Adotta una mucca: è boom

Le richieste sono arrivate numerosissime, da tutta Italia e anche dall’estero.
L’annuncio con cui la Cooperativa Peralba Costalta di San Pietro di Cadore ha lanciato l’iniziativa di  sostenere la piccola realtà produttiva delle nostre montagne con l’adozione di una mucca ricevendo in cambio a casa burro e formaggio ha avuto talmente fortuna da indurre il titolare a chiudere il numero delle adozioni.
“È un enorme dispiacere – si legge sul sito adottaunamuccacostalta.it – ma le nostre Mucche dicono: BASTA! Per questo mese hanno dato tutto il latte che avevano”.
Il fenomeno dell’adozione di un animale, del resto, si sta sempre più diffondendo. Un altro esempio è quello della fattoria biologica “Il Rosmarino” di Marcon. In questo caso, si possono adottare cavalli, asini o galline. E assicurarsi per la propria cucina un po’ di uova biologiche.

Adotta una mucca

“Abbiamo deciso per il momento di fermarci, di fronte a numeri molto importanti e a una marea di richieste che non abbiamo potuto soddisfare. Ma speriamo di riaprire l’iniziativa entro fine giugno”, spiega Elvio Casanova Borca, presidente della Cooperativa e promotore di “Adotta una mucca”.
A pochi giorni dal suo lancio sono state infatti diverse centinaia le adesioni all’iniziativa.
“Sono arrivate inizialmente da tutte le province del Veneto, dove la notizia si è subito diffusa. E direi che le adozioni nella nostra regione hanno ormai raggiunto almeno tra le 200 e le 300 unità. Poi, però, una volta pubblicate le interviste da realtà nazionali come Repubblica o Radio 24, le richieste di adozione hanno iniziato ad arrivare da tutta Italia. La più lontana? Direi quella dalla Sicilia. Ma si sono informati in molti anche da Paesi esteri, come Belgio, Inghilterra, Germania e Francia, anche se non abbiamo ancora concluso nessuna adozione dovendo prima chiarire il discorso con il corriere per le consegne fuori Italia”.

Burro e formaggio

La proposta della Cooperativa si articola su tre livelli. Si può adottare una mucca per un mese, pagando 39 euro, per 6 mesi (al costo di 219 euro) o per un anno (409 euro). Cifre che comprendono i costi di spedizione in tutta Italia. “Noi – riprende il presidente – garantiamo per ogni mese quello che riteniamo l’approvvigionamento medio per una famiglia di 3 persone. Ovvero 2 kg di formaggio e mezzo kg di burro. Spedire il latte, invece, è impensabile. Anche perché già così abbiamo dovuto investire su un tipo di spedizione che segua la catena del freddo, facendo sì che i prodotti arrivino in condizioni ottimali, a temperatura di frigorifero”.

Al di là dell’originalità, l’iniziativa punta infatti principalmente sulla qualità. “Cerchiamo – prosegue Casanova Borca – di mungere poco e bene, per avere un prodotto unico. Qui non ci sono intermediari: il consumatore può parlare direttamente con chi dà da mangiare alle vacche e mette le mani nel prodotto. E possiamo dire che puntiamo a prendere per la gola le persone, mandando a casa loro un formaggio che in molti non hanno mai assaggiato”.

La tradizione della montagna veneta

Al di là dei discorsi economici, l’iniziativa mira a salvaguardare l’identità delle nostre piccole realtà montane. “È un discorso – conferma il presidente della Cooperativa Peralba Costalta – innanzitutto simbolico: vogliamo far capire alle persone l’importanza di tenere in piedi le piccole aziende di alta montagna. Per come è fatto il territorio, non possiamo pensare a grandi attività industriali o ad allevamenti intensivi: se ci dovessimo buttare sul mercato del latte, domani avremmo già chiuso”.
È con questi presupposti, allora, che si guarda al futuro. “Andiamo avanti un po’ alla volta, consapevoli che il latte ha i suoi periodi. In primavera ed estate se ne produce molto, poi la quantità scema, anche per far riprodurre gli animali. Il boom che abbiamo registrato in questi giorni è ovviamente legato alla novità dell’iniziativa. Ma mi auguro di riuscire a raggiungere stabilmente un certo livello, anche per poter aiutare altre stalle limitrofe con specificità simili alle nostre, che magari hanno problemi nel vendere i propri prodotti”.

Dal latte di mucca al turismo

Nello spirito di comunità che contraddistingue realtà come quelle montane, Elvio Casanova Borca ha infine una speranza: “Mi piacerebbe che iniziative come questa aiutassero anche a spingere maggiormente i numeri del turismo nel nostro Cadore e in Comelico. Abbiamo località che vale davvero la pena visitare e in cui passare una vacanza. Però, in Italia, sono poco conosciute. Ecco: è proprio l’economia del turismo quella su cui dobbiamo puntare per mantenere il nostro territorio, senza stravolgimenti industriali”.

Adotta una gallina

Un’iniziativa analoga, anche se con finalità diverse, è quella della fattoria biologica “Il Rosmarino” di Marcon, improntata all’insegna della biodiversità. Qui, da sempre, si possono adottare diversi animali, come cavalli e asini, in modo totalmente virtuale o anche con possibilità di avvicinarli.
I gestori si sono concentrati anche nel salvataggio delle galline ovaiole dismesse dagli allevamenti intensivi. “Quando la loro capacità di produzione cala – spiega Cristina Fornasier de “Il Rosmarino” – le galline non interessano più, a questi allevatori. Noi quindi le prendiamo e le riabituiamo a vivere in libertà. E possono essere adottate con un contributo di 20 euro, ricevendo in cambio le uova biologiche che produrranno”.
L’iniziativa, finora, ha avuto una dimensione locale, anche perché risulta difficile spedire un prodotto delicato come le uova. “Ultimamente – sottolinea Fornasier – ci sono arrivate però anche decine di richieste da tutta Italia, ma abbiamo dovuto spiegare che non siamo in grado di far arrivare loro le uova. C’è chi ha accettato comunque l’adozione, chiedendo di dare le uova a una famiglia bisognosa. Noi, comunque, stiamo valutando se, prossimamente, proporre a chi adotta una gallina l’invio di un prodotto trasformato, come farina, cereali o pasta fatta con cereali antichi coltivati nella nostra fattoria”.

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