Scienza +

Alzheimer, gli occhiali con l’IA che “riaccendono la mente”

Alzheimer, gli occhiali con l’IA che “riaccendono la mente”

Il progetto è tra i 5 finalisti del “Longitude Prize on Dementia”. Combina vista e udito per guidare passo dopo passo le attività quotidiane, migliorare la memoria e aumentare l’autonomia delle persone con demenza

“È come se una lampadina sia stata riaccesa”.
È pieno di fiduciosa speranza, il commento di un partecipante allo studio con cui si sta sviluppando un paio di occhiali speciali, dotati di intelligenza artificiale, che intendono offrire un aiuto cognitivo alle persone che convivono con l’Alzheimer o altre forme di demenza.
Battezzati “CrossSense”, ovvero “senso incrociato”, proprio perché permettono di creare una connessione tra vista e udito per aiutare chi li utilizza a restare concentrati sulle attività quotidiane, evitare oggetti pericolosi e ricordare le attività pianificate, questi nuovi occhiali, il cui prototipo è stato realizzato da una cooperativa del Regno Unito, sono stati inseriti tra i 5 progetti finalisti del “Longitude Prize on Dementia”, mirato proprio a contribuire al mantenimento dell’indipendenza delle persone affette da declino cognitivo (si stima che, nel mondo, siano almeno 55 milioni) attraverso la creazione di strumenti personalizzati basati sulla tecnologia.
Il premio, che ha assegnato negli scorsi anni una sovvenzione di 300 mila sterline a ognuna delle squadre selezionate per sviluppare ulteriormente la propria soluzione, assegnerà a marzo 2026 un ulteriore milione di sterline al vincitore.

Wispy, l’assistente Ai che guida le persone

Il progetto complessivo unisce la moderna tecnologia smartglasses, per creare un dispositivo indossabile, a un’app di allenamento cognitivo, basata sull’approccio formativo studiato da Julia Simner dell’Università del Sussex e poi progettata insieme a persone nelle fasi iniziali e medie della demenza. Gli occhiali pesano appena 75 grammi, sono compatibili con l’inserimento di lenti da vista e per il funzionamento combinato con gli apparecchi acustici e sono dotati di una batteria della durata di 1 ora collegata a una power bank che permette di estenderne l’uso a tutto il giorno. La “chiave” per la loro funzionalità collegata alla demenza è collegata all’assistente di Ai, chiamato “Wispy”. Wispy, spiega la scheda del prodotto “vede quello che vedi, ascolta quello che gli dici e impara a che punto ti trovi nella sequenza di azioni che stai svolgendo. Facendo domande gentili, Wispy capisce il tuo modo unico di fare le cose”. La novità che è stato possibile intrdodurre grazie all’intelligenza artificiale, cioè, è quella di non limitare l’ausilio della tecnologia a semplici promemoria di singole attività, ma di guidare le persone passo dopo passo a completarle.

occhiali

L’esempio proposto per spiegare il funzionamento è quello della preparazione di una tazza di te.
L’Ai inizia a domandare all’utilizzatore del dispositivo cosa vede intorno a sé, poi come sta andando il bollitore e, una volta che l’acqua sembra aver raggiunto la giusta temperatura, cosa pensa l’utente di fare dopo. Ma non solo: chiede anche di spiegare cosa si sta facendo o come la persona è abituata a prendere il proprio tè. Un modo, si sottolinea, non solo per completare le attività, ma anche per far riscoprire la fiducia in se stessi.

Gli aspetti di novità e i primi risultati

CrossSense aggiunge suoni e indicazioni visive agli oggetti e agli ambienti che circondano l’utente, aiutandolo a interpretarli meglio. Gli studi dimostrano che creare nuove associazioni può rafforzare la memoria e portare anche altri benefici cognitivi.
Il sistema è progettato per garantire un alto livello di privacy e, grazie anche al supporto del premio “Longitude”, il prototipo potrebbe diventare presto un prodotto vero e proprio, in continuo aggiornamento e pronto al lancio sul mercato entro la fine dell’anno.
A livello di sperimentazione, in ogni caso, pur con numeri ovviamente limitati (il campione è composto da 23 persone) si sottolinea che 3 persone su 4, in varie fasi della demenza, hanno sperimentato un miglioramento significativo della qualità della vita dopo aver usato gli occhiali anche una sola volta, mentre nessuno è peggiorato. È per esempio quasi raddoppiata (dal 46% all’82%) la precisione dell’uso corretto dei nomi di oggetti di uso quotidiano, con effetti confermati anche dopo aver rimosso gli occhiali, ed è migliorata del 5% la cognizione generale. Tra gli aspetti che rendono il dispositivo diverso dai precedenti, si citano dunque la tipicità delle app, che dicono cosa fare, e quella dell’approccio, che guida attraverso come compiere le azioni, offrendo un supporto passo dopo passo.

Le 6 modalità di aiuto del dispositivo

È proprio questo uno dei “6 modi” attraverso cui Wispy aiuta la persona con demenza.  Wispy non solo impara dove sei e cosa viene dopo; offre anche un supporto emotivo, chiedendo all’utilizatore come si sente e ascoltando quando le cose sono difficili, attraverso un gentile incoraggiamento, senza nessun giudizio, e poi festeggiando quando viene raggiunto l’obiettivo. Ancora, tiene traccia del tempo, per esempio controllando gli appuntamenti, i farmaci e i ritmi giornalieri. Un ulteriore stimolo fornito da Wispy è quello di chiedere se riconosciamo qualcuno che si sta avvicinandosi, aiutando a capire di chi si tratta e favorendo così il rafforzamento di connessioni che sembrano perse. L’assistente tecnologico tiene anche traccia delle conversazioni avute e degli oggetti incontrati durante la giornata, attingendo a ciò che ricorda per aiutare la persona a ricordarsi quel che stava per fare quando non riesce a farselo tornare alla mente. Infine, è un supporto per trovare le parole giuste, rendendo più facile concentrarsi su ciò che si sta facendo. Vedendo gli oggetti che ci circondano, aiuta infatti a capire cosa sono, a volte leggendo un’etichetta, spesso parlando di ciò che entrambi vedete.

Alberto Minazzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il campo nome è richiesto.
Il campo email è richiesto o non è corretto.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.