Dallo “Scrigno del Doge” emerge il futuro esperienziale di Venezia

Visione insieme - Scrigno del Doge Venezia

Promuovere sostenibilità e resilienza, cooperazione tra imprese e territori. È l’obiettivo del cortometraggio “Lo Scrigno del Doge”, trasmesso in anteprima social su facebook e instagram a un anno dalla seconda Aqua Granda della storia di Venezia.

Un film e un cofanetto

Al progetto “Lo Scrigno del Doge” è dedicato l’omonimo film corto di Samuele Semenzato, prodotto da “Qual Buon Veneto Media House”. Una pellicola dedicata alla Venezia che non si arrende alle emergenze ambientali e alla crisi pandemica. Un film che racconta in pochi minuti, attraverso una poetica serie di immagini dedicate agli artigiani veneziani intenti nel loro sapiente lavoro, da dove e come nascono alcuni prodotti d’eccellenza locale.

Prodotti che poi sono stati racchiusi in un prezioso cofanetto realizzato a mano che racchiude le eccellenze di 7 diverse botteghe artigiane locali. Un’occasione anche per festeggiare 3 anniversari: i 50 anni dell’oreficeria Meneghetti di Rialto, i 300 anni del Caffè Florian ed i 1600 anni dalla fondazione di Venezia. Nonostante il momento di crisi, un gruppo di imprese lagunari ha infatti scelto di puntare sulla cultura per creare nuove sinergie e dare più valore all’economia delle produzioni artigiane certificate. Il tutto nel segno dell’ape, un animale laborioso, cooperativo abituato a lavorare in sinergia per il bene comune.

Ape d’argento su scrignetto

Venezia punta sul turismo esperienziale

«La rinascita di Venezia può ripartire grazie al turismo di qualità: quello esperienziale», ha affermato Vittorio Baroni, ideatore del progetto. «La vera sfida sta nel fare in modo che il turismo non divori la città dall’interno, ma la faccia crescere» ha risposto l’assessore comunale al Turismo, Simone Venturini, presente alla diretta. «Ma per farlo, per fronteggiare il fenomeno del turismo di massa che, evidentemente, è ormai un fenomeno globale, i Comuni delle città d’arte devono avere gli strumenti necessari per raggiungere tale obiettivo. E quelli per sostenere il turismo esperienziale, che sarà il turismo del nuovo millennio, facendolo emergere rispetto a quello di bassa qualità».

In tal senso, Venezia ha chiesto al Governo, insieme ad altre 5 città d’arte, di avere i poteri per regolare residenza, commercio, flussi. «Senza questi poteri – afferma l’assessore – tutto diventa più difficile. Serve, poi, una nuova consapevolezza della città. Venezia deve comunicare se stessa in modo diverso, mettere in luce le sue eccellenze e raccontarsi come città dell’arte, capitale della cultura e dell’artigianato».

Mani al lavoro su merletto di Burano

La valorizzazione delle eccellenze locali

Secondo Baroni, la ricetta per inventare un nuovo turismo, consapevole e di qualità, sta nella valorizzazione delle eccellenze locali. «Vorremmo – ha ripreso – coinvolgere le guide e gli accompagnatori turistici in un progetto culturale. Partendo proprio dalla Sala dello Scrigno di Palazzo Ducale, dove sono contenuti i libri d’oro e d’argento della Serenissima, i turisti potrebbero essere coinvolti in itinerari nella Venezia classica e in quella meno conosciuta, secondo percorsi esperienziali alla scoperta delle eccellenze artigiane della città».

«Noi – ha confermato Venturini – abbiamo delle guide veneziane eccezionali che hanno una consapevolezza della città più profonda rispetto a chi fa questo lavoro ma viene in Laguna solo per portare le comitive e poi rientra nella propria città d’origine. Già molte di queste guide stanno portando il turismo a conoscere la Laguna, le isole minori e la Venezia più nascosta e autentica».

Da sx: Vittorio Baroni, Stefano Ghezzo, Simone Venturini, Nadia De Lazzari, Graziano Dal Fabbro, Flavio Marinello
e Valentina Lombardi

I “gioielli nascosti” di Venezia

Per il lancio del cortometraggio, Vittorio Baroni ha scelto un luogo d’eccezione: la Scala del Bovolo, uno dei cinque “gioielli nascosti” di Venezia. Luoghi recentemente riaperti al pubblico grazie a Venezia Servizi alla Persona, Fondazione costituita nel 2014 dall’Antica Scuola dei Battuti e dall’I.R.E. (Istituzioni di Ricovero ed Educazione).

Un’iniziativa che ha reso nuovamente fruibili anche l’Oratorio dei Crociferi ed il complesso dell’Ospedaletto, beni architettonici appartenuti alla storia dell’assistenza cittadina. E, ancora, la chiesa di Santa Maria della Presentazione (c.d. delle Zitelle) ed il complesso di Santa Maria del Patrocinio (c.d. delle Penitenti).

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