Coronavirus. Zaia: fase finale a inizio maggio, salvo recrudescenze

Zaia 15 aprile
Nella foto in alto: Il presidente del Veneto Luca Zaia. Nel cartello, il numero dei pazienti in terapia intensiva in data 15 aprile 2020

“Confrontandomi con l’assessore alla Protezione civile Bottacin, abbiamo convenuto che un’analisi dei dati a oggi ci dicono che per i primi di maggio, in teoria, sempre salvo recrudescenze, si dovrebbe andare verso la fase finale dell’emergenza coronavirus”.
È un lieve raggio di sole, quello che ha lanciato il presidente del Veneto, Luca Zaia, dal consueto punto stampa quotidiano dall’unità di crisi presso la sede della Protezione civile di Marghera. “Ma ricordiamo che questo risultato dipenderà sempre prima di tutto dai nostri comportamenti. Perché va sempre premesso e ricordato che l’emergenza è tutt’altro che finita”.

Il piano per la ripartenza

Zaia ha quindi ammesso che “innegabilmente siamo arrivati alla fase 2″ e che molto presto sarà presentato il piano per la ripartenza, mirato ad attivare prima di tutto forme di tutela per lavoratori e operatori.
Il piano è stato realizzato e depositato presso l’unità di crisi dalla dottoressa Russo, capo dipartimento della Prevenzione della Regione Veneto. “Adesso – ha proseguito il presidente – vogliamo condividerlo con parti sociali e datoriali, perché le imprese devono applicarlo con convinzione. In qualche giorno, il piano diventerà la base per dialogare e ripartire, il nostro punto di riferimento per i rapporti da avere con le imprese. In caso contrario, se non cambia la legge, tutto continuerà a passare per gli Spisal, come avviene adesso”.

Con l’approvazione, il piano “sarà da subito applicato alle imprese già aperte, che comunque già applicano la regolamentazione decisa con i sindacati, che va solo codificata un po’ meglio”. Zaia ha quindi concluso che il piano “sarà notificato anche al Governo, come contributo visto che anche Roma sta scrivendo il suo piano”.

Zaia: “mascherine finché ci sarà il virus”

Per la vera ripartenza, la premessa fondamentale è sempre quella di rispettare le misure fissate per limitare il contagio. A partire dall’uso dei dispositivi di protezione individuale.

“Mi fa arrabbiare – ha ammesso Zaia – vedere chi va in giro senza. Ne abbiamo distribuite 10 milioni, adesso c’è disponibilità. L’uso della mascherina è la condizione “sine qua non” che ci dovrà accompagnare nel percorso di vita che ci accompagnerà per 6 mesi o 1 anno. Fino a quando, cioè, il virus sarà presente nella nostra comunità”. E, sempre a riguardo delle mascherine, il presidente del Veneto ha garantito: “Abbiamo fatto magazzino, con 24 milioni e mezzo di pezzi. Per quanto riguarda medici, infermieri e operatori della sanità siamo quindi ora autosufficienti per almeno 6 mesi”.

I veneti a supporto della sanità

L’ultimo dato ha riguardato la generosità dei veneti, che continua a manifestarsi.


Al di là delle innumerevoli donazioni, da registrare anche l’esito dell’asta per l’uovo di Pasqua che si è chiusa alla mezzanotte del 14 aprile. L’offerta che si è aggiudicata il gigantesco uovo di cioccolato da 10 kg è arrivata a toccare addirittura quota 30.000 euro.

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