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Ecco il testo ufficiale del nuovo Decreto Legge. Le regole fino al 15 gennaio

Ecco il testo ufficiale del nuovo Decreto Legge. Le regole fino al 15 gennaio

Venerdì 8 la nuova assegnazione delle fasce regionali, in vigore da lunedì 11

Un weekend in arancione e poi il ritorno alle fasce regionali.
Con il concreto rischio, per il Veneto, di rimanere per la prima volta fuori dalla “zona gialla”, vista la rimodulazione dei criteri di attribuzione alle diverse fasce di rischio.
È questo, in sostanza, il principale contenuto del decreto-legge con le “misure-ponte” fino al 15 gennaio, approvato nella notte tra il 4 e il 5 gennaio 2021 dal Consiglio dei Ministri.

Ecco il testo ufficiale del nuovo decreto-legge

Un “ponte” verso la scadenza del DPCM

Ci sono volute poco meno di tre ore, dalle 21.55 alle 0.35, per concludere la riunione presieduta a Palazzo Chigi dal premier Giuseppe Conte con il provvedimento contenente “Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19”.
Le nuove norme, proposte da Conte e dal ministro della Salute, Roberto Speranza, si sono rese necessarie per coprire il vuoto legislativo che si sarebbe venuto a creare con la scadenza del “decreto Natale, fissata per il 7 gennaio, e il DPCM attualmente vigente fino al 15 gennaio.
Anche stavolta il Governo ha scelto la via del decreto legge, i cui contenuti sono stati riassunti dal Consiglio dei Ministri in un comunicato stampa emesso nella notte.

Il divieto di spostamento

La prima regola, da applicare su tutto il territorio nazionale nel periodo tra il 7 e il 15 gennaio, prevede il divieto “di spostarsi tra regioni o province autonome diverse”.
Previste le consuete eccezioni: comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.
È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, “con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma”.

La zona arancione nel weekend

In tutta Italia, inoltre, si applicheranno nelle giornate di sabato 9 e domenica 10 gennaio le misure previste per la cosiddetta “zona arancione”. Il nuovo decreto legge conferma però la possibilità di spostarsi fuori dai comuni fino a 5.000 abitanti, anche se “entro 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia”.
Resta in ogni caso ferma, per tutto il periodo compreso tra il 7 e il 15 gennaio, l’applicazione delle altre misure previste dal DPCM del 3 dicembre e dalle successive ordinanze.

Il ritorno alle fasce

Come ventilato negli ultimi giorni, il testo approvato dal Consiglio dei Ministri rivede inoltre “i criteri per l’individuazione degli scenari di rischio sulla base dei quali saranno applicate le misure previste per le zone “arancioni” e “rosse””. La nuova assegnazione delle varie regioni alle fasce avverrà entro venerdì 8 gennaio e si applicherà a partire da lunedì 11 gennaio.

La visita a parenti e amici

Anche per i territori inseriti in zona rossa, come avvenuto nel periodo natalizio, sarà comunque possibile “spostarsi, una sola volta al giorno, in un massimo di 2 persone, verso una sola abitazione privata del proprio comune”. Ai fini del rispetto della norma, non rientreranno nel conteggio i figli minori di 14 anni, nonché “altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale e le persone disabili o non autosufficienti che con queste persone convivono”.

La scuola

Il decreto-legge “ponte” interviene anche sull’organizzazione dell’attività didattica nelle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado.
La disposizione, a livello nazionale, prevede la ripresa dell’attività in presenza per il 50 per cento degli studenti, a partire dal prossimo 11 gennaio.
Non sarà così in Veneto e in Friuli Venezia Giulia, dove i rispettivi presidenti di Regione hanno  firmato un’ordinanza, di natura sanitaria, che prolunga la chiusura delle scuole superiori fino al 31 gennaio.

La vaccinazione

Un’ultima norma introdotta dal provvedimento del Governo riguarda l’attuazione del piano di somministrazione del vaccino anti-Covid. E prevede “specifiche procedure per l’espressione del consenso alla somministrazione del trattamento per gli ospiti di residenze sanitarie assistite (o altre strutture analoghe) che siano privi di tutore, curatore o amministratore di sostegno e che non siano in condizione di poter esprimere un consenso libero e consapevole alla somministrazione del vaccino”.

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