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Le cassette della posta si fanno smart: a Milano le prime rosse digitali

Le cassette della posta si fanno smart: a Milano le prime rosse digitali

Le prime, nuove, cassette rosse di Poste italiane hanno fatto capolino a Milano.
Mantengono lo stesso colore distintivo di sempre, ma sono cassette speciali.
Hanno dei sensori per monitorare l’aria e sono di fatto le prime cassette della posta digitali in Italia.
Smart, sono state installate a Milano in via Cordusio, piazza Duomo e via Orefici, sostituendo quelle tradizionali che dal 1961, a loro volta sostituendo quelle originarie ottocentesche, arredano e caratterizzano le nostre città.
Presto saranno introdotte anche a Torino, Roma e Napoli. Poi nel resto del Paese.

Nuovi servizi per i cittadini

La vera novità è la dotazione di uno schermo ad e-ink, che permetterà a ogni cassetta di fornire informazioni utili.
I suoi sensori possono infatti rilevare e trasmettere dati sull’ambiente e sulle condizioni meteorologiche, la temperatura, la pressione atmosferica e la qualità dell’aria. Possono verificare anche la concentrazione di polveri sottili e  segnalare il livello di riempimento, permettendo al portalettere di sapere quali contengono posta e devono essere svuotate celermente, così da poter migliorare il servizio di ritiro e consegna.

postini

12 mila cassette pronte a diventare mini centraline

L’Italia, malgrado l’irreversibile calo del mercato della corrispondenza, è ancora disseminata da 40mila buche delle lettere, le tipiche cassette rosse di metallo un tempo quotidianamente utilizzate per l’invio di buste, piccoli plichi e cartoline.
Una modalità di comunicare che non esiste quasi più, ma tuttora associata a un’infrastruttura storica del gruppo Poste Italiane, che ha deciso di investire per trasformarla.
Il primo intervento riguarda circa 12mila cassette ora dotate di una mini centralina intelligente.
L’obiettivo di Poste Italiane è ora accelerare con l’introduzione delle nuove cassette con monitor.
Nel 2022 seguiranno analoghi interventi su ulteriori circa 11 mila cassette disseminate tra grandi centri e piccoli comuni.

cassette della posta
“In Italia ci sono circa 40mila cassette che avranno nel tempo una rivisitazione verso quella che è la cassetta smart, con un percorso che ci vedrà impegnati fino al 2022 con la sostituzione di un buon numero del parco cassette”, ha spiegato Gabriele Marocchi, responsabile Ingegneria di Poste Italiane.

Le vecchie “cassette d’impostazione”

A 60 anni di età, anche le cassette postali si adeguano quindi ai tempi.
Le “cassette d’impostazione”, come venivano chiamate, del resto ne hanno fatta di strada da quando sono comparse in Italia, alla fine dell’Ottocento, seguendo l’evoluzione della società italiana, tra conflitti mondiali, fine della monarchia e inizio della Repubblica. Le prime cassette postali di cui si ha notizia sono del 1886, quando la Direzione generale delle Poste stipula un contratto con l’officina Meccanica di Ettore Calzone per produrre 100 cassette mobili che dovevano essere collocate nelle stazioni delle principali linee ferroviarie del Regno d’Italia.

Breve storia delle cassette della posta

Nel 1906 in Italia c’erano 20.530 cassette fisse e 6.942 mobili, usate nelle stazioni, sui treni, sui tram, piroscafi e alberghi. Nella Prima guerra mondiale speciali uffici postali accompagnavano le truppe al fronte con le apposite cassette di impostazione.
Tra il 1957 e il 1959 arrivò un nuovo modello pensato per l’esercito di motorizzati delle città che potevano così imbucare le lettere senza scendere dal loro mezzo.
Dal 1965, invece, la posta iniziò a viaggiare in apposite cassette agganciate sulle fiancate di tram e bus, mentre iniziò a essere smistata tra posta diretta “in città” e “altrove” con l’introduzione delle due feritoie tra il 1961 e il 1965.
Nel 1967 il presentatore Corrado sbucò da una cassetta della posta in uno spot destinato a far conoscere il Cap agli italiani: per questa campagna Poste coinvolse testimonial come Gianni Boncompagni, Raffaella Carrà, Gino Bramieri e Ugo Tognazzi.

Carlo D’Elia

 

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