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Giro del Mondo su 2 ruote: a Bologna rivive il mito della Ducati 175 T

Giro del Mondo su 2 ruote: a Bologna rivive il mito della Ducati 175 T
La motocicletta Ducati 175 T Giro del Mondo di proprietà di Giorgio Monetti Veduta di allestimento Museo del Patrimonio Industriale, Bologna Courtesy Comune di Bologna | Settore Musei Civici | Museo del Patrimonio Industriale

Per la riapertura del Museo del Patrimonio Industriale del Comune esposta la moto che fece l’impresa tra il 1957 e il 1958

Se Ducati, al giorno d’oggi, è uno dei nomi di punta della MotoGP, la massima categoria del motociclismo sportivo che incoronò Casey Stoner nel 2007 e Pecco Bagnaia nel 2022 e nel 2023, la storia della casa di Borgo Panigale è ricca di evoluzioni e di imprese che hanno contribuito a costruire nei decenni il suo successo.
Sono per esempio passati quasi 70 anni dal giorno, il 30 settembre 1957, in cui Leopoldo Tartarini e Giorgio Monetti partirono da Bologna in sella alla Ducati 175 T con un obiettivo decisamente ambizioso: completare il giro del Mondo.
Un traguardo raggiunto, il 5 settembre dell’anno successivo, che la città delle Due Torri celebra oggi con un allestimento speciale, al Museo del Patrimonio Industriale del Comune di Bologna, incentrato proprio sull’esemplare originale della grande protagonista di quell’impresa.

Dalla nascita della Ducati alla 175 T

Nata nel 1926 come società specializzata nella ricerca e nella produzione di tecnologie radio, la Ducati aprì il reparto motociclistico solo nel 1946, dopo un ventennio in cui si era dedicata alla realizzazione e alla messa in commercio di un’amplissima serie di prodotti: dai rasoi ai proiettori cinematografici, dalle antenne radio a quelli usciti dalla sezione ottica.
Il vero boom delle moto Ducati si legò però all’assunzione nel 1954 del geniale progettista romagnolo Fabio Taglioni, che sviluppò in 30 anni le tecnologie ancora oggi utilizzate (il sistema desmodromico, il motore bicilindrico e il telaio a traliccio), con oltre 1.000 progetti di motori e motociclette.
La 175 T, prima moto concepita per viaggi di media e lunga distanza, fu uno di questi.

La motocicletta Ducati 175 T Giro del Mondo di proprietà di Giorgio Monetti
Veduta di allestimento
Museo del Patrimonio Industriale, Bologna
Courtesy Comune di Bologna | Settore Musei Civici | Museo del Patrimonio Industriale

Così, equipaggiata di una versione potenziata del motore monocilindrico a coppie coniche con in testa un albero a camme da 14 cavalli, la 175 T fu al centro della spedizione, pensata come banco di prova estremo per il nuovo motore a 4 tempi, in cui testare la resistenza e l’affidabilità della meccanica sulle lunghissime distanze.

Due Ducati in giro per il mondo

I centauri che si cimentarono nella grande avventura furono Leopoldo Tartarini, dipendente ed ex pilota Ducati, con l’amico Giorgio Monetti. Il pionieristico viaggio, lungo 60 mila km, attraversò 42 Paesi di 5 continenti: dall’Europa orientale alla Mesopotamia, dall’India all’Australia per poi rientrare verso l’Italia attraverso i territori americani e africani.
La spedizione ebbe un enorme riscontro mediatico, che si tradusse in una ricca documentazione fatta di riprese video, articoli e immagini fotografiche e contribuì in modo determinante all’affermazione commerciale della serie 175, sostenendo l’espansione del marchio sui mercati esteri e consolidando il posizionamento globale di Ducati nel segmento delle medie cilindrate.
Le immagini dell’epoca sono state utilizzate, insieme a testimonianze dirette, da Roberto Giavarini e Michele Corimbi nel film-documentario “Una mappa per due”, del quale sono ora proposti alcuni estratti a completamento del percorso espositivo che apre al pubblico da domenica 27 settembre (dal martedì al venerdì dalle 9 alle 13, il sabato e la domenica dalle 10 alle 18) al Museo bolognese.

La moto al centro del museo

L’allestimento realizzato per l’apertura è però caratterizzato soprattutto dalla presenza dell’esemplare originale protagonista della storica impresa, concessa dal proprietario in comodato decennale al Museo del Patrimonio Industriale.
La moto viene proposta nella configurazione originale, appositamente preparata dal reparto prototipi della Ducati.
I visitatori potranno così ammirare un modello completo di tubi paracolpi, portapacchi dedicati e rinforzati, saldati al telaio per consentire il trasporto di bagagli e pezzi di ricambio.
È presente anche una mappa che indica le tappe fondamentali del viaggio e sono stati previsti, per valorizzare l’iniziativa, percorsi guidati nell’area del museo dedicata al Novecento e alle moto bolognesi.
Il primo appuntamento di questo programma, per il quale è richiesta la prenotazione entro le 13 del venerdì precedente e il pagamento di un costo di partecipazione di 5 euro in aggiunta al biglietto del museo, è in calendario per domenica 1 novembre, alle 16, con la visita intitolata “Il sogno delle due ruote”, dedicata al ruolo centrale dell’industria motoristica nella storia della città.

Alberto Minazzi

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Tag:  bologna, moto, musei

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