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Galleria della Gondola, la prima a Venezia

Gondola in laguna. Foto di Maurizio Rossi.
Nella foto in alto: Foto di Maurizio Rossi

Se vi aspettate un classico museo, tirate dritto.
Ma se volete davvero capire come nasce una gondola, vivere la tradizione delle maestranze e capire perché l’arte degli squeraroli  si sia trasformata in qualcosa di eterno, allora fermatevi.
In Calle del Magazen, a Dorsoduro, a pochi metri dallo Squero più famoso e fotografato di Venezia, quello di San Trovaso, monumento vincolato, ha da poco aperto i battenti la Galleria della Gondola e dell’Ecosistema Lagunare.

Resterete sorpresi dal sapere che ci sono almeno tre modi per raccontare il simbolo indiscusso di Venezia. Tre, infatti, sono le stanze che, a dir la verità, sembrerebbero insufficienti per raccontare storia e tradizione della gondola. In realtà, in quel piccolo, grande universo di suggestioni, questo pensiero si rivela un errore di valutazione.

Dalla Galleria alla bottega del maestro d’ascia

Mentre una guida procede con accurate spiegazioni sugli attrezzi della tipica bottega del maestro d’ascia, pialle, seghe, trapani, martelli, raspe e scalpelli cominciano ad accordarsi. La loro voce si alza e lo spettacolo ha inizio. Sembrano materializzarsi assi di abete, mogano, ciliegio, rovere, olmo e ancora larice, tiglio e noce. Otto tipi di essenze da cui si ricaveranno esattamente 280 pezzi. Poi al coro si aggiungono altre voci: ferri da prua e da poppa, forcole e remi, careghini e panchetti, putti, sirene e cavalli.

Tutti assieme danno vita a gondole di uguali misure, tutte con la tipica asimmetria dei fianchi, tutte nere tranne quelle da regata.

Quante gondole ci sono a Venezia?

Oggi se ne contano circa 500. Ognuna di loro rispetta un rigido disciplinare.
Quale sia, lo si scopre nella seconda fase prevista dal tour all’interno della Galleria.
Ci si accomoda su un sentar di pelle nera (il sedile della gondola destinato ai passeggeri) e sullo schermo a parete si susseguono le immagini di due docufilm realizzati dal regista Marco Agostinelli. Nel primo il maestro d’ascia Lorenzo Della Toffola, l’attuale concessionario dello Squero di San Trovaso, racconta come nasce una gondola tradizionale, il lavoro quotidiano all’interno del cantiere, la difficoltà di trovare maestranze e il pericolo che questo mestiere scompaia. In realtà, quel che arriva dalle immagini proiettate è la consapevolezza del fatto che una gondola è il risultato di passione, impegno, metodo e pazienza. Un’arte che si tramanda di padre in figlio o da maestro ad apprendista, come nel caso di Lorenzo Della Toffola.

Maestranze al lavoro nello squero di San Trovaso

La gondola, icona nel mondo

Il divertente montaggio che segue alterna cartoni animati, pubblicità e spezzoni di film per mostrare quanto quest’imbarcazione veneziana sia famosa anche nel mondo dello spettacolo e della cultura. In rapida successione si passa quindi da Topolino a papa Ratzinger, da Alberto Sordi a Humphrey Bogart, da Super Mario ad Alain Delon.
Ci sono almeno tre modi per raccontare la gondola.
Più un quarto, che le immagini della Galleria della Gondola svelano rendendo chiaramente l’idea di come quest’imbarcazione tipicamente veneziana sia divenuta nei secoli un’icona mondiale.

Gli squeri e gli squeraroli

E gli squeri? Vi siete mai chiesti perché qualcuno, come quello di San Trovaso, assomigli a una tipica casa di montagna?
Questi affascinanti, piccoli cantieri navali che sono “nursery” per le gondole di nuova costruzione e “case di cura” per le successive manutenzioni, sono molto legati al bellunese. In passato quasi tutto il legname proveniva dalle sue montagne e veniva fatto fluitare lungo le acque del Piave.
Nel XVIII secolo quelle acque portarono a Venezia non solo i tronchi d’albero ma anche i più bravi squeraroli del mondo. Vi dice niente il nome Casal? Erano falegnami originari della Val di Zoldo e diventarono dei carpentieri talmente bravi che a un certo punto a Venezia girò il detto “Barca de Casal e po’ no più” (“una barca dei Casal, cosa vuoi di più”, quasi uno slogan pubblicitario).
Casal diventò un marchio di eccellenza e le  gondole “Casal” erano considerate autentici gioielli.
L’attività degli squeri ebbe il massimo momento di gloria a metà 1700 quando se ne contavano 50, poi nel secolo successivo cominciò il lento declino. Oggi gli squeri attivi sono appena 5: due a Dorsoduro, altrettanti alla Giudecca e uno a Castello.

Galleria della Gondola: tra artigianato e arte

Ma quanto tempo occorre per costruire una gondola tradizionale?
Almeno un anno di stagionatura per il legno, circa 500 ore di lavoro nello squero, un costo finale sui 35.000€ per una gondola senza particolari fregi e ornamenti. La vita media dello scafo si aggira sui 15-20 anni ma con le dovute manutenzioni può addirittura raddoppiare. Ed è a questo punto che immaginiamo quintali e quintali di legno che da semplici assi riprendono vita, prendono forma, diventano arte.

Le gondole e la laguna in pixel

L’ ultima saletta della Galleria della Gondola e dell’Ecosistema Lagunare ospita infatti la mostra di Maurizio Rossi, fotografo di Burano e campione di voga (19 le regate storiche su gondolini al suo attivo, 3 le vittorie su caorline).  “Sculture di Luce – Il Patrimonio della Laguna di Venezia” è il titolo dell’esposizione e non è un caso. Perché mentre ci avviciniamo curiosi per cogliere i particolari ci rendiamo conto che Maurizio ha dosato alla perfezione luci e ombre per “scolpire” i suoi soggetti preferiti: la laguna e i mestieri artigiani, su tutti la pesca.

Pesca in Laguna. Foto di Maurizio Rossi

I milioni di pixel in bianco e nero testimoniano la fragilità dell’ambiente lagunare. La luce esalta le forme di gondole e sàndoli, i dettagli di mani infangate, di altre che pescano e altre ancora che riparano nasse. E ognuna delle dodici stampe digitali è un’originalissima ode a questa città anfibia e alla sua romantica laguna.

Galleria della Gondola, calle del Magazen, Venezia. Apertura: tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Sabato e domenica su prenotazione. Tel. 041-5229146. Ingresso gratuito.

 

3 commenti su “Galleria della Gondola, la prima a Venezia”

  1. Luca Tenderini

    Bellissima iniziativa. Una qualsiasi barca in legno è viva ma una gondola, oltre a questo, è simbolo di eleganza e perfezione ineguagliabile.

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