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Il drago dell’Inter e il porco di Palladio: i misteri del Veneto

Il drago dell’Inter e il porco di Palladio: i misteri del Veneto

Le leggende venete tornano protagoniste con 120 eventi in quasi 80 località per la 18^ edizione del festival “Veneto: Spettacoli di Mistero”

A saper leggere la storia e le leggende esiste un filo rosso che unisce tanti simboli del Veneto, dal Leone di San Marco fino al Palladio. Ovvero quell’insieme di creature leggendarie, figure fantastiche, simboli e figure che si possono riassumere sotto la comune etichetta di “Bestiario Veneto”.
“È un tale patrimonio immateriale, una vera ricchezza territoriale, che diventa memoria “bella” dei nostri luoghi”, sintetizza lo scrittore muranese Alberto Toso Fei nel suo ruolo di direttore artistico di “Veneto: Spettacoli di Mistero”.
Un festival che si presenta con l’accattivante slogan “Vivi ancora con noi il brivido che si prova oltrepassando la soglia dell’ignoto… del mistero mai svelato”.

Spettacoli di Mistero racconta il Bestiario Veneto

Perché è proprio il Bestiario Veneto il tema scelto per la 18^ edizione della rassegna, che parte il 23 ottobre e si tradurrà in 120 appuntamenti organizzati in quasi 80 località del territorio regionale. Un insieme variegato di spettacoli teatrali, rievocazioni storiche in maschera o meno, visite guidate, presentazioni di libri, reading notturni, cacce al tesoro per grandi e bambini e molto altro.

veneto mistero
“Storie, credenze, rituali e racconti della tradizione orale veneta legati al mondo animale” è il sottotitolo del festival.
“In concomitanza dell’800° anniversario francescano – spiega Toso Fei – abbiamo deciso di esplorare la valanga di storie venete legate ad animali fantastici: dai draghi ai coccodrilli nelle chiese, dall’uomo-coccodrillo del Delta del Po ai cani che volano, fino alla leggenda horror della Caza Selvarega della Conca Agordina”.
“Essere veneti – ha sottolineato a Padova l’assessore regionale all’Identità veneta, Marco Zecchinato, in occasione della presentazione della rassegna – significa riconoscersi in un patrimonio di storie, simboli e figure che raccontano chi siamo e da dove veniamo. L’identità veneta non è nostalgia, ma un’eredità viva che tiene unite le comunità-

Il Leone di San Marco e il sogno che diventa profezia

In questa prospettiva, Veneto: Spettacoli di Mistero riserva un ruolo di primo piano al Leone di San Marco.
Il simbolo di Venezia e della Regione (che promuove la rassegna, realizzata dal Comitato regionale Unpli Veneto) porterà infatti nei cieli un messaggio di pace. Un testimonial iconico “molto rappresentativo, che ci raccoglie tutti. Un animale fantastico in cui riflette e si identifica quella che è stata una vera Nazione. Ovvero la Serenissima”.
Al riguardo, il direttore artistico sottolinea un aspetto pienamente in linea con il contesto che unisce storia e mito tipico della rassegna: “Le parole che compaiono sul libro tenuto tra le zampe dal Leone sono quelle di una profezia. Ovvero quelle che, secondo la leggenda, pronunciò all’evangelista quando approdò nelle isole che sarebbero diventate Venezia”.
“Pace a te, o Marco, mio evangelista”, traducendolo dal latino, si può leggere ancor oggi sullo stemma della Regione Veneto. “Girando idealmente la pagina del libro – prosegue Toso Fei – la frase finirebbe con “qui riposerà il tuo corpo”.
Una profezia, derivante da un sogno, che poi si realizzò. E che il popolo veneziano decise di immortalare sul proprio vessillo”.

Andrea Palladio e il “porco”

Molto più prosaico, ma sempre all’interno dello standard del Bestiario Veneto, è un altro aneddoto che lo scrittore racconta. Protagonisti, il grande architetto Andrea Palladio e… un porco.
“Il riconoscimento del fatto che fosse nato a Padova e non a Vicenza – illustra lo scrittore – avvenne proprio nel nome di questo animale”.
“Il mugnaio Pietro della Gondola – continua il racconto – iscrisse infatti l’atto di nascita del figlio presso l’Offizio del porco, ospitato dal Palazzo della Ragione di Padova. Fu qui che venne rinvenuto il documento da cui fu possibile dedurre l’atto di nascita di Palladio. Perché, anche se oggi può sembrare strano, in quel luogo, oltre a praticare macelleria e mercanzia dei maiali, venivano effettuate anche le trascrizioni proprio degli atti di nascita”.

I draghi: dal Veneto… all’Inter e all’Eni

Tra i tanti animali mitologici raccontati dal festival, molti sono draghi leggendari.
“Il più famoso è sicuramente il leggendario Tarantasio” sottolinea il direttore artistico. Secondo il mito, questo drago terrorizzava gli abitanti delle paludi lombarde, in particolare nel Lodigiano, nei pressi di un ipotetico lago Gerundo, che la leggenda vuole essersi poi prosciugato.
“Il drago Tarantasio – ricorda Alberto Toso Fei – sarebbe nato dalle viscere putrefatte di Ezzelino da Romano e avrebbe ucciso molti uomini. Lo avrebbe ucciso il capostipite della famiglia Visconti, nel cui stemma, non a caso, fu inserito un biscione. Che rappresentava le fattezze del drago e che, poi, fu ripreso anche nel simbolo dell’Inter. Ma un ricordo del drago è anche il cane a 6 zampe di Eni, che ricorda gli sbuffi di gas del sottosuolo, che venivano ricondotti proprio all’animale”.

Alberto Minazzi

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