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Canone RAI 2027: a rate e con addebito nella pensione. Ecco come

Canone RAI 2027: a rate e con addebito nella pensione. Ecco come

La domanda dev’ essere presentata entro il 15 novembre e il reddito da pensione riferito all’anno precedente non deve superare i 18 mila euro

L’addebito direttamente nell’assegno pensionistico suddiviso in 11 rate mensili senza interesse.
E’ la novità che riguarda il pagamento del canone Rai 2027 riservata ai titolari di una prestazione pensionistica o assistenziale dell’Inps e che sono intestatari dell’abbonamento televisivo.
Così anziché trovarsi l’importo di 90 euro della tivù di Stato addebitato sulle bollette della luce, i pensionati in possesso dei requisiti richiesti possono scegliere di dilazionare la somma in quote mensili.

Il nuovo metodo di pagamento

I pensionati che desiderino attivare questa modalità di pagamento possono presentare la richiesta entro il 15 novembre, però con un requisito imprescindibile di reddito, che non deve superare i 18 mila euro.
Sul portale web dell’Inps sono indicate le modalità per avere questa possibilità online. Basta entrare nella sezione Pensione e Previdenza del sito, cercare Domanda per addebitare il canone RAI sulla pensione e poi cliccare sul pulsante Utilizza il servizio, loggandosi con le credenziali Spid, Cie, Cns o eIDAS.
In alternativa, la domanda si può fare attraverso il numero verde gratuito 803 164 oppure da rete mobile allo 06 164 164.
E’ possibile anche farlo attraverso i servizi telematici dei patronati e intermediari dell’Istituto.

L’importo dovuto per il 2027

L’Inps, una volta ricevuta la domanda, comunica l’esito al richiedente e provvede alla rateizzazione in 11 tranche senza interessi, certificando il pagamento dell’intero importo.
Le trattenute partono dal mese di gennaio dell’anno a cui si riferisce l’abbonamento, vale a dire presentando la domanda ora da gennaio 2027.
Per il prossimo anno l’importo dovuto, una sola volta per nucleo familiare indipendentemente dal numero di televisori che si possono avere in casa, dovrebbe essere di 90 euro, salvo modifiche del governo nella prossima manovra economica. Dopo i tentativi precedenti, non andati a buon fine, si parla nuovamente di ribassare la tassa per la televisione pubblica per portarla a 70 euro come era avvenuto nel 2024 senza però che la misura fosse rinnovata. Rimangono esenti dal pagamento del canone gli ultrasettantacinquenni con reddito non superiore a 8 mila euro. Per ottenere l’esenzione non devono essere presenti conviventi con reddito proprio, fatta eccezione per badanti e collaboratori domestici; diplomatici e militari stranieri, coloro che non possiedono un apparecchio televisivo, anche se intestatari di utenza elettrica.

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