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Anabolizzanti e danni al cuore: smettere può migliorare la situazione

Anabolizzanti e danni al cuore: smettere può migliorare la situazione

Uno studio norvegese evidenzia la possibilità di recupero di alcune funzioni cardiache per chi interrompe l’assunzione degli steroidi

Anche per smettere di assumere steroidi non è mai troppo tardi. Perché l’interruzione dell’assunzione di questo tipo di doping può tradursi in un recupero di importanti funzioni del cuore compromesse proprio dagli anabolizzanti e funzionare così per la sua salvaguardia.
Lo dice uno studio, condotto su un campione di sollevatori di pesi da ricercatori dell’Università e dell’ospedale universitario di Oslo, i cui risultati sono appena stati pubblicati su “European Heart Journal – Cardiovascular imaging”.

I danni prodotti dagli steroidi sul cuore

La pratica dopante attraverso l’uso di steroidi anabolizzanti si lega al fatto che queste sostanze, che imitano gli effetti del testosterone, producono un aumento della massa muscolare e un miglioramento delle prestazioni fisiche. Oltre che sui muscoli scheletrici, il loro effetto può prodursi però anche sul muscolo cardiaco.
Gli steroidi vengono oltretutto assunti in molti casi a dosaggi ben superiori a quelli fisiologici e per lungo tempo. Ed è proprio all’esposizione prolungata a queste sostanze che si può associare una serie di disturbi metabolici e ormonali, insieme al rischio di diverse patologie cardiovascolari. Il team norvegese, allora, ha provato a capire se e quanto il cuore possa recuperare da tali danni.
La ricerca si è così concentrata in particolare su 3 aspetti per i quali è stata riscontrata una connessione con l’uso di anabolizzanti. Ovvero l’aumento della massa muscolare del ventricolo sinistro, la capacità di contrarsi del cuore (e quindi la sua efficacia nel pompare il sangue) e le possibili difficoltà di rilassarsi dell’organo tra un battito e l’altro, compromettendo il riempimento.

cuore

I test condotti: un confronto a 7 anni di distanza

Per confrontare l’evoluzione nel tempo delle conseguenze dell’uso degli steroidi sul cuore, il campione di atleti che era già stato studiato in un esperimento condotto tra il 2017 e il 2019 è stato invitato dai ricercatori a effettuare nuovi controlli. E, dei 101 assuntori di anabolizzanti e 71 sollevatori di pesi che non ne hanno mai fatto uso, hanno risposto rispettivamente in 70 e 35.
Dopo un arco di tempo di 6-7 anni, i partecipanti sono stati quindi sottoposti nel 2025 a una nuova ecocardiografia. È stato nel contempo chiesto loro di compilare dei questionari e di rispondere ad alcune domande relative tra l’altro all’uso di anabolizzanti, dai dosaggi a eventuali interruzioni, indagando anche sulla comparsa di eventuali sintomi riconducibili a patologie cardiovascolari.
Il team ha quindi analizzato i risultati emersi dagli esami, confrontando anche i valori ormonali attraverso esami del sangue. E i dati sono stati poi suddivisi tra diverse categorie: chi ha continuato ad assumere per l’intero periodo la stessa quantità di steroidi, chi la ha ridotta, chi ha smesso di assumerli e chi non ne ha mai assunti.

I risultati: ridurre le dosi non basta, bisogna smettere

Nel gruppo di 35 atleti che hanno continuato ad assumere steroidi sono state confermate le alterazioni cardiache, con anzi una situazione per certi aspetti peggiorata. L’ispessimento del cuore è rimasto per esempio significativo, con una massa media di 119 grammi per metro quadro, così come la capacità di pompare il sangue era ridotta al 48% e in 6 casi sotto il 40%.
Il dato più interessante, in questi casi, è che non è bastata per migliorare una riduzione media di quasi la metà della dose di sostanza assunta settimanalmente rispetto al primo esame. Nei 15 uomini che hanno interrotto l’uso, invece, la massa del ventricolo sinistro si è ridotta in media di 21 grammi al metro quadro e la capacità di contrazione è migliorata mediamente del 6%.
I valori, oltretutto, sono risultati comparabili con quelli del gruppo di controllo dei non assuntori. Da qui la conclusione che alcune alterazioni cardiache e problemi cardiovascolari associati all’uso prolungato di steroidi possono essere almeno in parte reversibili. Non si è però riscontrato, per esempio, un miglioramento significativo della pressione arteriosa sistolica.

anabolizzanti

Limiti e prospettive

Lo studio presenta alcuni limiti. Il campione è contenuto. Il lavoro è osservazionale, non potendo dimostrare cioè definitivamente un rapporto di causa-effetto. I risultati non sono automaticamente estensibili alle donne o agli atleti di altre discipline che non prevedono allenamenti di forza. Il tempo di recupero non può essere dedotto dagli esperimenti effettuati.
Inoltre, i partecipanti al test differivano anche per durata di uso degli anabolizzanti e degli allenamenti, oltre che per l’assunzione di altre sostanze. Negli assuntori di steroidi che assumevano contemporaneamente farmaci contro l’ipertensione la funzione di pompa del cuore è per esempio risultata migliore, ma nulla dimostra che questi farmaci neutralizzino gli effetti degli anabolizzanti.
In generale, pur non potendo garantire il recupero a tutti, così come da ogni possibile danno, il senso da attribuire alla ricerca è allora quello che anche in persone con una lunga storia di utilizzo di anabolizzanti la continuazione della pratica dopante è associato alla persistenza di alterazioni cardiache, mentre l’interruzione può essere seguita da un miglioramento significativo di struttura e funzione del cuore.

Alberto Minazzi

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Tag:  cuore, doping

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