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Covid, nuova risalita in Europa: Francia in allerta, Italia stabile

Covid, nuova risalita in Europa: Francia in allerta, Italia stabile

Crescono accessi al pronto soccorso e presenza del virus nelle acque reflue francesi. In Italia numeri ancora bassi e ricoveri stabili, mentre nuove varianti continuano a circolare

“Nel periodo di monitoraggio, l’incidenza di nuovi casi identificati e segnalati con infezione da Sars-CoV-2 in Italia è stabile. L’impatto sugli ospedali rimane sostanzialmente stabile e limitato”.
Ancora: al 23 settembre, i ricoverati in area medica sono 320 e quelli in terapia intensiva 11, con numeri stabili rispetto alla settimana precedente. L’indice di trasmissibilità (Rt) è pari a 1,86 e l’incidenza di casi diagnosticati è inferiore a 0,5 casi per 100 mila abitanti.
Attenzione: non abbiamo ripescato un articolo di 6 anni fa (anche perché i numeri sarebbero ben diversi). Le notizie di cui abbiamo appena scritto arrivano dall’ultimo bollettino pubblicato dalla cabina di regia di Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità.
Perché il monitoraggio sul Covid, nonostante la pandemia sia un ricordo fortunatamente sempre più lontano, non si è mai fermato. Adesso, però, a riportare l’attenzione sull’infezione, nei giorni in cui sta ripartendo in tutta Italia la campagna vaccinale, sono i dati che arrivano dalla Francia.

La risalita degli indicatori Covid in Francia

Dove nella settimana dal 21 al 27 settembre gli accessi al pronto soccorso sono aumentati del +22%  e già dalla settimana precedente le concentrazioni del virus nelle acque reflue avevano raggiunto livelli che mancavano da ottobre 2024.
È aumentato anche il numero di coloro che si rivolgono ai medici di base.
I sintomi segnalati dai pazienti sono sempre gli stessi: febbre sopra i 38°, mal di testa e difficoltà respiratorie, che suggeriscono un’infezione virale. Senza i test è dunque difficile distinguere questo quadro da quello legato ad altre malattie simili. Così come, va detto, non è corretto parlare di un ritorno alla pandemia, né di nuove emergenze al livello di quelle vissute nel recente passato.

Il Sars-CoV-2 continua a mutare

Come sottolineano il report italiano e i rapporti dell’Ecdc riferiti all’intera Europa, a circolare sono diverse varianti della “famiglia Omicron” del virus, con una predominanza di sequenze attribuibili a quella chiamata Xfg.
Per sua natura, Sars-CoV-2 è del resto un agente patogeno che continua a mutare.
L’importante, sottolineano gli esperti, è che non c’è attualmente nessuna variante classificata come “Voc”, ovvero con caratteristiche biologiche pericolose per la salute pubblica.
Sono migliaia le nuove sottovarianti oggi in circolazione, a partire dalle “sotto monitoraggio” Nb.1.8.1 e Ba.3.2 e la variante di interesse Ba.2.86. E presentano una maggior capacità di superare le barriere immunitarie, risultando così più trasmissibili. Al tempo stesso, però, non causano forme più gravi. Intanto, il contagio continua a procedere per ondate, con una tendenza all’incremento dei casi osservata in questo periodo, come negli anni precedenti, anche negli Usa e in Asia.

Alberto Minazzi

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