I controlli della Guardia di Finanza rilevano diffuse irregolarità. Cosa succede e come comportarsi
Sul fronte carburanti, l’estate 2026 è rovente non solo per quanto riguarda i prezzi. Che, per inciso, nell’ultimo aggiornamento del Ministero delle Infrastrutture di questa mattina, 11 agosto, alle 8.30, nonostante gli interventi del Governo in autostrada superano la soglia psicologica dei 2 euro in modalità “self” sia per il gasolio (2,151) che per la benzina (2,056).
I rincari avrebbero anche innescato la diffusione di pratiche scorrette.
A Roma e provincia, infatti, la Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 10,5 tonnellate di carburante impuro.
Carburanti annacquati: un fenomeno in crescita
Ma il problema, denunciato da un’inchiesta giornalistica di Adnkronos, che ha raccolto le rilevazioni di numerosi meccanici secondo i quali mai come ora, negli ultimi 50 anni, si sono riscontrati tanti casi di veicoli danneggiati da carburanti non a norma, non riguarda solo Roma.
Nel solo Lazio l’aumento dei sequestri di prodotti non conformi nel 2026 è per esempio aumentato di oltre il +350% rispetto al 2025, superando le 165 tonnellate.
Mediamente, conferma l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, i campioni risultati adulterati sono 1 ogni 10-15.

La mappa del “non conforme”
Frosinone, dopo le segnalazioni di diversi automobilisti rimasti con l’auto in panne in seguito al rifornimento, le analisi hanno trovato nel gasolio una quantità di acqua intorno al 10 per cento.
La cisterna, che conteneva circa 11 mila litri, è stata sequestrata.
Carburante alterato o non conforme è stato sequestrato anche in altre zone d’Italia.
Con modalità diverse, quantità diverse e, soprattutto, con sostanze diverse utilizzate per “tagliare” il prodotto.
In Sicilia, a Licata, la Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 9 mila litri di gasolio alterato.
Le analisi hanno evidenziato una composizione incompatibile con quella prevista per il carburante destinato alla vendita: tra le sostanze individuate, solventi, benzina e oli vegetali esausti.
In Puglia, tra Taranto e Statte, i controlli hanno portato al sequestro di oltre 30 mila litri di prodotti petroliferi di provenienza illecita mentre in Toscana, in un deposito nel Livornese, sono stati sequestrati oltre 23 milioni di litri di gasolio con una presenza di acqua superiore ai limiti consentiti. Il caso era partito da controlli effettuati anche in provincia di Siena, dove erano stati individuati altri quantitativi di prodotto irregolare.
Annacquare senz’acqua
“Annacquare” il carburante non significa necessariamente aggiungere acqua.
Rispetto alla benzina, per esempio, i meccanici, oltre all’acqua, avevano segnalato anche la presenza di morchia, polveri sottili e sabbie.
Riguardo al diesel, nei casi di alterazione viene miscelato con altri prodotti per accrescerne il volume.

Le conseguenze dell’uso di carburanti annacquati o contaminati
Il fenomeno, denuncia il presidente dell’Associazione Nazionale Delegati Automobile Club, Daniele Rondinelli, va al di là del semplice danno economico per il proprietario del veicolo.
All’improvvisa perdita di potenza, o addirittura all’arresto in corsa, del motore si possono infatti collegare situazioni di pericolo per tutti gli utenti della strada. L’auspicio è quindi, ancor prima di interventi normativi mirati, quello di un rafforzamento dei controlli lungo l’intera filiera della distribuzione dei carburanti, per garantire la qualità del prodotto ed evitare speculazioni e raggiri.
L’uso del carburante annacquato o contaminato provoca del resto una combustione irregolare che nei casi più gravi si può arrivare a un serio danneggiamento degli iniettori, della pompa del carburante e del sistema di scarico. L’automobilista se ne può accorgere per esempio fin da possibili difficoltà di accensione e poi da un funzionamento a scatti del motore, da rumori in accelerazione, da una risposta lenta del veicolo o dall’accensione di spie di avaria sul cruscotto.

I danni meccanici e alcuni consigli su come comportarsi
Mentre i veicoli meno recenti possono tollerare piccole quantità d’acqua o impurità senza manifestare immediatamente problemi, ricorda l’associazione Consumerismo.it, quelli moderni, con sistemi elettronici più sofisticati, spesso hanno sensori che, rilevando la presenza di carburante non in regola, possono bloccare l’avviamento del motore o spegnerlo per evitare danni ancora più gravi. Il vero problema, del resto, è che in molti casi ci si accorge di aver introdotto carburante contaminato quando il danno è già avvenuto.
Per questo non va commesso l’errore di continuare a usare il veicolo. In presenza di anomalie che si verifichino già subito dopo il rifornimento, al contrario, è fondamentale fermare l’auto appena possibile, facendola trasportare presso un’officina qualificata. In caso contrario, al carburante non conforme si possono ricollegare danni come l’ostruzione o il blocco del filtro, danni corrosivi o meccanici ad alta pressione agli iniettori e alla pompa, accumulo di umidità che porta alla formazione di ruggine nel serbatoio.

Le mosse legali
Non appena fermato il veicolo, vanno da subito anche raccolte le prove che possono tornare utili ai fini di un risarcimento. E, dunque, conservare la ricevuta o lo scontrino del rifornimento, annotare data, ora, importo e stazione di servizio e fotografare il quadro strumenti con eventuali spie accese.
Per aiutare anche gli altri consumatori, è inoltre importante presentare una segnalazione a Guardia di Finanza e Autorità Garante della concorrenza e del mercato, mentre per la richiesta di risarcimento al gestore dell’impianto serve una diffida formale tramite pec o raccomandata.
Tra le prove che possono tornale utili rientrano anche una relazione scritta, che attesti la compatibilità del danno con il carburante contaminato, rilasciata dal meccanico, a cui in aggiunta va chiesto, se possibile, di prelevare e sigillare un campione del carburante sporco estratto dal serbatoio. Dal punto di vista giuridico, è dibattuto il tema della responsabilità e, dunque, del pagamento dei danni. La tesi dei legali di Consumerismo.it è che, a rispondere, è il titolare della stazione di servizio, che poi, a sua volta, potrà rivalersi nel caso con i propri fornitori.
Alberto Minazzi



