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Covid-19 e variante Omicron: Ue rossa, gialle solo zone in Italia e Spagna

Covid-19 e variante Omicron: Ue rossa, gialle solo zone in Italia e Spagna

La quarta ondata della pandemia rafforzata dalla variante Omicron continua a far crescere il numero di contagiati e vittime nel mondo. E la nuova mappa epidemiologica dell’Ecdc mostra un quadro preoccupante.
In questa fase l’Europa è purtroppo tornata a essere il focolaio principale che ha portato il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) a tingerla di rosso e rosso scuro nella parte orientale, colori che indicano un rischio da alto a molto alto. Vale a dire nel primo caso le zone che negli ultimi 14 giorni hanno registrato tra i 50 e 150 casi e un tasso di positività inferiore al 4% oppure quelle che hanno tra i 150 e 500 casi ogni 100 mila abitanti; nel secondo quelle con più di 500 casi ogni 100 mila abitanti.

Il quadro europeo Ecdc: Italia e Spagna uniche nazioni con zone gialle

La mappa dell’Ecdc, che tiene conto del numero di nuovi positivi al Sars-CoV-2 registrati negli ultimi 14 giorni per ogni 100 mila abitanti e del tasso di positivi sul totale dei test effettuati, mostra una situazione epidemiologica preoccupante con nessuna zona in verde. Anche in Italia la situazione non è delle migliori con nessuna regione nel colore che indica il rischio epidemiologico basso (verde).

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Il nostro Paese conta 7 regioni su 20 in giallo: Piemonte, Toscana, Umbria, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Le altre sono rosse, tranne Valle d’Aosta, Altro Adige e Friuli Venezia Giulia, tutte e tre in rosso scuro. L’unica altra regione in tutta Europa ad essere ancora gialla è l’Estremadura in Spagna. Per il resto dominano il rosso e rosso scuro. In questa seconda categoria rientrano interi Paesi quali Islanda, Irlanda, l’intero Benelux, Austria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Croazia, Slovenia, i tre Stati Baltici, la Danimarca. Buona parte della Germania è nella fascia di rischio massimo.

La corsa della variante Omicron

Il quadro pandemico tracciato dal Centro europeo per il controllo delle malattie si aggrava in tutto il continente per la presenza della variante Omicron. Mentre la Germania ha varato la stretta contro i contagi con il lockdown dei non vaccinati e l’ipotesi di obbligo vaccinale è dietro l’angolo, i numeri dell’Ecdc indicano 352 contagi confermati segnalati da 27 Paesi e un livello di rischio per ‘Europa da alto a molto alto. Oltre all’ipotesi di un calo dell’immunità per vaccinati e guariti dal virus.

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«I dati preliminari – spiega Ecdc – suggeriscono che Omicron potrebbe essere associata a una trasmissibilità maggiore rispetto a Delta. Rimane tuttavia una notevole incertezza relativa all’efficacia del vaccino, al rischio di reinfezione e altre proprietà di Omicron».  I dati preliminari dal Sudafrica suggeriscono che Omicron potrebbe avere un sostanziale vantaggio di crescita rispetto alla variante Delta.

La diffusione della mutazione e il probabile adattamento atteso

Se l’Italia, almeno per ora, è in una condizione relativamente migliore rispetto ad altre zone europee, a livello globale il numero di Paesi che segnalano casi della variante Omicron continua a crescere. Dei 352 casi confermati, 70 sono di 13 Paesi dell’Unione europea/Spazio economico europeo. «La maggior parte di questi – precisa l’Ecdc – è riconducibile a viaggi in Paesi dell’Africa meridionale e alcuni di loro hanno preso voli in coincidenza in altre destinazioni tra l’Africa e l’Europa. Diversi Paesi europei hanno già segnalato una successiva trasmissione comunitaria o domestica. A oggi, comunque, tutti i casi per i quali sono disponibili informazioni sulla gravità sono asintomatici o lievi. Nessun caso grave e decessi tra questi».

Interessante risulta la considerazione del presidente della Società italiana di virologia Arnaldo Caruso secondo il quale «se la nuova variante si confermasse davvero più trasmissibile ma meno aggressiva, potrebbe essere l’adattamento di Sars-CoV-2 che aspettavamo. Come nella storia di tutte le infezioni virali, specialmente quelle respiratorie. Esplodono in modo eclatante, poi piano piano l’ospite reagisce, il virus si adegua e scatta una sorta di convivenza tra i due. Al virus infatti conviene non eliminare l’ospite ma diventare più bravo a infettarlo e sfruttarne l’organismo per moltiplicarsi e continuare a circolare».

Silvia Bolognini

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Tag:  covid-19, Omicron