Mentre il Sud fa i conti con le proteste degli autotrasportatori e i primi distributori a secco, il report di Facile.it fotografa una mappa dei prezzi tutt’altro che scontata. La Sicilia sorprende sulla benzina, ma sul gasolio la musica cambia
C’è chi oggi deve fare i conti con uno sciopero, chi rischia di trovare il distributore senza carburante e chi, più semplicemente, cerca di non lasciare mezzo stipendio alla pompa.
A rendere il quadro ancora più complicato è la mobilitazione degli autotrasportatori, partita il 16 ottobre e destinata, almeno per ora, a proseguire fino al 20 in Sicilia. La protesta contro il caro gasolio coinvolge anche Calabria e Puglia, mentre le tensioni legate alla vertenza ex Ilva hanno già provocato difficoltà nelle forniture di carburante nel Mezzogiorno.
Reuters ha riferito di pompe rimaste a secco e di limitazioni temporanee alle forniture negli aeroporti di Bari e Brindisi.
È proprio in questo scenario che arriva la fotografia di Facile.it, elaborata sui prezzi comunicati dai distributori al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La rilevazione considera i distributori stradali che hanno aggiornato i prezzi dal 5 ottobre in poi, escludendo la rete autostradale, e fotografa la situazione al 14 ottobre.
Il verdetto? La benzina riesce ancora a resistere sotto quota 2 euro in più della metà dei distributori analizzati. Con il diesel, invece, la situazione si fa decisamente più complicata.
Benzina: più di 10 mila distributori resistono sotto i 2 euro
In Italia sono 10.223 i distributori che, alla data della rilevazione, vendevano la benzina in modalità self service a meno di 2 euro al litro.
Per il diesel, invece, i distributori con un prezzo sotto i 2,20 euro al litro sono appena 5.030.
Circa tre su quattro hanno quindi superato quella soglia.
La sorpresa della Sicilia: il prezzo c’è, il carburante manca
Qui arriva il dato che può sorprendere di più.
Proprio la Sicilia, oggi al centro delle proteste degli autotrasportatori, è tra le regioni in cui la benzina sotto i 2 euro è più diffusa: il 60% dei distributori analizzati rispettava questa soglia al 14 ottobre.
Un risultato che la mette a pari merito con le Marche, alle spalle soltanto della Valle d’Aosta, arrivata al 62%.
Il prezzo c’è, la disponibilità del carburante no. La rilevazione di Facile.it è precedente l’avvio del fermo di oggi degli autotrasportatori e non misura quanti distributori abbiano effettivamente benzina o gasolio disponibili in questo momento.

Puglia, la doppia pressione: proteste e prezzi elevati
Anche la Puglia si trova in una posizione delicata.
La regione è coinvolta nelle proteste legate al caro carburanti e nelle difficoltà che hanno interessato le forniture nel Sud, mentre i numeri del report mostrano un quadro meno brillante rispetto alla Sicilia per quanto riguarda la benzina.
Al 14 ottobre, il 49% dei distributori pugliesi analizzati vendeva la verde sotto i 2 euro al litro. Siamo quindi leggermente al di sotto della media nazionale del 52%. Per il gasolio, la quota scende al 24%: meno di un distributore su quattro riusciva a rimanere sotto i 2,20 euro.
Quando il gasolio diventa una delle voci più pesanti dei costi di trasporto, ogni centesimo conta. E quando alle spese si aggiungono ritardi e difficoltà nei rifornimenti, il problema non riguarda più soltanto il singolo pieno: rischia di ripercuotersi sull’intera catena delle merci.
La regione dove il diesel resiste meglio: Le Marche
Le cose vanno un po’ meglio, riguardo ai costi del gasolio, ne Le Marche, dove il 38% dei distributori analizzati vendeva il diesel sotto i 2,20 euro al litro. Seguono l’Abruzzo, con il 36%, e Lazio e Umbria, entrambe al 31%.
All’estremo opposto c’è la Campania: soltanto il 14% dei distributori analizzati manteneva il gasolio sotto i 2,20 euro. Seguono Basilicata, al 16%, e Calabria, al 19%.

Quanto costa davvero fare rifornimento?
La fotografia dei distributori va letta insieme ai prezzi medi nazionali più aggiornati.
Secondo i dati del Mimit riportati il 16 ottobre, sulla rete stradale italiana la benzina self service costa in media 2,034 euro al litro, mentre il gasolio arriva a 2,256 euro.
In autostrada il conto sale ancora: 2,048 euro al litro per la benzina e 2,278 euro per il diesel.
Con il fermo degli autotrasportatori in corso e le tensioni che interessano alcune aree del Sud, il prezzo non è l’unica domanda da porsi prima di mettersi in viaggio. Bisogna anche considerare la disponibilità effettiva del carburante e gli eventuali disagi lungo il percorso.
Per chi deve partire, il vero colpo di fortuna non è soltanto trovare il distributore meno caro: è trovarne uno che abbia ancora carburante.



