Assegnato da Legambiente e Touring Club il riconoscimento 2026 anche a 20 località di mare
È una costante da oltre un decennio. Secondo Legambiente e Touring Club Italiano, anche nel 2026 si è confermato quello di Molveno, in Trentino, il miglior lago d’Italia per turismo e gestione sostenibile, mostrando anche la capacità di adattarsi alla crisi climatica in atto e fornire soluzioni e proposte per vacanze più fresche e alla scoperta dei territori.
Il più grande lago naturale italiano sopra gli 800 metri di quota è però in buona compagnia tra le località lacustri che hanno appena ricevuto l’ambito riconoscimento delle “Cinque Vele”.
Quest’anno sono dieci, con il bellunese lago del Mis al secondo posto e l’altoatesino lago di Monticolo terzo.
Venti, invece, le località marine, con la salernitana Pollica in prima posizione.
Il podio dei laghi più belli
Molveno è un lago antichissimo, essendosi formato ai piedi delle Dolomiti di Brenta a causa di una frana circa 4 mila anni fa. Situato a 864 metri sul livello del mare, a circa 40 km da Trento, è caratterizzato, anche per l’assenza di scarichi diretti, da acque verdi-turchesi limpidissime e balneabili, che raggiungono una profondità massima di 124 m, e un’urbanizzazione limitata sulle rive. Ogni 10 anni, il lago viene parzialmente svuotato per la manutenzione delle opere idrauliche.
È invece un bacino artificiale quello del Mis, creato nel 1962 nel cuore del Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi, tra i Monti del Sole e le Vette Feltrine. Tra i principali punti di attrazione si ricordano soprattutto i Cadini del Brenton, cioè 15 pozze d’acqua scavate nella roccia e modellate dall’azione erosiva del torrente, e la sotterranea cascata della Soffia, le cui acque cadono all’interno di una grotta nel paesaggio selvaggio che circonda il lago.

Per quanto riguarda il terzo classificato, è invece più corretto parlare di “laghi” di Monticolo, al plurale.
Situati nel comune di Appiano, sulla Strada del Vino (BZ), sono di origine glaciale, caratterizzati da alta qualità delle acque e il bosco alpino incontaminato che li circonda, i due specchi d’acqua sono infatti il Lago Grande, dall’ottima balneabilità anche per le temperature estive dell’acqua fino a 25°, e il Lago Piccolo, circondato da canneti e con un delicato ecosistema protetto.

Un Nordest da Cinque Vele
Nel contesto italiano, la graduatoria delle Cinque Vele premia soprattutto il Nordest.
La provincia di Bolzano conta anche sul lago di Fiè, situato a 1.036 metri all’interno del Parco naturale Sciliar-Catinaccio. Creato artificialmente come peschiera, nel XVI secolo, dalla famiglia nobile dei Colonna di Fiè, è alimentato da una sorgente chiamata curiosamente “Sangue dello Sciliar”, ricordando anche la tradizione leggendaria che vuole l’area praticata dalle streghe.

Anche il Veneto ha un secondo lago da Cinque Vele: quello di Santa Croce, il secondo più grande della regione.
La sua origine geologica è legata a un’antica frana che ha sbarrato il corso del fiume Piave nella parte orientale della provincia di Belluno. Oltre all’offerta naturalistica dell’oasi di Sbarai, ideale per il birdwatching, è apprezzato soprattutto da coloro che praticano pesca sportiva e sport di vento come kitesurf, windsurf e vela.

Il lago di Garda, invece, è stato premiato solo sulla sponda bresciana, con 2 note località. La prima è Gardone Riviera, la cosiddetta “città giardino” nel cui territorio, caratterizzato da un eccezionale microclima, sorge il Vittoriale degli Italiani, la casa-museo che ospitò Gabriele D’Annunzio. Il secondo comune a Cinque Vele è invece Toscolano Maderno, uno dei centri storici e naturalistici più ricchi del più grande specchio d’acqua italiano.
Gli altri laghi a Cinque Vele
Anche il Piemonte può contare su 2 laghi entrati nella top 10 di Legambiente e Touring Club. Come per Monticolo, anche i laghi di Avigliana, alle porte della Val di Susa, nella città metropolitana di Torino, sono 2, lago Grande e lago Piccolo. Formatisi circa 120 mila anni fa per il ritiro dei ghiacci, i laghi sono inseriti in un suggestivo contesto di colline moreniche e appartengono all’area protetta del parco naturale istituito nel 1980.
Per il lago Maggiore, invece, è stata premiata Cannero Riviera, piccolo comune di 885 abitanti nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Dal punto di vista naturalistico, il clima eccezionalmente mite consente la crescita di una vegetazione mediterranea, agrumeti compresi. Un’altra attrattiva è invece storica: le rovine dei castelli di Cannero, fortificazioni del XV secolo costruite su 2 isolotti rocciosi di fronte alla costa, già rifugio della celebre famiglia di pirati Mazzarditi.
A completare l’elenco dei 10 laghi ce n’è infine anche uno del centro: il lago di Scanno, in Abruzzo, il più grande della regione nella selvaggia e incontaminata valle del Sagittario. Celebre principalmente per la caratteristica forma a cuore, visibile chiaramente anche da punti panoramici come l’altura di Frattura, si formò migliaia di anni fa a causa di un’enorme frana. Nelle sue acque sono ospitate diverse specie di pesci come lucci, tinche, pesce persico, scardola e lavarello.

Dal lago al mare
Insieme alle 10 località lacustri, la guida “Il Mare più bello” riporta anche 20 marine a Cinque Vele. A guidare è la campana Pollica, seguita dalla nuorese Baunei, in risalita dal 4° posto e prima delle 6 località sarde premiate (nella top 10 anche Domus de Maria, San Teodoro, Santa Teresa di Gallura e Cabras). Terza è la leccese Otranto, che nel 2025 era 10^, a conferma del dominio del Sud, con la grossetana Castiglione della Pescaia, 10^, prima del Centro.
La guida segnala poi i “Comuni amici delle tartarughe marine”, che hanno firmato il protocollo d’intesa promosso da Legambiente per la tutela delle “Caretta caretta”: sono saliti da 102 a 124, con la Campania (25 Comuni) prima regione per numero di aderenti. E c’è anche il primo Comune “Custode del fratino”: è la pugliese Barletta, primo ente locale ad aver sottoscritto l’altro protocollo, finanziato dall’Unione Europea, per la tutela dell’uccello “Anarhynchus alexandrinus”.
Alberto Minazzi



