Ferragosto con il Coronavirus. Zaia: «Giovani, state attenti»

giovani

È cominciata la settimana di ferragosto, quella che il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha definito «la settimana dei giovani». Ed è proprio a loro che il governatore si è rivolto in maniera specifica: «L’età media dei contagiati si è abbassata in maniera notevole, da 70 a 40 anni. Faccio quindi un appello ai nostri ragazzi: soprattutto in questa settimana di festa, fate grande attenzione agli assembramenti».
Perché, continua a sottolineare Zaia, la situazione non è più tragica, ma il virus comunque c’è. Ad esempio, nelle ultime 24 ore, non si sono registrati decessi o nuovi isolamenti, ma comunque ci sono stati nuovi 20 positivi.

Il presidente della regione Veneto Luca Zaia durante la conferenza stampa del 10/08/2020
Il presidente della regione Veneto Luca Zaia durante la conferenza stampa del 10/08/2020

La situazione nell’Ulss 3 Serenissima

Un messaggio incoraggiante è stato lanciato anche dal direttore generale dell’Ulss 3, Giuseppe Dal Ben. «La situazione rimane sotto controllo. Il virus continua a circolare, ma i focolai vengono rilevati e aggrediti nell’immediato», ha detto Dal Ben relativamente alla situazione attuale dell’emergenza coronavirus nel territorio dell’Ulss Serenissima.

Un “tagliando”, a 3 mesi dalla fine del lockdown, che invita a non abbassare la guardia, rispettando le misure anti-contagio (dalla mascherina, al distanziamento sociale, alla pulizia frequente delle mani) e le indicazioni dell’autorità sanitaria per chi fosse in isolamento. Ma, al tempo stesso, un monitoraggio continuo e un’analisi puntuale dei dati.

Il confronto maggio-agosto

I dati presi come termine di confronto sono quelli della situazione allo scorso 18 maggio. Ovvero il punto di riferimento fissato dalla Regione dopo due settimane dal riavvio della maggior parte delle attività. In primo luogo, l’Ulss evidenzia come, al 7 agosto, il dato dei soggetti positivi si è dimezzato, passando da 221 a 110. E il totale di positivi cumulato da inizio emergenza è sì aumentato di 163 unità (2.050 rispetto a 1.887), ma va ricordato che sono stati effettuati molti più controlli.

Nel periodo preso in considerazione, sono stati infatti eseguiti 75.756 tamponi, portando il totale a 134.181.
A questi si aggiungono 26.842 test rapidi, ovvero poco meno del doppio di quelli (15.898) effettuati nella prima parte dell’emergenza. E l’attività di monitoraggio e screening continua.

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Ci sono stati poi 239 soggetti guariti (il totale da inizio emergenza è arrivato a 1.682) a fronte di 35 nuovi decessi (258 il dato cumulato).
Lieve infine l’incremento di soggetti in isolamento (+27, per un totale di 498), mentre si sono svuotati gli ospedali. I ricoverati sono infatti passati da 64 a 7, nessuno dei quali in terapia intensiva (il 18 maggio erano 5).

I focolai veneziani e il tampone senza prenotazione

Discorso a parte va fatto per i focolai. Dal 22 luglio, quando la curva dei contagi ha ripreso a risalire, l’Ulss 3 è riuscita a spegnere 5 focolai.
Il totale, nelle ultime due settimane e mezza, è così sceso da 15 a 10. Dei focolai attualmente attivi, 8 sono di origine interna, di cui 6 cluster familiari, e raccolgono in totale 56 casi positivi primari. 2 invece sono di importazione, uno dalla Spagna e uno dall’Europa dell’Est. Anche 7 casi di contagi singoli arrivano da oltre confine. Si tratta soprattutto di badanti rientrate a Venezia dai propri Paesi d’origine.

Da qualche settimana l’Ulss Serenissima ha quindi lanciato la campagna “Per un’assistenza sicura”. L’Azienda sanitaria prevede cioè per badanti, collaboratori domestici e per tutti coloro che assistono anziani e persone fragili la possibilità di effettuare il tampone senza bisogno di prenotazione.
Il servizio viene erogato dal Dipartimento di prevenzione, dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 12 (il lunedì anche dalle 14 alle 15).

A tal fine, l’Ulss 3 ha anche avviato contatti con le comunità bengalese, romena e moldava, per diffondere (anche attraverso un video) informazioni e incentivare comportamenti per prevenire la diffusione del virus.

Tra test rapidi e trasporti

Intanto, questa mattina i presidenti di Regione hanno incontrato in videoconferenza alcuni ministri, tra cui Boccia, De Micheli e Speranza.
«Il ministro della Salute – ha rivelato Zaia riferendosi a quest’ultimo –  ha confermato che, a breve, avremo le schede con i protocolli sui test rapidi. Riguardo al quale vi dico che, a oggi, ci sono già 11 ditte che li producono».

Al centro del confronto, però, è stato soprattutto il tema del trasporto locale. «Ci prendiamo 24 ore – ha spiegato al riguardo il presidente del Veneto – per vedere se c’è bisogno che firmi una nuova ordinanza. Ai rappresentanti del Governo ho chiesto intanto di valutare tre temi. Il primo è quello dei lavoratori, che, pur lavorando a stretto contatto, devono mantenere le distanze sui mezzi pubblici. Il secondo è quello dei pendolari, che per me vanno considerati una comunità anche dal punto di vista sanitario. Infine, c’è il tema dei ricambi d’aria».

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