platea ha lanciato un messaggio tanto semplice, quanto significativo, in questo difficile momento storico: “Il mondo ha bisogno di coraggio, chiarezza, speranza e amore. L’indifferenza è il peggior nemico dell’umanità”.

La serata di gala di premiazione del Presidente del Consiglio Mario Draghi col World Statesman Award

La politica internazionale nel discorso di Draghi

In apertura del suo intervento, Mario Draghi ha riservato un ricordo-omaggio all’ex Primo Ministro del Giappone, Shinzo Abe, assassinato lo scorso 8 luglio, che aveva ricevuto il riconoscimento di statista dell’anno nel 2021. Un uomo che “ha creduto fortemente nella stabilità globale” e la cui ereditàsopravvive per il popolo giapponese e oltre”.

La politica internazionale è stata del resto al centro del discorso del premier. Dipenderà da come “affrontiamo le autocrazie”, ha premesso riferendosi in particolare alla situazione legata al conflitto russo-ucraino, la definizione della “nostra capacità di plasmare il futuro per molti anni a venire”. Apertura al dialogo e alla collaborazione, insomma, ma senza “esitazioni” e senza “compromettere i nostri valori fondamentali”.

Le parole chiave per “guidare la nostra politica estera in modo chiaro e prevedibile” sono quindi “franchezza, coerenza e impegno comune”, mantenendosi “chiari ed espliciti sui valori fondanti delle nostre società”. ““Dobbiamo evitare ambiguità – ha aggiunto – per non pentircene in seguito. E solo la cooperazione globale può aiutare a risolvere i problemi globali, dalla pandemia ai cambiamenti climatici”.

Gli elogi al premier

Di Draghi, Kissinger ha sottolineato le capacità di leader mondiale e risolutore di problemi, oltre al suo essere “visionario”. “Ho grande rispetto per lui e per la sua grande capacità di analisi. Il suo coraggio e la sua visione faranno sì che resterà con noi a lungo” ha ammesso.

“Draghi – ha invece aggiunto il presidente Biden – è stato una voce potente nel promuovere la tolleranza e la giustizia e lo ringrazio per la sua leadership”.

Alberto Minazzi

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