Carnevale di Venezia: fascino e magia al Ballo del Doge

MISERICORDIA 1

L’evento più glamour del Carnevale quest’anno alla Scuola Grande della Misericordia

Ha gli occhi che brillano mentre racconta del nuovo evento. E le parole le escono dal cuore una dietro l’altra.
Antonia Sautter, madre del Ballo del Doge da 27 anni, è nel suo atelier nel cuore di Venezia, a due passi da San Marco.
Qui fervono i preparativi per realizzare l’evento del Carnevale cittadino più conosciuto e famoso in tutto il mondo: il Ballo del Doge.
Che tra le tante novità quest’anno annovera anche il cambio della location. Dopo lunghi anni a Palazzo Pisani Moretta, sabato 22 febbraio, ad accogliere vip e invitati al prestigioso evento sarà  infatti per la prima volta la Scuola Grande della Misericordia.

La Scuola Grande della Misericordia a Venezia

«Questa edizione sarà grandiosa – anticipa Antonia Sautter – Il mio obiettivo è che ogni nuova edizione dell’evento sia più fantasmagorica ed emozionante della precedente. Quest’anno la location della Scuola Grande della Misericordia si presta in modo particolare con i suoi magnifici spazi e la tanta storia che si respira al suo interno. C’è un’atmosfera densa di venezianità. Stiamo lavorando alacremente per creare il sogno perfetto».

Protagonisti di un sogno

Il Ballo del Doge è infatti prima di tutto un sogno. Un viaggio nei fasti del passato, nella nostra storia.
Carnival Rhapsody – Provocation, Redemption, Miracle” (Rapsodia di Carnevale – Provocazione, Redenzione, Miracolo) è il tema scelto dalla stilista e imprenditrice, paladina dell’hand made in Venice, per l’edizione 2020 di questa straordinaria produzione artistica. Un’antologia dei momenti più emozionanti di tutte le 27 edizioni del Ballo del Doge.
E poi la “Provocazione” nell’ accogliere la sfida di dare continuità al sogno nonostante i momenti difficili che Venezia ha vissuto per l’ “acqua granda”.
Per lanciare e rilanciare al mondo un messaggio di positività. La “Redenzione” come ambizione di riscatto da qualsiasi avversità, come libertà e liberazione (“quale miglior occasione del Carnevale per assaporare questa sensazione?”). Infine il “Miracolo”, la salvezza della città.

«Io credo nei miracoli – continua Sautter – Sono certa che il miracolo avverrà. Basta crederci. La Scuola Grande della Misericordia sarà un meraviglioso giardino al primo piano, mentre al piano terra il miracolo riguarderà la rinascita di Venezia sommersa dalle acque. Ci sarà anche una sfilata dedicata alle donne regine che hanno lasciato una traccia nella storia del mondo. Una mini anteprima di uno spettacolo che mi piacerebbe realizzare per omaggiare l’universo femminile».

Un ballo che esalta l’artigianalità, la creatività e la storia veneziana

Il Ballo del Doge è anche un viaggio tra le abilità dell’artigianato veneziano. I veri protagonisti della serata saranno infatti gli spettacolari abiti del dress code. Tutti capolavori nati dalle abili mani di sarte creative, che lavorano con passione per la storia del costume, dei tessuti, che conoscono gli antichi metodi di lavorazione. E che hanno cura per i più minuziosi dettagli.

Gli abiti sono parte integrante del sogno carnevalesco.
«Sogno è la parola chiave che ha costellato tutta la mia vita – spiega Antonia Sautter -Fin dall’infanzia quando, nella mia Venezia, mamma arricchiva i miei giochi con la fantasia e mi insegnava a usare la creatività per realizzare i miei sogni. Durante il carnevale indossavo i costumi che lei creava e cuciva per me. Fu lei a trasmettermi i fondamenti della sartoria. Nelle mie vene scorre sangue tedesco da parte di padre e veneziano da parte di madre. Dai miei genitori ho ereditato un’anima romantica e sognatrice, a volte inquieta, alla ricerca mai effimera di una bellezza indossata e vissuta. Di Venezia ho preso lo spirito d’intraprendenza e l’ispirazione».

Antonia Sautter tra i suoi costumi d’epoca

Nell’atelier si possono scoprire costumi d’epoca, maschere, cappelli, gioielli, accessori, piume, nastri e parrucche. E’ lì che inizia a materializzarsi il sogno.
«Il ballo del Doge – ci tiene a sottolineare Sautter – è espressione dell’attività artigianale di tante persone senza le quali non esisterebbe. Ci sono le sarte che lavorano i costumi e i tessuti, chi esegue le stampe su pregiate stoffe, chi dipinge fondali a mano seguendo i miei bozzetti, i falegnami. Veri artigiani appassionati del loro lavoro. Purtroppo oggi ne esistono pochi e loro sono l’esempio di un’arte che va tramandata alle giovani generazioni».

Il Ballo del Doge per sostenere le attività produttive

L’artigianato, le piccole botteghe, le loro creazioni che contribuiscono a fare del Ballo del Doge un sogno e di Venezia una città magica vanno sostenute.
«Con grande tenacia Venezia si è risollevata dal tragico evento di acqua alta che l’ha colpita lo scorso novembre – ricorda Sautter -Tutti si sono rimboccati le maniche per andare avanti e far sì che oggi i segni che l’acqua eccezionale ha lasciato non si vedano più. Il Ballo del Doge quest’anno più che mai ha bisogno del supporto di tutte le persone sensibili che capiscono quanto sia fondamentale sostenere le attività produttive artigianali perché la città possa proiettarsi nel futuro. L’essenza di Venezia è nel suo patrimonio architettonico e artistico ma anche nelle piccole attività produttive che da sempre sono state la sua struttura economica».

Il più sontuoso Ballo in maschera al mondo

Fin dalla sua prima edizione nel 1994, il Ballo del Doge di Antonia Sautter è universalmente riconosciuto come il più sontuoso, raffinato ed esclusivo Gala in maschera del Carnevale di Venezia nel mondo. Non è un caso o un fatto di fortuna. Tutto, dagli abiti alle scenografie fino al più piccolo dettaglio è realizzato “tailor made”.


Non solo gli abiti ma lo stesso  Ballo del Doge ha un taglio sartoriale: le scenografie sono disegnate appositamente per il tema e realizzate su misura per gli ambienti; le decorazioni sono curate in ogni minimo particolare, ci sono spettacoli con più di 150 artisti. Oltre a raffinate pietanze, musiche, balli e intrattenimenti fino all’alba. I costumi d’epoca, dress code obbligatorio per partecipare all’evento, si possono acquistare o noleggiare nell’Atelier di Antonia Sautter, scegliendo il preferito tra oltre 1.500 abiti.

 

 

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