Dall’uso del condizionatore alla gestione del frigo e alle docce: gli errori più comuni che commettiamo col caldo. Come limitare l’impatto delle bollette
Come cantava Adriano Celentano in uno dei suoi più celebri successi, “Azzurro”, alzi la mano chi non “cerca l’estate tutto l’anno”. Però, proseguendo in parallelo con la citazione musicale, quando “all’improvviso, eccola qua”, ci troviamo a fare i conti con tutta una serie di situazioni, esasperate sempre più dall’aumento delle temperature legato ai cambiamenti climatici.
Poco si può fare per le “guerre” che scoppiano in famiglia. In primis tra chi il caldo non riesce proprio a sopportarlo e chi, al contrario, condanna gli eccessi di climatizzazione al ribasso. Ma, per esempio, anche tra chi in casa vuole luce, aria e finestre aperte e chi, invece, chiude doppi vetri e tapparelle per tenere all’esterno i raggi solari e contenerne gli effetti.
Molto, invece, si può migliorare nella gestione di una serie di elettrodomestici e pratiche domestiche che tanto impattano sulle nostre bollette.
Il condizionatore, croce e delizia dell’estate: gli errori più comuni
Il protagonista indiscusso, in tal senso, è il condizionatore d’aria.
Una valvola di sfogo fondamentale per fronteggiare i picchi di calore, ma al tempo stesso un elettrodomestico che può arrivare ad assorbire mediamente fino al 60% dei consumi elettrici di un’abitazione nei mesi estivi.
E la situazione è aggravata dal fatto che, sull’uso dei climatizzatori, sono assai diffuse convinzioni sbagliate che si traducono in pratiche tanto scorrette quanto costose, ma per fortuna facilmente correggibili.
L’errore più comune che fa lievitare la bolletta è impostare una temperatura troppo bassa. Accendendo il condizionatore a 18°-19° non solo non si raffredda prima la stanza, ma si fa lavorare molto più a lungo alla massima potenza il motore a velocità variabile del compressore. È consigliata invece una temperatura di 6°-7° al di sotto di quella esterna, con un range ideale tra 24° e 26° (livello, questo, indicato dall’Oms). E così l’impianto può funzionare in modo più stabile e meno energivoro.

Un altro sbaglio comunissimo è la scarsa manutenzione degli impianti, specie la mancata pulizia dalla polvere dei filtri. Un’operazione da effettuare almeno all’inizio della stagione, ma da ripetere possibilmente poi ogni 2-3 settimane, utile a rimuovere anche acari, pollini e spore fungine. In caso contrario, l’aria circola con più difficoltà, aumentando lo sforzo (e fino al 15% i consumi) dell’unità esterna, riguardo a cui bisogna assicurarsi anche che le prese d’aria non siano ostruite da ostacoli.
L’uso dei condizionatori: altri utili consigli
Un elemento spesso non tenuto in considerazione nell’uso dei climatizzatori è il tempo. Se è indubbio che troppo spesso il condizionatore resta acceso per ore anche in ambienti non occupati o non utilizzati, lasciarlo spento quando si esce di casa fa molte volte lievitare la temperatura a livelli che poi si traducono in un costoso lavoro al massimo della potenza del compressore alla riaccensione. Ma la soluzione c’è: impostare il timer per attivare la macchina una mezz’ora prima del rientro a casa.
Un’alternativa che produce benefici a costi tutto sommato limitati è poi quella di affidarsi alla funzione di deumidificazione anziché a quella di raffreddamento. Con un minor tasso di umidità relativa, infatti, la temperatura percepita dal nostro corpo si riduce. La funzione, spesso rappresentata graficamente con una goccia, è presente in tutti gli impianti più moderni, che oltretutto, quando in classe A+++, arrivano a consumare fino al 60% in meno, ripagando in pochi anni la spesa per la sostituzione.
I consumi del condizionatore si incrociano infine con una serie di altre condotte. A impianto acceso, per esempio, vanno tenute chiuse le finestre, preferendo le ore mattutine per arieggiare la casa, utilizzando anche schermature che bloccano le radiazioni solari: tende esterne, persiane e tapparelle. E anche forno, lavatrice o lavastoviglie, che disperdono calore nell’ambiente durante il funzionamento, vanno accesi nelle ore meno calde, quando oltretutto le tariffe biorarie sono più basse.
Non aprite quel frigorifero!
Il secondo indiziato sul banco degli accusati per gli sprechi occulti dell’estate è il frigorifero. E non solo perché in estate al congelatore, aperto assai di rado nei mesi più freddi, si ricorre spesso, per esempio per prendere un gelato o dei cubetti di ghiaccio da aggiungere alle bevande. Anche la parte principale viene aperta molte più volte. E così i consumi, già tra il 40% e il 50% superiori all’inverno a causa del clima, possono essere incrementati di un ulteriore 10%-15% per l’entrata di aria calda e umida.

Anche in questi casi è il compressore a lavorare, e consumare, di più. Si possono allora adottare alcuni accorgimenti per contenere gli effetti negativi. In primo luogo, lo sportello va aperto il meno possibile e per non più di 10-15 secondi, raggruppando preventivamente gli alimenti per ottimizzare i tempi. Il termostato interno va quindi regolato e mantenuto a una temperatura tra i 2° e i 5° per il frigo e -18° per il freezer. Si calcola infatti che il consumo aumenta di circa il 5% per ogni grado in meno.
Va quindi evitato l’errore di introdurre cibi molto caldi: prima di riporli in frigo, i piatti vanno fatti cioè raffreddare a temperatura ambiente. Il frigorifero va quindi posizionato lontano da fonti di calore come il forno, ma anche finestre esposte al sole. Infine, bisogna verificare l’integrità delle guarnizioni di gomma degli sportelli. Se queste non aderiscono perfettamente, infatti, si creano delle dispersioni d’aria che costringono il compressore a un maggior lavoro di raffreddamento.
Docce sì, ma con giudizio
Un altro “must” irrinunciabile delle calde estati sono le docce: non solo per rimuovere l’abbondante sudorazione, ma forse ancor prima per il beneficio che ne deriva a livello di temperature corporali. E, anche se la bolletta dell’acqua non raggiunge i livelli di quella dell’elettricità, comunque anche in questo caso c’è un impatto sulla spesa. A causa di docce multiple o prolungate, i classici 5’ medi, in cui si consumano tra 75 e 90 litri d’acqua, possono addirittura arrivare a raddoppiare.
Per ridurre gli sprechi di un bene comunque a rischio per il costante progressivo aumento delle situazioni di siccità, allora, bisogna cercare innanzitutto di ridurre il tempo che trascorriamo sotto il gettito d’acqua, considerando che 3’ sono più che sufficienti, e va chiuso il rubinetto mentre ci si insapona. La temperatura dell’acqua raccomandata dagli esperti è poi quella tiepida, per evitare gli shock termici di quella fredda e i consumi energetici per riscaldare l’acqua a livelli più alti.

L’acqua calda, inoltre, secca la pelle. Ma anche fare troppe docce, dice la scienza, può risultare negativo per la salute, alterando il pH della pelle e danneggiandone le barriere naturali. Ogni docccia provoca inoltre la perdita di circa il 25% dell’idratazione naturale della pelle. E il limite massimo giornaliero consigliato, dunque, dovrebbe fermarsi a 1, massimo 2 docce. O, quantomeno, usare solo una volta al giorno il sapone, rinfrescandoci in caso di bisogno con solo acqua tiepida negli altri casi.
Dalle finestre agli altri piccoli accorgimenti da adottare in casa
Tornando ai consumi, c’è, infine, tutta una serie di comportamenti che possono aiutare a fronteggiare la calda estate contenendone gli sprechi invisibili che gravano sul nostro portafoglio. Per raffreddare la casa senza consumi energetici, ove possibile, si può cercare di creare correnti d’aria soprattutto durante la notte e nelle prime ore del mattino, chiudendo poi tutte le finestre nelle ore centrali (dalle 10 alle 18 circa) per mantenere la temperatura stabile.
Anche le attività di cucina andrebbero concentrate nelle ore più fresche, preferendo inoltre al forno tradizionale il microonde, che produce meno calore. Così come le lampadine a led andrebbero preferite a quelle classiche a incandescenza, in quanto, oltre a consumare meno, emettono una quantità ridotta di calore. Infine, con le piante da interni si può mantenere l’aria più fresca grazie al loro processo di evapo-traspirazione, che contribuisce alla riduzione della temperatura dei locali interni.
Alberto Minazzi



