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A scuola, arrivano i “docenti esperti”

A scuola, arrivano i “docenti esperti”

La nuova figura prevista dal decreto “Aiuti bis”. Prenderà 5.650 euro in più l’anno

È stata una delle “sorprese” introdotte dal Governo nel decreto “Aiuti bis”. L’ultimo provvedimento dell’Esecutivo di Mario Draghi arricchirà, dall’anno scolastico 2023/24, il mondo della scuola di una nuova figura: il “docente esperto”.
Saranno comunque inizialmente solo 8 mila al massimo ogni anno scolastico in tutta Italia gli insegnanti che vedranno riconosciuta, con un aumento di 5.650 euro annuo dello stipendio: circa 400 euro in più al mese.

Il docente esperto nel decreto “Aiuti bis”

Il requisito richiesto per richiedere di ottenere la qualifica di “docente esperto” sarà infatti quello del completamento con esito positivo di 3 corsi triennali di formazione consecutivi e non sovrapponibili.
Per i docenti esperti non cambieranno però le mansioni svolte precedentemente e non ci saranno nuove funzioni extra insegnamento da svolgere.
L’unico vincolo previsto dal decreto sarà quello di rimanere nella stessa scuola per almeno 3 anni. Il bonus sarà erogato sotto forma di assegno annuale ad personam.

docente esperto

L’istituzione di questa speciale categoria di docenti mira, almeno parzialmente, a incrementare gli stipendi nel settore scolastico.
Per vedere concretamente i risultati della misura, si sottolinea, ci vorrà però almeno un decennio, con il calcolo degli aventi diritto eseguito a partire dall’anno scolastico 2032/33.
Durante questo periodo sarà possibile anche rivedere il numero massimo di insegnanti ammessi al riconoscimento di “docente esperto”.

La figura prevista dal decreto “Aiuti bis” si inserisce nel solco del decreto 79, approvato a giugno, che, oltre a rivedere le regole per l’accesso alla professione per i neolaureati, introduce i corsi triennali di aggiornamento per rafforzare la formazione degli insegnanti e regola la formazione incentivata per tutti i docenti.

Le critiche

La mossa del Governo è stata però bersaglio di numerose critiche, dai sindacati della scuola (che hanno richiesto a tutte le forze politiche a un confronto sulla scuola per il prossimo 8 settembre, ma anche uno stralcio del provvedimento nelle misure che riguardano la scuola come risposta immediata) all’Associazione nazionale dei presidi.
“Il Governo – sottolineano i segretari generali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda Unams e Snals Confsal – trova nuove risorse per finanziare la figura del docente esperto, un meccanismo selettivo dei prof che riguarderà solo 8.000 lavoratori all’anno e che la categoria ha già bocciato con lo sciopero generale del 30 maggio scorso. Si trovano i soldi per tutto tranne che per il rinnovo del contratto nazionale”.
“Le risorse destinate al sistema scolastico diminuiscono nell’indifferenza di tutti”, conferma il presidente dell’Associazione Nazionale dei presidi, Antonio Giannelli, che indica, tra le principali problematiche della scuola italiana, “dispersione scolastica implicita ed esplicita, esiti delle prove Invalsi e differenza con i risultati degli esami di Stato, mancata acquisizione di competenze di base in larghe fasce di alunni e risorse destinate al sistema scolastico che diminuiscono nell’indifferenza di tutti”.

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