Piano anticorruzione 2019: Comune di Venezia si uniforma all’Anac

Nella foto in alto: Paolo Romor, assessore alle Risorse Umane Comune di Venezia

Contrasto alla corruzione: Venezia in prima fila.

L’Amministrazione ha presentato in Municipio a Mestre il nuovo Piano triennale 2019-2021 di prevenzione della corruzione e per la trasparenza.
Si tratta di un perfezionamento, a partire dall’esperienza maturata, degli strumenti precedenti.
La bontà dell’azione svolta negli anni scorsi è testimoniata dal fatto che molte Amministrazioni pubbliche italiane hanno tratto spunto per il loro Piano da quelli realizzati a Venezia.

IL PIANO

Paolo Romor, assessore alle Risorse Umane Comune di Venezia

Lo strumento recepisce in tempi rapidissimi le novità introdotte dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) lo scorso novembre.
E’ frutto di un lavoro di squadra con tutti i dirigenti comunali, che saranno coinvolti anche in fase di attuazione. «Sono i princìpi condivisi a dare vera efficacia al patto» – ha commentato l’assessore comunale di Venezia alle Risorse umane, Paolo Romor – “ed è anche per questo che abbiamo redatto il Piano in modo da non essere uno strumento esclusivamente formale, ma per renderlo realmente efficace».

Il Comune si dota così di un nuovo strumento di trasparenza nei confronti dei cittadini.
Va detto che, negli ultimi anni, non sono state riscontrate ipotesi corruttive a Venezia, come ha sottolineato il segretario generale del Comune, Silvia Asteria. Ma ciò non toglie che l’attenzione debba sempre essere tenuta ai massimi livelli. Sulla base della struttura del precedente piano sono state così introdotte alcune novità.

 

LE NOVITÀ: IL PANTOUFLAGE

 

La principale novità è quella, appena introdotta dall’Anac, relativa al cosiddetto “pantouflage”. In pratica, si tratta di un rafforzamento dell’imparzialità dei dipendenti pubblici. Questi già non potevano intrattenere rapporti lavorativi con i soggetti con cui fossero entrati in contatto attraverso il loro ruolo. Con la nuova normativa, il limite viene esteso anche ai tre anni successivi alla loro uscita dagli uffici pubblici, per pensionamento, mobilità o qualsiasi altro motivo.

A confermare l’estrema attenzione alle tematiche corruttive, il fatto che, pur identificando le aree di attività maggiormente a rischio, il Piano non esclude dal controllo nessun settore. E si è pronti a recepire immediatamente le linee guida per la mappatura che l’Anac pubblicherà nei prossimi mesi. Così come le verifiche, pur partendo dall’ente Comune, saranno via via estese alle società partecipate.

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