Arte a Venezia: iniziano i “tempi interessanti”

L'installazione Building Bridges di Lorenzo Quinn in allestimento al bacino di carenaggio piccolo-Arsenale Nord (@Vela Spa)
Nella foto in alto: L’installazione “Building Bridges” di Lorenzo Quinn in allestimento al bacino dicarenaggio dell’Arsenale di Venezia @Vela-Spa

Tra installazioni e bricole in fiore

Venezia apre il sipario.
E’ il tempo dell’ arte. Ovunque.
Negli spazi della Biennale, lungo i canali dove faranno la loro comparsa le prime “bricole in fiore”, all’interno dell’Arsenale, nelle isole di Murano e della Giudecca, all’interno delle Fondazioni e dei Musei, nella città d’acqua e di terraferma, nei forti di Mestre.
Le prime installazioni, troppo grandi per poter restar nascoste ancora a lungo, hanno già messo in fibrillazione i cultori della Biennale e stimolato la curiosità di chiunque.
L’edizione 2019 della Mostra Internazionale dell’Arte, ancora prima di essere inaugurata, sembra rispecchiare fin dai primi accenni ciò che promette nel titolo.
A Venezia, sembrano tempi interessanti.
I preparativi fervono, la città pullula di addetti ai lavori, l’arte si respira nell’aria nonostante il maltempo di questi giorni sembri voler complicare le cose all’inverosimile.

Un’intera città in fermento

All’interno dell’Arsenale Nord, nello spazio dello shuttle acqueo, le grandi mani di Lorenzo Quinn evocano un ponte che attraversa il bacino di carenaggio dell’Arsenale.
L’installazione è in corso di allestimento, ma le immagini “rubate” durante il montaggio hanno già fatto il giro del mondo e dei social. Alta 15 metri e lunga 20, “Building Bridges”, così si chiama l’opera dell’artista italoamericano, è composta da 12 bianche mani in pietra che si intrecciano a due a due celebrando ogni coppia uno dei sei valori universali dell’uomo:   l’amicizia, la saggezza, l’aiuto, la fede, la speranza e l’amore.

Sempre all’interno dell’Arsenale Nord, nella tesa Tesa 94, in Area Scali, svettano altre 32 grandi sculture in acciaio. Rappresentano vizi e peccati dell’umanità e rievocando la Divina Commedia, danno alla mostra l’ ironico titolo “In Dante Veritas“. Lo scenario, apocalittico, è opera di Vasily Klyukin, artista, inventore e designer russo che richiama gli uomini a un’ “assunzione di responsabilità per i danni causati all’ambiente“.

Ha uno spirito completamente diverso il marinaio luminoso alto sette metri di “Hello Goodbye, in Area Scali, sempre all’Arsenale. L’installazione, realizzata da Marco Lodola e curata da Luca Beatrice e Red Ronnie, “è un saluto ai marinai, ai viaggiatori, a chi fugge e a chi cerca casa, a chi insegue l’avventura e a chi vuole ritornare nella propria terra”. La citazione, per i cultori della musica, rimanda a una celebre canzone dei Beatles.

Un distretto dell’arte alla Giudecca

Mentre ai Giardini della Biennale i Padiglioni riescono a mantenere un po’ più segrete installazioni e opere, dall’altra parte del Bacino di San Marco, si appresta ad aprire i battenti Giudecca Art District.

L’isola della Giudecca

Un quartiere dell’arte che diventerà permanente e che sarà inaugurato il 9 maggio in occasione delle 58 Biennale di Venezia. 11 nuove gallerie e un nuovo spazio, la Giudecca Art District Gallery. Qui saranno ospitati oltre 60 artisti e 20 mostre temporanee. Tra i numerosissimi giovani artisti contemporanei, anche colleghi di fama internazionale come Yoko Ono, Kendell Geers, Moataz Nasr e Kazuko Miyamoto.

Tra pittura, materia e vetro: altri appuntamenti a Venezia

A San Giorgio Maggiore, all’interno della Fondazione Cini, un altro percorso espositivo di questi tempi interessanti. In mostra, 50 opere di Alberto Burri, l’artista che ha annullato la linea di confine tra quadro e rilievo plastico. L’esposizione sarà inaugurata il 9 maggio.
Due giorni dopo, l’ 11 maggio, alle Fondamenta Nuove, sarà presentata invece l’anteprima della performance sull’acqua di Melissa McGill. Red Regatta vedrà 52 imbarcazioni tipiche con vele al terzo dipinte a mano in 52 diverse tonalità di rosso. Un tocco coreografico per una città in festa che, con l’arte, celebra anche le proprie tradizioni.
Lo fa anche il mondo del vetro artistico.
Fino al 31 ottobre, in cinque diverse location, avrà infatti luogo  “Arts’ Connection 2019 – Festival del vetro“.

Come in una staffetta, tra il Museo del Vetro di Murano, il Museo del tessuto e del profumo di Palazzo Mocenigo, il Padiglione del Vetro, la Maison Lisette di Murano e Ca’ Vendramin Calergi, sede del Casinò di Venezia, la connessione creata tra le varie location diventerà anche un ponte tra le arti. Non solo vetro, quindi, ma anche musica, moda, design, artigianato, fotografia e pittura.
Sempre al Museo del Vetro di Murano, fino al 29 settembre, si potrà infine visitare   la mostra dedicata al designer, scultore, industriale e grafico finlandese Tapio Wirkkala.

 

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