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“Color Carne”: il progetto per andare oltre le terminologie discriminatorie

“Color Carne”: il progetto per andare oltre le terminologie discriminatorie

Se è vero che in molti casi anche una piccola sfumatura può fare una significativa differenza e le diamo importanza, è altrettanto vero che quando parliamo di colore della pelle non dovrebbe accadere. D’altra parte: di che colore è il color carne?
Quando ad esempio pensiamo ad un capo di abbigliamento così definito, istintivamente viene da rispondere rosa chiaro, beige, o comunque una tonalità che in ogni caso richiama la pelle… delle persone bianche.
Ma se riflettiamo un attimo ci rendiamo conto che i colori in realtà sono tanti di più.
Parte da queste considerazioni il progetto “Color Carne”, nato per richiamare l’attenzione sui temi riguardanti i molteplici colori della pelle e l’univoco rispetto delle differenze di ognuno.

Rendiamo inclusivo il color carne

Il progetto nasce dalla volontà di due donne intraprendenti di andare oltre uno standard, in questo caso il colore della pelle, come simbolo di tutte le certezze che prendiamo come immutabili, senza metterle in discussione.
Così la strategist Giuditta Rossi, brand specialist e responsabile di progetti complessi di comunicazione e la storyteller Cristina Maurelli, fondatrici” di Bold Stories, hanno dato vita a “Color Carne”. E’ un invito a pensare in modo diverso e inclusivo e ad agire per il cambiamento quando lo standard non piace più. Possibile che il colore della carne umana sia solo rosa?

Giuditta Rossi a sx e Cristina Maurelli, ideatrici del progetto Color Carne

«L’importante – spiegano gli ideatori della campagna per rendere inclusivo il “Color Carne” – è non colpevolizzare nessuno, ma prendere coscienza e fare la scelta di cambiare. Ciascuno di noi può fare il cambiamento. “Color Carne” può diventare il punto di incontro per chi vuole contribuire a costruire una società in cui la diversità sia valorizzata e in cui ogni persona sia in grado di riconoscersi».

Come si sviluppa il progetto

Il progetto ha preso il via il 22 febbraio sui social Facebook, Instagram e Linkedin per cambiare colore al color carne e essere da stimolo per smontare certi concetti che possono sembrare in apparenza inoffensivi mentre nascondono pregiudizi e discriminazioni. Come spesso accade nel linguaggio e nelle rappresentazioni visive.

L’obiettivo è che il color carne diventi da rosa a tutti i colori dell’umanità.
Un forte messaggio di inclusione al quale tutti possono rispondere.
Sul sito dedicato alla campagna (https://colorcarne.it) sono disponibili delle card con immagini originali e grafica con le quali ciascuno di noi può partecipare condividendole nei propri profili social e sulle chat con #colorcarne.

La campagna vuole sensibilizzare le persone e invitare gli editori e le aziende a cambiare il loro vocabolario e a pensare a nuovi prodotti inclusivi.
Nel portale, oltre a un “colorimetro” con i colori dell’umanità, per approfondire il tema e ispirarsi,  si trovano anche casi di studio che mostrano come questa tematica sia affrontata nel mondo in diversi settori: dall’editoria, ai prodotti ai progetti artistici.

Silvia Bolognini

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