Dal 1 ottobre al 28 febbraio 2027 il Museo Civico Archeologico ospita la mostra “Elliott Erwitt. L’arte di osservare” che attraverso un centinaio di scatti attraversa l’intera carriera di uno tra i più importanti fotografi del Novecento
Non è la solita mostra che mette assieme una accanto all’altra le fotografie più celebri di un autore.
L’esposizione che aprirà a Bologna, nel Museo Civico Archeologico il prossimo 1 ottobre “Elliott Erwitt. L’arte di osservare” e che si potrà visitare fino al 28 febbraio 2027, guarda infatti oltre la dimensione iconica che ha consacrato la fama internazionale delle sue fotografie per restituire un ritratto più intimo e personale dell’autore. Ecco che visitando la mostra si potrà scoprire chi c’è dietro l’attento obiettivo di chi ha saputo trasformare la quotidianità in immagini divenute patrimonio della memoria collettiva.

L’uomo dietro l’obiettivo
“Alcuni trovano le mie fotografie malinconiche, altri divertenti – diceva Elliott Erwitt -. Ma malinconia e ironia non sono forse due facce della stessa realtà”?
Il percorso espositivo è suddiviso in cinque sezioni per raccontare attraverso un centinaio di immagini l’intera carriera del grande maestro nato a Parigi ma newyorkese di adozione, mancato nel 2023 all’età di 95 anni, evidenziando la sua straordinaria capacità di interpretare le mille sfaccettature della vita di tutti i giorni.
La mostra, prodotta e organizzata da Civita Mostre e Musei in collaborazione con il Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna, è curata da Biba Giacchetti, curatrice d’arte e fotografa e fondatrice dell’Agenzia di fotografia e comunicazione Sudest57, che ha condiviso con Erwitt più di trenta anni di collaborazione professionale e amicizia e ha consentito l’accesso a materiali, racconti e inedite testimonianze che costituiscono il nucleo più originale dell’esposizione.

Dai celebri scatti in bianco e nero ai ritratti di star e leader mondiali quali Marilyn Monroe, Che Guevara, Jack Kerouac e Richard Nixon; dalle immagini dei cani colti in pose buffe e sorprendenti ai celebri reportage come il funerale di John F. Kennedy con il ritratto composto e commovente della moglie Jacky, la mostra offre una nuova chiave di lettura della sua opera.
Le immagini colte con maestria non raccontano infatti solo uno dei più grandi fotografi del Novecento, bensì l’uomo dietro l’obiettivo: il padre, il marito, l’amico, il viaggiatore, l’osservatore instancabile della condizione umana.

Tra immagini iconiche e della collezione privata
Elliott Erwitt è celebre per le sue fotografie in bianco e nero che uniscono ironia, umanità e profonda osservazione di ciò che accade nel quotidiano.
Gli scatti del maestro, membro della celebre Agenzia Magnum Photos dal 1953, una delle più famose e importanti del mondo, in questa esposizione mostrano come anche le fotografie più conosciute nascano da frammenti di biografia per superarne immediatamente i confini, restituendo così emozioni condivise, capaci di attraversare il tempo.

Raccolto nel Museo Civico Archeologico di Bologna, assieme ai suoi lavori più celebri vi è un importante nucleo di immagini provenienti dalla sua collezione privata, molte delle quali mai esposte al pubblico.



