Tutte le novità del testo, approvato da Palazzo Chigi, che ora inizia l’iter parlamentare puntando all’entrata in vigore nel 2028
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera allo schema di decreto legislativo che ridisegna le norme della circolazione, dopo una consultazione con le associazioni di settore.
Il testo non è ancora definitivo e dovrà completare il suo iter istituzionale.
Ma la direzione è tracciata: cambiano le regole per chi guida, per chi si sposta su due ruote e persino per chi cammina a piedi.
Più in generale “il nuovo Codice – spiega Palazzo Chigi nel comunicato ufficiale che annuncia l’avvenuta approvazione del decreto – codifica i principi generali che orientano il comportamento degli utenti della strada (precauzione, responsabilità, adeguatezza delle condotte, solidarietà sociale) e riordina competenze, controlli, regole di comportamento, patenti e titoli abilitativi, veicoli, strade e autotrasporto. L’educazione stradale è integrata nell’insegnamento dell’educazione civica”.
Multe meno salate. Ma non per tutti
Tra le novità annunciate ci sono una revisione degli importi delle multe e una maggiore digitalizzazione dei controlli. L’obiettivo è rendere le sanzioni più proporzionate e semplificare la vita agli automobilisti.
Sul fronte delle multe, è prevista una riduzione di alcuni importi e lo stop all’adeguamento automatico biennale all’inflazione. E’ stata inoltre introdotta la possibilità di richiedere la rateizzazione mensile per importi superiori a 200 euro.

Il Ministero riferisce che, sulle 795 fattispecie sanzionatorie esaminate, la maggior parte diminuirà, con una riduzione di circa il 7% dell’importo delle sanzioni,
Per contro, per alcune violazioni (66 fattispecie, circa l’8%) gli importi potrebbero invece aumentare.
Succederà per comportamenti che mettono a rischio la sicurezza stradale come effettuare manovre pericolose come immettersi nel traffico o fare retromarcia senza rispettare le regole o circolare senza assicurazione. Quest’ultima sanzione potrebbe arrivare a mille euro a fronte degli attuali 886. Oltre alla sanzione, per i veicoli senza assicurazione è previsto il divieto di marcia a tempo indeterminato.
Più controlli a distanza e notifiche digitali
Le multe potranno scattare anche a distanza per chi parcheggia negli spazi riservati al carico e scarico delle merci o non dà la precedenza a pedoni e ciclisti sulle strisce.
Si accorciano inoltre i tempi: il termine ordinario per notificare questi verbali scenderà da 90 a 45 giorni.
Novità anche per le comunicazioni: la notifica di verbali e avvisi dovrà passare attraverso la piattaforma digitale Send o, in alternativa, via PEC. La posta tradizionale resterà una soluzione residuale, nei casi in cui il destinatario non disponga di un domicilio digitale. E per chi dimentica o decide di non pagare una multa, prima di avviare il recupero delle somme è previsto un avviso bonario, una sorta di ultimo promemoria per regolarizzare la propria posizione.
Pedoni, attenzione al buio: farsi vedere diventa fondamentale
Non sono soltanto gli automobilisti a dover rispettare le regole: il nuovo Codice della strada punta a richiamare l’attenzione anche di chi si muove a piedi. Sotto la lente ci sono soprattutto gli attraversamenti, da affrontare con prudenza, e le passeggiate notturne sulle strade extraurbane senza illuminazione.

Qui il problema è molto concreto: se un automobilista non vede un pedone in tempo, anche pochi secondi possono fare la differenza. Rendere la propria presenza ben visibile, per esempio con elementi riflettenti, sarà fondamentale. Per sapere se sarà obbligatorio uno specifico dispositivo e quali sanzioni scatteranno, bisognerà però attendere le disposizioni definitive.
Biciclette, monopattini e moto
Per alcune bici elettriche della nuova categoria dei «cicli a propulsione», come quelle utilizzate dai rider per le consegne, sono previsti casco obbligatorio e contrassegno identificativo: in pratica, niente più pedalate senza protezioni e senza un mezzo riconoscibile.
Nel testo aggiornato è stato eliminato l’obbligo generalizzato del casco per i ciclisti under 14. Restano però previste regole specifiche per le biciclette alimentate esclusivamente da un motore elettrico, per le quali il casco sarà obbligatorio, con un’eccezione per i mezzi con più di due ruote.
Le bici a propulsione potranno essere guidate anche dagli under 14, ma sarà vietato trasportare bambini di età inferiore ai 5 anni. Per le biciclette con il posto a sedere a meno di 40 centimetri dal suolo, come alcune handbike, viene inoltre introdotto l’obbligo di segnalazione con una bandierina, per renderle più visibili agli altri utenti della strada.

Riguardo ai monopattini elettrici, il nuovo codice bandisce zig-zag tra auto e pedoni e per chi usa un mezzo in sharing prevede un’altra novità molto concreta: al termine del noleggio, una fotografia dovrà documentare che il monopattino è stato lasciato correttamente parcheggiato.
Novità ci sono anche per chi viaggia in moto in autostrada: conducenti e passeggeri dovranno proteggere non soltanto la testa, ma anche schiena e mani.
In caso di incidenti, è prevista per i motociclisti, la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza.
Autostrade: corsie parallele e nuovi limiti di velocità
Sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali con almeno tre corsie per senso di marcia arriva la possibilità di procedere per file parallele: in pratica, si potrà superare un veicolo senza dover necessariamente rientrare nella corsia più a destra, purché la manovra avvenga nel rispetto delle regole.
Controlli più smart
Grazie alla digitalizzazione, i controlli su patente e documenti di circolazione potranno avvenire direttamente per via telematica, riducendo la necessità di esibire i documenti cartacei.
Una semplificazione pratica che punta a rendere i controlli più rapidi e a snellire le procedure.
Patenti, cambiano i limiti d’età: più tempo al volante
Con il nuovo Codice della Strada, per le patenti di auto e moto, il limite d’età entro cui il rinnovo mantiene una validità di 10 anni salirà da 50 a 65 anni.
Per chi guida camion e autobus, invece, il limite massimo di età viene innalzato a 70 anni, fermo restando il rispetto dei requisiti sanitari previsti.
Cambiano anche le regole per i conducenti professionali: chi guida mezzi pesanti o autobus potrà mettersi al volante prima di aver conseguito la Carta di qualificazione del conducente (CQC), a condizione di aver iniziato da almeno un anno il corso iniziale.

Più sicurezza, meno burocrazia e nuove regole per le auto del futuro
Tra le novità previste c’è una stretta anche sui richiami di sicurezza delle auto: se il costruttore segnala un problema e chiede un intervento, il proprietario avrà 24 mesi per mettersi in regola. Altrimenti, rischierà di non poter effettuare la revisione né il passaggio di proprietà del veicolo.
Cambia anche la gestione dei contrassegni per le persone con disabilità: tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale, mentre sono previste misure contro chi utilizza impropriamente i permessi per disabili e quelli destinati alle donne in gravidanza.
Il nuovo codice si occupa anche di auto a guida automatizzata, con una figura di controllo pronta a intervenire e riprendere il volante in caso di emergenza e prevede l’istituzione di un Osservatorio dedicato alla circolazione dei veicoli completamente autonomi.
In materia di incidenti, stabilisce che foto e video realizzati sul posto e nell’immediatezza del fatto potranno essere utilizzati come prove nelle cause per il risarcimento dei danni.
Obiettivo 2028
Non sarà però immediata l’introduzione del nuovo Codice, che sostituirà probabilmente solo nel 2028 quello in vigore dal 1° gennaio 1993. Lo schema che ha avuto il via libera dall’Esecutivo passa ora a Consiglio di Stato, Conferenza unificata e commissioni parlamentari per l’espressione dei rispettivi pareri, non vincolanti.
L’organo amministrativo, le Regioni, i Comuni e le autonomie locali avranno 30 giorni per pronunciarsi. Alle commissioni di Camera e Senato sono concessi 150 giorni. Sarà quindi di nuovo Palazzo Chigi a decidere se recepire o meno le proposte di modifica.
L’approvazione definitiva del nuovo Codice della strada dovrebbe arrivare dunque entro metà marzo 2027. E sarà lo stesso decreto legislativo a fissarne l’entrata in vigore, presumibilmente dal 1° gennaio 2028. Già da ora sono però noti i contenuti e le novità di legge che, a meno di cambiamenti, dovremo in futuro osservare.



