Ecco il nuovo Consiglio comunale di Venezia

Consiglio-Comunale-2020-09

Su 36 consiglieri, ci sono 10 donne (e la componente “rosa” potrebbe aumentare dopo le nomine degli assessori). E 17 sono i volti nuovi (ma alcuni già in passato a Ca’ Farsetti) rispetto alla consiliatura che si è appena conclusa. Sono alcune delle caratteristiche del nuovo Consiglio comunale di Venezia, come determinato dall’esito delle urne del 20 e 21 settembre 2020.
Un elenco che verrà confermato solo con le nomine ufficiali della Corte d’Appello. E che potrebbe in ogni caso variare, facendo subentrare i primi dei non eletti, quando il sindaco determinerà la composizione della nuova Giunta.

Fucsia, i più votati

Con il 31,67% delle preferenze, la civica Luigi Brugnaro Sindaco ha eletto 14 consiglieri. Ovvero, rispetto ai 15 del quinquennio appena concluso, 1 in meno, pur aumentando il numero dei voti ricevuti da 24.352 a 37.914. Questo perché il confermato primo cittadino stavolta era sostenuto da una coalizione molto più ampia.

Il leader delle preferenze individuali è stato anche in questa occasione Simone Venturini, già assessore alle Politiche sociali, con 1.463 voti (5 anni fa ne prese 976).
Paola Mar, ex assessore al Turismo, è stata la più votata delle donne della lista, con 589 preferenze (139 nel 2015).
Degli ex assessori, rieletti anche Massimiliano De Martin (da 173 a 358 voti) e Paolo Romor (da 274 a 303). Così come la presidente del Consiglio uscente, Ermelinda Damiano (429 da 202) e i consiglieri fucsia Matteo Senno (474 da 213) e Enrico Gavagnin (339 da 193).
L’ex assessore alla Mobilità Renato Boraso (secondo con 1.034 preferenze: ne prese 485 con la sua lista civica nel 2015), l’ex consigliere delegato per le Isole Alessandro Scarpa Marta (944 rispetto ai 618 con Area Popolare) e il consigliere Paolino D’Anna (726, 204 con la civica Venezia Domani nel 2015) sono stati invece rieletti, ma cambiando lista.

Sono 4 le novità. Assolute quelle di Silvia Peruzzo Meggetto (393 voti) e Aldo Reato (330). Promossi invece dalla Municipalità di Mestre Carpenedo al Consiglio comunale Laura Besio (545) ed Emmanuele Muresu, ultimo degli eletti con 278 preferenze. Tra i non eletti, che potrebbero comunque rientrare, spiccano infine le donne già consigliere: Barbara Casarin (272), Francesca Rogliani (243), Giorgia Pea (226) e Chiara Visentin (167), preceduta solo dall’ex capogruppo Alessio De Rossi (214).

La maggioranza

Il secondo partito, tra quelli che hanno sostenuto Luigi Brugnaro, è la Lega. Che conferma Silvana Tosi (398 preferenze contro le 153 del 2015) e l’ex consigliere delegato alle Tradizioni, Giovanni Giusto (148 voti, rispetto ai 174 di 5 anni fa). Torna in Consiglio, ma con un nuovo partito rispetto al periodo 2010-2014 (quando rappresentò Pdl e Fratelli d’Italia) Sebastiano Costalonga (391). Le novità sono Alex Bazzaro (387 voti, ex consigliere di Municipalità a Favaro) e Riccardo Brunello (163), con Nicola Gervasutti (118), Paolo Tagliapetra (103) e Matteo Pistorello (94), primi dei non eletti.

Fratelli d’Italia (6,56%) avrà due rappresentanti nel nuovo Consiglio comunale. La più votata è l’assessore ai Lavori pubblici uscente, Francesca Zaccariotto (379), che entrò nel 2015 in Comune di Venezia come candidato sindaco non eletto. Il secondo scranno va a Francesco Zingarlini (193), che brucia sul filo di lana la consigliera uscente della Lista Boraso Maika Canton (prima dei non eletti con 190 voti), Helenia Baban (189) e Antonio Cavaliere (187).
Forza Italia,
infine, si ferma al 2,71%, ma sarà presente in Consiglio con l’assessore al Bilancio uscente, Michele Zuin (430 preferenze valide: nel 2015 furono 292).
In caso di conferma di Zuin in Giunta, gli potrebbe subentrare Saverio Centenaro (349).

L’opposizione e i sindaci oltre il 3%

Seconda forza in città, con il 19,18%, il Partito Democratico guiderà l’opposizione con 8 consiglieri.
In primis, il candidato sindaco Pier Paolo Baretta, che ha raccolto il 29,27% dei voti.

consiglio comunale
candidati sindaci in consiglio

Monica Sambo è poi la candidata ad aver raccolto in assoluto il maggior numero di preferenze: ben 1.868, rispetto alle 500 con cui fu eletta nel 2015.
L’altro consigliere confermato è Emanuele Rosteghin, passato da 435 a 587 voti validi.
Ben 5, invece, le novità: Giuseppe Saccà (509), Paolo Ticozzi (458), Alessandro Baglioni (449, già consigliere di Municipalità a Favaro), Alberto Fantuzzo (431) ed Emanuela Zanatta (426, ex vicepresidente della Municipalità di Chirignago Zelarino).
Primo dei non eletti, Lorenzo Varponi (352).

Quello di Gianfranco Bettin, più eletto (751 preferenze) nella lista Verde Progressista (4,93%), è invece un ritorno in Consiglio di un politico di grande esperienza.
Nella precedente legislatura, Bettin ha guidato la Municipalità di Marghera, ma è già stato anche consigliere regionale, candidato sindaco di Venezia, deputato e assessore comunale all’Ambiente. La coalizione di centrosinistra elegge infine anche una consigliera con la lista Venezia è tua (3,59%): si tratta di Cecilia Tonon (238, proveniente dal gruppo misto della Municipalità di Venezia Murano Burano).

4 i candidati sindaco in Consiglio

A completare il nuovo Consiglio comunale sono infine i 4 candidati sindaco che, oltre a Brugnaro e Baretta, hanno superato la soglia di sbarramento del 3%.
Marco Gasparinetti di Terra e Acqua, che con il 4,05% dei consensi è risultato il terzo candidato sindaco più votato. Ha superato di 183 voti Sara Visman, consigliere uscente del Movimento 5 Stelle (3,91%), che consente comunque al suo partito di entrare a Ca’ Farsetti. Dove ritorna, sempre da consigliere, Stefano Zecchi (3,52%), in passato anche assessore alla Cultura a Milano. Infine Giovanni Martini, detto Andrea: il presidente uscente della Municipalità di Venezia, Murano e Burano ha raccolto il 3,49% dei voti per la sua candidatura a sindaco.

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2 commenti su “Ecco il nuovo Consiglio comunale di Venezia”

    1. Gentile lettore, non c’è nulla da correggere. Se lei avesse proseguito nella lettura dell’articolo avrebbe notato che è suddiviso in “capitoli” ciasscuno dei quali dà conto di come sono andate le cose. Avrebbe quindi letto sotto “L’opposizione e i sindaci oltre il 3%” la seguente frase: “Monica Sambo è poi la candidata ad aver raccolto in assoluto il maggior numero di preferenze: ben 1.868, rispetto alle 500 con cui fu eletta nel 2015”.

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