Fino a 200 euro per i redditi bassi, l’agevolazione scatterà probabilmente entro fine anno
La lavatrice non funziona? Il frigorifero è ormai da sostituire? La lavasciuga e il forno hanno smesso di fare il loro dovere?
Entro la fine dell’anno sarà possibile acquistare nuovi elettrodomestici usufruendo del Bonus di Stato.
Lo schema dei prodotti che rientrano nell’agevolazione è pronto, il decreto interministeriale è stato firmato dal Ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso e da quello dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ma perché parta è necessario attendere la predisposizione di ulteriori provvedimenti attuativi e l’adeguamento della piattaforma informatica per le domande.
Oltre alla necessità di regolare la vendita online e i resi degli elettrodomestici.
Entro fine anno, comunque, si dovrebbe poter procedere con le richieste.
In che cosa consiste il Bonus
L’agevolazione, sotto forma di sconto in fattura da parte del venditore previa consegna del voucher, è vincolata alla rottamazione di un elettrodomestico della stessa tipologia e di classe energetica inferiore.
Può arrivare al massimo al 30% del costo di acquisto e comunque fino a 100 euro per ciascun elettrodomestico.
L’importo arriva a 200 euro se il nucleo familiare di chi compera ha un Isee sotto i 25 mila euro.
Per il Bonus elettrodomestici sono disponibili, detratti i costi della gestione a carico di PagoPa e Invitalia, 48,1 milioni di euro. Ciascun nucleo familiare potrà utilizzare il Bonus per un solo elettrodomestico e sarà erogato rispettando l’ordine temporale di presentazione delle istanze, come specificato nel decreto. Il suo riconoscimento è subordinato all’effettiva disponibilità di risorse finanziarie.
Per quali elettrodomestici vale l’agevolazione?
Lo schema include sette categorie di prodotto: lavatrice e lavasciuga di classe energetica non inferiore alla A; forni almeno di classe A; cappe da cucina almeno di classe B; lavastoviglie di classe non inferiore alla C; asciugabiancheria almeno di classe C; frigoriferi e congelatori di classe non inferiore alla D e piani cottura conformi ai limiti previsti dal Regolamento Ue 2019/2016. Presto si troverà consultabile online un elenco sempre aggiornato con i singoli prodotti ammessi, elaborato sulla base di una dichiarazione sostitutiva di autocertificazione e di atto di notorietà rilasciata da ciascun produttore, corredata dalle caratteristiche dell’elettrodomestico e dall’attestazione del possesso dei requisiti.
Da parte sua, il produttore che abbia intenzione di registrare i propri prodotti dovrà accedere alla piattaforma informatica tramite Spid o carta d’identità elettronica del legale rappresentante e inserire i dati dell’azienda. Attenzione: un requisito fondamentale per avere lo sconto riguarda la provenienza del prodotto che deve essere stato prodotto tassativamente in Europa.
Lo sconto inoltre non è cumulabile con altre agevolazioni governative, inclusa la detrazione del 50% in caso di ristrutturazioni.
Cosa devono fare i consumatori e gli obblighi dei venditori
I consumatori per poter richiedere il Bonus elettrodomestici devono innanzitutto accedere, una volta attivata, alla piattaforma informatica di PagoPa (il sistema di pagamento digitale che permette di pagare servizi e tributi alla Pubblica Amministrazione e altri soggetti aderenti) dove saranno incrociati i dati dell’Inps per la verifica dell’Isee e dell’Anagrafe per capire la composizione del nucleo familiare. Una volta controllati questi dati, arriva la conferma del diritto al riconoscimento del contributo con l’indicazione dell’importo massimo, attraverso il rilascio di un voucher associato al codice fiscale.
Con questo si sbloccheranno le risorse ma avrà una validità limitata nel tempo dal momento dell’emissione per evitare la corsa all’accaparramento senza magari un effettivo acquisto. Se il voucher scade senza utilizzo può comunque essere chiesto nuovamente.
I venditori recuperano l’importo del bonus sotto forma di credito fiscale da compensare tramite la piattaforma PagoPa. Per partecipare alla campagna devono registrarsi, compresi quelli del commercio elettronico, nella piattaforma informatica specificando il codice ATECO compatibile con i beni acquistabili e attestando l’iscrizione al portale telematico per la gestione dei rifiuti elettronici RAEE. A quel punto, il commerciante viene incluso nell’elenco consultabile online sul sito del Mimit.