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Decreto lavoro: sblocco dei licenziamenti. Ammortizzatori sociali finanziati dalla sospensione del Cashback

Decreto lavoro: sblocco dei licenziamenti. Ammortizzatori sociali finanziati dalla sospensione del Cashback

Il consiglio dei ministri di ieri ha licenziato il testo del decreto lavoro che andrà a riformare gli ammortizzatori  sociali.
Dopo più confronti serrati tra il Governo e le parti sociali, l’accordo è stato trovato e coinvolge i risparmi ottenuti grazie alla sospensione del cashback di Stato.
La misura introdotta dal Governo Conte che rimborsava per un 10% gli acquisti fatti con carta di credito o bancomat fino ad in massimo di 150 euro andrà quindi temporaneamente a finanziare gli ammortizzatori sociali.
La sospensione riguarda anche il Supercashback, ovvero il rimborso da 1.500 euro per acquisti con carte di credito o bancomat ai primi centomila utenti che abbiano totalizzato il numero maggiore di transazioni.
I rimborsi previsti per quanti hanno effettuato i  pagamenti elettronici, inoltre, verranno erogati entro il 30 novembre 2021, quindi non più a sessanta giorni dalla fine del semestre come previsto prima.
Per quanti volessero fare reclamo, questo sarà possibile entro 120 giorni e il Cosap, ovvero la Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici, l’ente preposto al controllo dei ricorsi per il cashback di Stato, avrà 30 giorni per valutare e decidere.
Cashbacke  il Supercashback riprenderanno, secondo quanto previsto dal decreto lavoro varato ieri, nel primo semestre del 2022. Grazie alla sospensione del cashback di stato, saranno risparmiati 1,5 miliardi di euro che saranno destinati ad un fondo per le Cig.
Sbloccati dunque i licenziamenti da oggi 1 luglio per l’industria manifatturiera e per  quella edilizia ad eccezione per l’industria tessile e i settori a questa collegati(calzaturiero e moda), per i quali è stata prevista una proroga del blocco dei licenziamenti fino al 31 ottobre e l’erogazione ulteriore di cassa Covid.
Il decreto prevede inoltre una misura che deroga di ulteriori 13 settimane, ovvero fino al 31 dicembre 2021, la cassa integrazione straordinaria per le aziende che l’hanno esaurita, senza contributi a carico del datore di lavoro.

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