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L’impatto della guerra sul turismo: aumentano i costi delle vacanze

L’impatto della guerra sul turismo: aumentano i costi delle vacanze

Preoccupazione per i gestori degli agriturismi: calano le prenotazioni estive

Pasqua aveva fatto ben sperare: le città d’arte, le località balneari e la montagna si sono riempite di turisti, italiani e stranieri, pronti a cogliere la prima occasione di primavera per trascorrere qualche giorno fuori porta.
Ma già maggio segna una lieve controtendenza: meno prenotazioni per l’estate, qualche disdetta e molta preoccupazione per gli addetti del settore.
A lanciare l’allarme è il presidente di Agriturist Venezia Luigi Toffoli: “A causa delle difficoltà legate alla guerra in Ucraina – dice- stiamo assistendo a una caduta delle prenotazioni che pone gravi incertezze sull’estate”.
Un mese fa molti si aspettavano che la guerra trovasse presto fine.
Ma non sta andando come tutti speravano e le conseguenze legate all’aumento di gas, energia, carburanti e generi alimentari iniziano a farsi sentire.
Anche per le strutture ricettive e per gli agriturismi, dove già i costi energetici hanno portato i primi aumenti.
“Per gli agriturismi la scorsa Pasqua ha costituito un buon avvio della stagione, dopo due anni molto impegnativi a causa della pandemia – spiega Toffoli –. Stiamo facendo un grande sforzo per tenere i prezzi contenuti, ma qualche aumento è prevedibile in quanto i costi energetici e delle materie prime  pesano molto sui nostri bilanci. Le stime sono di un aumento dei costi, solo per energia elettrica e riscaldamento, di circa 5 euro a stanza”.
La diminuzione delle prenotazioni delle vacanze estive 2022 riguarda soprattutto il mese di luglio e i 1400 agriturismi veneti, di cui 150 nel veneziano, si stanno dando da fare per completare sempre più le loro offerte, che mettono insieme cultura, ambiente ed enogastronomia.
“Ma tra gli imprenditori c’è molta preoccupazione per la guerra in corso – conferma il presidente di Confagricoltura Venezia Marco Aurelio Pasti -. L’avvio di un concreto negoziato è fondamentale perché ci possa essere una ripresa decisiva dell’economia”.

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