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Caro bollette: il Governo stanzia altri tre miliardi

Caro bollette: il Governo stanzia altri tre miliardi
Il premier Mario Draghi

Via libera al decreto Bollette per contrastare il rincaro di gas ed elettricità. Nuovi sgravi per i nuclei familiari con redditi medio bassi

Via libera al provvedimento del Consiglio dei ministri che mette in campo oltre tre miliardi per il contenimento dei costi per il terzo trimestre 2022 e per garantire la liquidità delle imprese che effettuano stoccaggio di gas naturale.
Il decreto si articola in cinque misure principalmente per contrastare il rincaro dei prezzi di gas ed elettricità anche attraverso l’introduzione di sgravi per i nuclei familiari con redditi medio bassi.

Taglio degli oneri di sistema e agevolazioni per alcuni utenti

I dati dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambienti Arera ci dicono che in un anno la luce è aumentata del 91%, il gas del 70%. Per ridurre gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico la stessa Autorità annullerà per il terzo trimestre 2022, vale a dire da giugno ad agosto di quest’anno, le aliquote sugli oneri generali del sistema per le utenze domestiche e non domestiche in bassa tensione (fino a 16,5 KW).
Questo riguarderà le piccole utenze come esercizi commerciali di piccole o medie dimensioni, studi professionali, attività artigianali, capannoni e magazzini. Ma anche l’illuminazione pubblica, così come le colonnine per ricaricare i veicoli elettrici.

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Il nuovo decreto tende una mano anche ai clienti domestici economicamente svantaggiati e per le utenze domestiche in nuclei familiari con persone in gravi condizioni di salute. Viene infatti reso retroattivo il bonus sociale per l’energia elettrica.
Per queste categorie il governo ha deciso di riconoscere i bonus per gli aventi diritto anche per il primo trimestre 2022. Le soglie di reddito per accedere ai bonus sono 8 mila euro per il primo trimestre 2022 e 12 mila per il secondo e terzo trimestre.

Il fronte del gas e lo stoccaggio

Il tema ruota intorno alla questione stoccaggi. L’obiettivo del governo – come ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli – è di andare al 90% del riempimento. Oggi siamo al 57% ma l’andamento di riempimento negli ultimi giorni è in crescita.
Anche per il gas vengono azzerati gli oneri generali di sistema per il terzo trimestre 2022 con la riduzione dell’Iva confermata al 5% su gas metano per usi civili e industriali.

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Una ulteriore riduzione dei costi del gtas è prevista per gli scaglioni di consumo fino a 5.000 metri cubi all’anno.
Inoltre, a chi è titolare di contratti pluriennali di importazione di gas naturale è chiesto un contributo del 10% di quanto prodotto tra la differenza, se in positivo, tra il costo medio del mercato fissato da Arera e il prezzo medio di importazione risultante dal medesimo contratto.
Per aumentare i livelli di stoccaggio al Gestore dei Servizi Energetici Gse è concesso un prestito di 4 miliardi anche tramite accordi con società partecipate direttamente o indirettamente dallo Stato.

Draghi: «Il Governo non rischia. Per quanto riguarda gli stoccaggi l’andamento è buono»

Sulla questione degli stoccaggi ha fatto il punto il premier Mario Draghi nel corso della conferenza stampa durante la quale ha espresso massima soddisfazione per il raggiungimento per questo semestre di tutti e 45 gli obiettivi del PNRR. «Sono ancora ottimista – ha sottolineato – il governo non rischia perché l’interesse nazionale e degli italiani è preminente. Il Governo è stato formato per fare e questa è la condizione che ha per fare. Il Governo non si fa senza i 5 stelle, questa è la mia opinione».

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Il presidente del Consiglio Mario Draghi

Per quanto riguarda la situazione gas, «le alte temperature di questa estate preoccupano sicuramente però l’andamento degli stoccaggi è buono,- aggiunto il presidente del Consiglio -.Siamo vicini al 60% e confidiamo di arrivare all’obiettivo previsto entro novembre. La misura approvata è molto importante per questi stoccaggi. Il Governo è al lavoro per fronteggiare la siccità, la crisi idrica più grave degli ultimi 70 anni. Ci vuole un piano di emergenza e da lunedì siamo pronti ad approvare i piani delle Regioni».

Silvia Bolognini

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