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Un nuovo reato e "chi rompe paga": la risposta del Governo alla violenza di piazza

Un nuovo reato e "chi rompe paga": la risposta del Governo alla violenza di piazza

Dopo i cortei e gli scontri dei giorni scorsi, il Consiglio dei Ministri ha varato disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica: da presunzione di imputabilità e fermo preventivo per i minori, ai 500 militari a Milano

“Abbiamo visto tutti le immagini delle violenze che hanno sconvolto Milano e altre città d’Italia lo scorso fine settimana: negozi saccheggiati, vetrine distrutte, forze dell’ordine aggredite. Sono scene inaccettabili che nessuno può pensare di minimizzare e giustificare. Per questo il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto con nuove misure per prevenire queste violenze. Si aggiungono a quelle approvate in questi mesi a partire da riconoscimento biometrico anche con l’intelligenza artificiale, anche per dare un nome a chi si nasconde dietro a un cappuccio”.
Con queste parole, in un post su X, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha presentato il nuovo “Decreto sicurezza”, con il quale sono state varate disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile.

Le nuove misure varate: dal nuovo reato di violenza organizzata alle sanzioni e risarcimenti

Tra le novità principali, la creazione di un nuovo reato: quello di partecipazione violenta a una manifestazione. A illustrarlo, sui social, è ancora la stessa premier: “Se durante un corteo o una manifestazione ci si unisce a un gruppo di 5 o più persone e ci si mette a tirare pietre, petardi, bastoni mettendo in pericolo la sicurezza di tutti, si rischiano la reclusione fino a 5 anni e una multa fino a 20 mila euro. Nel caso in cui si abbia il volto coperto o si sia ferito qualcuno la pena aumenta, come anche per chi devasta in gruppo”

“Vale poi il principio di “chi rompe paga”. E se a rompere è un minorenne pagano i genitori“, continua Meloni. Come funziona? Se il danno è a un bene pubblico quali ad esempio una pensilina, un semaforo, una camionetta, il prefetto invierà l’ingiunzione di pagamento; se è a un privato, una vetrina, un negozio o un’auto, il proprietario potrà ottenere dal giudice un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo. “Ci si potrà opporre – precisa Giorgia Meloni – ma intanto i genitori di quel ragazzo che si è divertito a spaccare tutto, dovranno pagare”.

Presunzione di imputabilità e fermo preventivo per i minori

Ancora, se, fino ad oggi, per un ragazzo tra i 14 e 18 anni era lo Stato a dover dimostrare che era in grado di capire quello che stava facendo, ora la situazione cambia. Per chi ha compiuto 14 anni è introdotta una presunzione di imputabilità: la capacità di intende e volere si presume fino a prova contraria e anche ai minorenni si applica l’arresto in flagranza differita. Resta ferma la diminuzione della pena prevista per i minori imputabili, mentre quando un minore, anche non imputabile, partecipa a determinati reati, a chi esercita la responsabilità genitoriale si applicano sanzioni amministrative.

guerriglia urbana

Sul piano della prevenzione, l’accompagnamento e il trattenimento presso gli uffici di Polizia per un massimo di 12 ore, il cosiddetto “fermo preventivo” già previsto in occasione di manifestazioni, sono estesi alle specifiche operazioni di Polizia svolte in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone e si applicano anche nei confronti dei minorenni. In questo caso, deve trattarsi di soggetti per i quali  sulla base di elementi concreti vi sia fondato motivo di ritenere che attuino condotte di concreto pericolo per la sicurezza.
Il questore può inoltre disporre il divieto di radunarsi con persone determinate in luoghi specificamente individuati, per una durata non superiore a 1 anno, anche nei confronti di abbia compiuto 14 anni. Il divieto si applica a chi abbia tenuto in gruppo comportamenti intimidatori o violenti e sia già stato destinatario di provvedimenti di prevenzione o condannato per delitti contro la persona o il patrimonio.

Fino a fine anno 500 militari in più a Milano

Un’ulteriore misura del Decreto sicurezza riguarda nello specifico Milano. Fino al 31 dicembre 2026, il contingente delle Forze armate impiegato per il controllo del territorio (Strade sicure) è incrementato di 500 unità, ma senza funzioni di Polizia Giudiziaria. “E alla giustizia minorile – sottolinea la presidente del Consiglio nel post su X – diamo più magistrati e più posti negli istituti perché la certezza della pena valga anche per chi ha 16 anni”.

“Devastare e rubare non è protesta è criminalità – conclude Giorgia Meloni – e la risposta dello Stato deve essere ferma. Le Forze dell’ordine hanno fermato e arrestato 330 personae la metà delle quali di origine straniera, nati all’estero o nati in Italia da famiglie straniere. E c’è un dato che dal mio punto di vista dovrebbe far riflettere tutti: il più piccolo tra i ragazzi identificati a Milano ha appena 11 anni. Fa male e fa paura e ci chiama tutti in causa, noi non possiamo permettere che dei ragazzi crescano pensando che spaccare una vetrina sia un modo per farsi rispettare o che qualche visualizzazione sui social valga più del loro futuro. Il disagio mai può diventare un alibi per la violenza”.

Silvia Bolognini

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