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A 60 anni dall'ultima monografica, a Venezia protagonista Carpaccio

A 60 anni dall'ultima monografica, a Venezia protagonista Carpaccio
Vittore Carpaccio, Leone di San Marco, 1516, Palazzo Ducale, Venezia

Vittore Carpaccio: Master Storyteller of Renaissance Venice”, Palazzo Ducale, 18 Marzo-18 Giugno

Nelle sue opere, ha saputo raccontare la storia sacra calandola spesso nella dimensione quotidiana di una Serenissima allora nel suo pieno splendore.
Ha limato i dettagli delle sue “narrazioni” con una tecnica rigorosa e una prospettiva particolare.
E’ stato uno dei massimi pittori del Rinascimento.
Vittore Carpaccio (Venezia 1465 circa – Capodistria 1526), ritorna ora protagonista della sua città natale, che nel 2023, grazie anche a nuove attribuzioni e a un prezioso prestito, La fuga in Egitto (1516-1518), da parte della National Gallery di Washington, gli dedica, a sessant’anni di distanza, una monografica.
Dopo il grande successo negli Stati Uniti d’America, la mostra “ Vittore Carpaccio: Master Storyteller of Renaissance Venice” arriva a Palazzo Ducale,  dal prossimo marzo e fino a giugno.

Carpaccio, Fuga in Egitto

La grande esposizione

L’esposizione, nata dalla collaborazione tra la National Gallery of Art e i Musei Civici di Venezia insieme a molti musei, chiese e collezionisti privati italiani, europei e americani, è la prima retrospettiva dedicata all’artista che ha varcato i confini italiani ed è costituita da 45 dipinti e da una trentina di disegni.
Alcune opere, come le due tele provenienti dalla Scuola degli Schiavoni di Venezia “Sant’Agostino nel suo studio” (1502) e “San Giorgio e il drago” (c.1504-1507), sono state restaurate per l’occasione. Altre sono state esposte per la prima volta fuori dall’Italia. E’ il caso dell’intero ciclo de “La vita della Vergine”, realizzato tra il 1502 e il 1508 e composto da sei dipinti.

Due opere di Carpaccio per la prima volta insieme

Vivaci e dinamici, minuziosi nei dettagli, i dipinti di Vittore Carpaccio riportano in vita la Venezia del XV e XVI secolo. Attraverso la sua maestria nel narrare le storie, ha raccontato l’impero marittimo durante un periodo affascinante, in cui era crocevia culturale tra Occidente e Oriente. L’esposizione a Palazzo Ducale approfondisce anche le sue innovazioni nel contesto della pittura veneziana con opere dal sapore mitologico come la “Storia di Alcione: partenza di Ceice” e riunisce, per la prima volta le opereCaccia in Laguna” del J. Paul Getty Museum di Los Angeles e la sua metà inferiore, le “Due dame veneziane” del Museo Correr di Venezia.

Vittore Carpaccio – Due dame veneziane e Caccia in Laguna

La sua maestria nei teleri e nelle pale d’altare

I lavori di grandi dimensioni erano una specialità di Carpaccio come il monumentale “Leone di San Marco” del 1516 del veneziano Palazzo Ducale. Nel “Martirio dei Diecimila Cristiani sul Monte Ararat” (Gallerie dell’Accademia di Venezia) è invece rappresentata la sua abilità narrativa nelle pale d’altare.
La mostra “Vittore Carpaccio: Master Storyteller of Renaissance Venice” dedica poi un’intera sezione alla sua ricca produzione grafica, nella quale spiccano per importanza i disegni preparatori del ciclo delle “Storie di Sant’Orsola”. Tra le prestigiose opere anche “La Vergine che Legge”, datata 1505. Il percorso espositivo alla scoperta dell’artista si conclude con una xilografia di Jacopo de’ Barbari del 1500 che rappresenta una “Veduta di Venezia” all’epoca in cui visse Carpaccio.

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Carpaccio, Madonna che legge – National Gallery Washington

Chi fu Vittore Carpaccio

Le opere di Carpaccio, forse più di quelle di altri artisti del Rinascimento, rappresentano l’essenza della venezianità e celebrano la grandezza e lo splendore di una città che dominava un vasto impero marittimo e fioriva come centro di commerci internazionali e di cultura.
Vittore Carpaccio fu un grande narratore attento e preciso nel consegnare ai posteri la vita quotidiana della Serenissima. Fu un pittore di storie abilmente composte attraverso scene restituite in un delicato equilibro tra tensione spirituale, simbolismo e vita di tutti i giorni.

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Vittore Carpaccio, dettaglio

Formatosi nell’ambiente umanistico della Venezia della seconda metà del Quattrocento, ebbe come prima commissione la realizzazione dei teleri per la Scuola di Sant’Orsola seguiti presto da numerosi incarichi da parte di altre istituzioni veneziane, tra le quali la Scuola di San Giovanni Evangelista, di San Giorgio degli Schiavoni, degli Albanesi e di Santo Stefano.

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Carpaccio – Sant’Orsola

Dal 1501 al 1507 lavorò a Palazzo Ducale, dove eseguì alcuni teleri per la sala dei Pregadi e quella del Maggior Consiglio purtroppo perduti nell’incendio del 1577.
Successivamente svolse attività per la Confraternita dalmata della Scuola di San Giorgio degli Schiavoni. Seguirono le opere “Cristo al Tempio” del 1510 per la chiesa di San Giobbe a Venezia, ora alle Gallerie dell’Accademia; la “Disputa di Santo Stefano con i Savi ebrei”, ora a Brera e la Pala per chiesa di San Vidal. Nel 1516 realizzò il dipinto con il Leone andante per Palazzo Ducale ancora oggi esposto in sala Grimani, nell’appartamento del Doge. Da questo periodo lavorò anche in Istria mentre fu alle dipendenze del Patriarcato di Venezia tra il 1522 e il 1523 per la chiesa di San Pietro di Castello.
Tra le sue opere sicure ma non datate vi sono le “Due dame veneziane” al Museo Correr di Venezia, alcuni ritratti, la “Madonna che legge” della National Gallery di Washington e la “Meditazione sul Cristo morto”, ora a New York.

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