A VENEZIA SCORRE UNA NUOVA INTENSITÀ

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La riscoperta dell’antica tradizione del caffè letterario. Un’esperienza d’altri tempi da gustare oggi
Cambiano i luoghi di ritrovo e tornano a Venezia i caffè letterari, luoghi di incontro e di scambio, spazi di aggregazione che stimolano il confronto tra le persone, promuovendo la diffusione delle idee. Rivisitazione in chiave moderna di quello che erano i celebri caffè letterari a cavallo tra ottocento e novecento, in cui i letterati e gli artisti si incontravano per discutere sulle ultime tendenze culturali o per presentare le loro opere davanti a un caffè fumante o un thè, forgiando il pensiero culturale della società. I caffè letterari oggi, sono luoghi in cui cultura, arte, divertimento convivono e si amalgamano, dove è possibile ascoltare musica dal vivo, ammirare esposizioni fotografiche e di arte contemporanea o partecipare all’incontro con l’autore, gustando una fetta di torta o sorseggiando un buon vino, divenendo non più luoghi esclusivi ed elitari, bensì spazi vivi in cui creare momenti di confronto e riflessione e sentirsi al tempo stesso come a casa propria. In questa ottica si inserisce il Caffè Vergnano 1882 Venezia Rialto, nato agli inizi dell’ ottobre scorso dall’idea di un giovane imprenditore veneziano.
L’intento è stato quello di creare uno spazio non esclusivamente di ritrovo e relax dove riacquistare il proprio tempo, ma anche un “luogo culturale” in cui dare vita a confronti e scambi di idee e di nuove sperimentazioni, ove convivano attività differenti di cultura, svago, enogastronomiche, proprio nel cuore della città. Collocato, infatti, tra campo dell’Erberia e il sotoportego del Banco Giro, a pochi passi dal ponte di Rialto, in una della aree più vivaci ed attive della città, Rialto. “L’isola di Rialto”, menzionata già nel 1493 dal grande diarista Marin Sanudo ”come di tutto il mondo la piu ricchissima parte”, centro finanziario di primaria importanza, nevralgico centro commerciale con depositi e magazzini pieni di merci di notevole valore, dalle spezie pregiate alle stoffe più rare, ma anche vivacissimo mercato alimentare, oggi come allora, è il vero “cuore della città”. Sede delle magistrature connesse alle attività economiche, Rialto è stata in passato un pullulare di magazzini, botteghe, uffici e banche, nati per accogliere le numerose attività collegate alla importazione, esportazione, lavorazione e vendita delle merci.
Proprio in Erberia, Giacomo Casanova racconta, nella “Storia della mia vita”, come andassero a passeggiare la mattina presto i nottambuli dopo aver passato una notte al gioco o “nei casini”, e lo stesso avventuriero vi si reca dopo aver perso al gioco prima di essere arrestato e incarcerato nei Piombi, dai quali evaderà in maniera a dir poco spettacolare. Proprio in questa atmosfera, così vitale e produttiva, dove arrivavano e si vendevano all’ingrosso gli ortaggi e la frutta che provenivano dalle isole vicine di Sant’Erasmo, Mazzorbo, Malamocco, affacciato direttamente sulla via d’acqua principale di Venezia, privilegiato punto di osservazione da cui godere uno spettacolare e suggestivo panorama sul Canal Grande, ha preso forma questo nuovo spazio. Trasformato grazie ad un delicato ed attento progetto di restauro conservativo, particolarmente sensibile al recupero e al risanamento dei manufatti storico artistici presenti all’interno dell’immobile, l’intervento presso il Caffè Vergnano ha interessato nello specifico il recupero degli intonaci d’epoca, particolarmente ammalorati e degradati, in alcuni casi in maniera irreversibile, e dei paramenti lapidei in pietra d’Istria, danneggiati da precedenti restauri poco rispettosi dei principi della conservazione.
Le superfici delle volte a crociera, ricoperte da stesure stratificate di colore, sono state riportate alla luce in tutta la loro bellezza, intervenendo anche sul tessuto murario. Oggi questo spazio, dal design contemporaneo, propone eventi culturali, concerti jazz, presentazioni di libri, mostre d’arte contemporanea e fotografiche, degustazioni varie, e si propone di diventare un polo di attrazione capace di portare una ventata di novità per fare del caffè un vero “luogo di circolazione di esperienze sensoriali e culturali”. In futuro, poi, sarà anche possibile sfogliare un libro, portarselo a casa per leggerlo in tutta calma e poi riportarlo per farlo “circolare”, insieme a un proprio commento. Un modo per far scorrere e degustare una nuova intensità culturale.
DI ELISABETTA VENTURINI
 

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