Quando un millesimo di secondo cambia la vita

cronometri

Sono invisibili, ma li conoscono anche negli Emirati Arabi. Perché sono competenti, precisi, capaci.
Sono i cronometristi veneziani, in questi giorni impegnati a Dubai nelle  spettacolari gare di velocità di cammelli e di falchetti.
Competizioni regolari, con tanto di giudici, controlli antidoping, classifiche e premi da mille e una notte.

Si sa, gli emiri a volte sono un po’ bizzarri. A prendere il tempo in queste gare ci pensano cronometristi esperti e fidati, muniti di strumenti ultrasofisticati.
Molti appartengono all’Associazione sportiva dilettantista Cronometristi della Provincia di Venezia.
Perché sono considerati i migliori.
Chi sono, cosa fanno e come lavorano? Scopritelo insieme a noi.

L’ASD Cronometristi della Provincia di Venezia

Quello dei cronometristi è un mondo poco conosciuto. Eppure, l’Associazione Sportiva Dilettantistica Cronometristi della Provincia di Venezia, a settembre del 2020, festeggerà l’ottantesimo compleanno.
Nel corso degli anni, più volte è stata insignita di numerosi premi, compresa la recente Stella d’Oro al merito sportivo del CONI assegnata lo scorso luglio.
“I cronometristi attivi sono 70 e negli ultimi tempi la presenza femminile ha raggiunto il 10%, con giovani reclutate dal Liceo sportivo di Dolo e altri istituti della provincia di Venezia” ci dice Giuseppe Berton, il Presidente.
“Siamo un gruppo molto affiatato, uomini e donne instancabili e invisibili, almeno al grande pubblico – racconta invece Stefano Avezzù -Dietro alle classifiche c’è un duro lavoro che richiede competenza e precisione. In più dobbiamo continuamente aggiornarci sui nuovi regolamenti di gara e le nuove tecnologie, dato che quelle odierne nel giro di pochi anni possono già considerarsi superate”.

Cronometristi che passione…

Fare il cronometrista può essere considerato un hobby. L’impegno si concentra soprattutto nei fine settimana e oltre al rimborso spese è previsto un gettone di presenza.
“Chi decide di entrare in questo mondo non lo fa certo per il denaro” continua Berton. “Ci sono altre soddisfazioni, spesso familiarizziamo con gli atleti, andiamo anche all’estero per eventi internazionali molto importanti. Adesso, per esempio, alcuni nostri soci, tra cui Gianluca De Rossi, miglior cronometrista 2019 per la provincia di Venezia, si trovano negli Emirati Arabi per le gare di cammelli e volo con i falchi. Mica facile cronometrarli!”.

Come si diventa cronometristi

Ma come si diventa cronometristi?
Il percorso completo dura alcuni anni. Prima si diventa Allievi Cronometristi frequentando i corsi gratuiti aperti a uomini e donne dai 16 ai 65 anni, al termine dei quali deve essere superato un esame. Proprio in questo periodo sono aperte le iscrizioni al corso organizzato dai Cronometristi veneziani: otto lezioni con cadenza bisettimanale per imparare tutto su fotocellule, transponder e altri strumenti digitali, i regolamenti esistenti per le varie discipline sportive, le modalità di presa dei tempi di gara.
“Dopo che si è diventati Allievi – ci dice ancora Berton – comincia l’affiancamento di almeno un anno per fare pratica nel cronometraggio delle diverse discipline sportive. Al superamento dell’esame regionale si ottiene la tessera di Cronometrista Ufficiale”.

Oltre il tempo

Misurano i millesimi di secondo. Cosa significa per la mente umana, a quanto corrisponde, forse a un battito di ciglia?
Ci avete mai pensato? Eppure nel mondo dello sport un millesimo di secondo può fare la differenza e cambiare per sempre il destino di un atleta.

C’è chi pensa che sia sufficiente premere un bottone per lo start e che al resto ci pensa la tecnologia. Non è così.
Pochi sanno che quando viene trasmessa una qualsiasi gara sportiva alla televisione – tranne calcio e basket – la grafica sovrimpressa è fornita e gestita in tempo reale dagli stessi cronometristi che si occupano anche di registrazioni video, forniscono dati per il supporto ai commentatori e ovviamente elaborano e producono le classifiche.
“I cronometri odierni sono touchscreen e funzionano col wi-fi, i tempi sono presi in automatico ma in ogni gara è previsto ancora il rilevamento manuale, in caso di contestazioni o malfunzionamento dell’elettronica”, ci dice ancora Avezzù.

Seicento chili di attrezzatura

“Almeno un giorno prima della gara partiamo con le nostre pesanti attrezzature – racconta Gilberto Scattolin -, abbiamo quantificato che per una gara di nuoto spostiamo circa 600 chili tra cronometri, piastre di contatto, tabelloni ledwall, telecamere, cavi e cablaggi”.
Proprio Scattolin,insieme a De Rossi, hanno ideato e sperimentato per le gare in vasca un sistema che utilizza bassa tensione, anzichè alta, per rendere più sicuro l’ambiente ed evitare incidenti agli atleti e a chiunque sia a bordo vasca, cronometristi compresi. Un sistema che l’associazione veneziana spera venga adottato in tutte le piscine del mondo.

Non solo provincia di Venezia

I Cronometristi dell’ASD veneziana per statuto hanno la competenza di tutte le gare del territorio provinciale ma per la loro professionalità da molti anni sono chiamati anche in altre parti d’Italia e all’estero. Oltre alle gare di velocità di cammelli e falchi negli Emirati Arabi, gestiscono i tempi del campionato mondiale Offshore di Malta e quelli della Montecarlo Venezia, hanno fatto grafica televisiva per gare di sci in Val d’Aosta, per la Swim Lake sul Lago di Garda, cronometraggio a Montebelluna al trofeo Memorial Chiara Giavi, ad Auronzo prendono i tempi per gli Internazionali di canoa, sono specializzati per le gare di nuoto in mare di tutto l’Alto Adriatico (tra cui la Barcolana nuota). Hanno cronometrato in vasca corta delle giovanissime Federica Pellegrini e Margherita Panziera, Francesco Moser nella famosa Millemetri del Corso, sono stati i primi a rilevare i tempi delle gare di ippica sulla neve a Cortina d’Ampezzo. Infine per il Giro d’Italia si sono occupati della cronometro a squadre dell’edizione 2009 al Lido di Venezia e della prima tappa del Giro 2016 da Jesolo a Trieste.

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2 commenti su “Quando un millesimo di secondo cambia la vita”

  1. Giuseppe Berton

    Grazie, veramente un gran bel articolo.
    Saluti e tanti auguri per un anno pieno di soddisfazioni a Te e a tutte le persone care.

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