Discoteche: conto alla rovescia per l’estate giovane

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Pronti a ballare? L’attesa dei giovani e del mondo della notte dopo il lunghissimo lockdown per il coronavirus è destinata a concludersi. Manca solo la conferma attraverso un’ordinanza regionale o un DPCM.
Ma il 15 giugno, pur con il rispetto di una serie di regole anti contagio, si dovrebbe finalmente tornare in pista nelle discoteche. Le linee guida sono già state definite dalla Conferenza delle Regioni sulla base elaborata dal Dipartimento di prevenzione della Regione Veneto.
Sono queste che regoleranno l’estate giovane.

Le linee guida: il distanziamento

Il documento aggiornato delle Regioni prevede una specifica scheda dedicata alle discoteche. Le indicazioni contenute si applicano comunque anche agli altri locali assimilabili destinati all’intrattenimento, in particolar modo serale e notturno.

Particolarmente significative le disposizioni per evitare gli assembramenti di persone. Ai fini della definizione della capienza, il locale deve garantire un distanziamento di almeno 1 metro tra le persone e di 2 metri tra coloro che accedono alla pista da ballo. Gli spazi dei locali devono quindi essere riorganizzati per garantire l’accesso in modo ordinato, con possibili percorsi separati per l’entrata e per l’uscita.

Anche i tavoli e le sedute devono essere disposti in modo da assicurare il mantenimento di almeno un metro di separazione tra i clienti. La distanza può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche tra i diversi tavoli. Ferme restando alcune disposizioni più generali, come l’uso della mascherina al chiuso o l’igienizzazione delle mani.

Il ballo solo all’aperto

Tra le misure specifiche, le linee guida prevedono anche il divieto di consumo di bevande al banco. Ancor più importante la precisazione che stabilisce che “con riferimento all’attività del ballo, tale attività in questa fase può essere consentita esclusivamente negli spazi esterni”.
«Le linee guida – spiega Franco Polato, presidente di Silb (il Sindacato Italiano Locali da Ballo) Venezia  – sono state concordate con noi dalla Regione, che ha mostrato grande disponibilità, e in gran parte sono state mutuate da quelle in vigore per la ristorazione. Ma il punto cruciale era proprio quello legato al ballo. Siamo quindi giunti a questo punto di compromesso come punto di inizio, perché era fondamentale rimetterci in moto, anche per salvaguardare le maestranze in sospeso. È però chiaro che, qualora rimanesse a lungo questa differenza tra aperto e chiuso, non potremmo andare avanti per molti mesi. La speranza è quindi che le cose procedano con i dati confortanti delle ultime settimane. E così, magari già a metà luglio, si potrà arrivare non a un “liberi tutti”, ma almeno a una diversa fruibilità anche degli spazi al chiuso, sempre nel rispetto del distanziamento sociale».

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Tutto pronto nei locali

L’intrattenimento, a livello nazionale, produce 7 miliardi di pil. E il settore dei locali da ballo, in Veneto, conta su 5.000 addetti diretti e 15.000 indiretti.
Nel Veneziano, i locali con pubblico spettacolo sono 22, occupando circa 1.500 persone tra diretti e indiretti. Tra questi, uno dei principali punti di riferimento è Jesolo, con i suoi 7 locali, molti dei quali con una lunga storia alle spalle.
La località del litorale è quindi pronta ad aggiungere un altro tassello alla sua offerta estiva.
«L’intrattenimento – commenta  Polato- è fondamentale per una città turistica. Nel momento della scelta, l’ospite prende in considerazione l’offerta serale allo stesso livello dell’offerta giornaliera. Per questo, posso garantire che siamo pronti più che mai e, non appena ce ne sarà data la possibilità, ripartiremo subito. Anche perché gli adattamenti da applicare, a partire dalla cartellonistica o dalla formazione del personale, sono abbastanza agevoli».

Discoteche o ristoranti?

In pieno lockdown, il Comune di Jesolo aveva previsto, proprio in accordo con il SILB, una possibilità per evitare una chiusura troppo prolungata. Ovvero, sospendere temporaneamente la licenza di pubblico spettacolo, confermando quella per la ristorazione. In altri termini, visto che i ristoranti hanno potuto riprendere l’attività prima dei locali da ballo, i gestori potevano chiedere di somministrare pasti, tenendo la musica solo in sottofondo, senza la possibilità di scendere in pista.

«Su 7 locali di Jesolo – racconta il presidente di SILB Venezia – 4 hanno sfruttato questa possibilità. È stata una partita che ho portato avanti in prima persona, in considerazione del fatto che molti locali, nel tempo, hanno sviluppato un importante contenuto di ristorazione».

E adesso? «Ogni realtà – conclude Polato – è molto diversa e ognuno farà un’analisi di costi e benefici, scegliendo se tornare a fare la discoteca classica o rimanere ristorante. L’unica raccomandazione che abbiamo dato è il massimo rispetto della sicurezza dei clienti. Perché l’obiettivo ultimo, anche adesso che potremo riaprire, è quello di proporre divertimento in sicurezza».

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