150 luoghi tra isole, fari e casoni raccontano una Venezia “segreta” e inaspettata : la guida di Roiter Rigoni e Gusson
Venezia non si visita. Si esplora. E anche quando si crede di averla vista tutta, non è così.
Perché basta allontanarsi dal centro per accorgersi che la città non finisce: si trasforma.
Diventa silenzio, canneti, isole dimenticate, fari solitari, casoni che resistono al tempo e resti che riaffiorano dall’acqua come ricordi improvvisi.
Ha una sua geografia segreta, fatta di luoghi che, come pezzi di un puzzle, ricostruiscono una storia mai davvero scomparsa.
E qualcuno, quel puzzle, ha provato davvero a metterlo insieme.
Immagini e parole: ecco la Laguna insolita e segreta
Lo hanno fatto Riccardo Roiter Rigoni e Debora Gusson che, mettendo insieme i loro talenti, hanno provato a ricomporla come un mosaico di immagini e parole: da un lato lo sguardo fotografico, che cattura e scompone, dall’altro la scrittura, che li ricuce e li restituisce a una narrazione viva, piena di significato.

Un lavoro che non è rimasto sulla carta, ma che è passato attraverso l’esperienza diretta: i due autori hanno infatti vissuto tutti i luoghi che raccontano, li hanno attraversati, osservati da vicino, raggiunti in barca, camminati e ascoltati, entrando in contatto con chi li custodisce o li abita ancora oggi. La loro guida, “Laguna di Venezia Insolita e Segreta”, è nata così.
Non come un semplice catalogo di luoghi, ma come un organismo vivo che si lascia scoprire solo a chi è disposto a entrarci davvero dentro.
Uno scrigno di tesori preziosi
Basta prendere una barca, partire all’avventura e Venezia si apre ai nostri occhi incantando con le sue meraviglie.
I resti del campanile di San Marco crollato nel 1902 che emergono sull’arenile di una spiaggia.
Il parco di Sacca Sessola, tornato a nuova vita dopo decenni di abbandono. I Casoni della Fogolana, Patrimonio dell’Umanità Unesco. E, ancora, le isole di San Clemente e Mazzorbo, con la sua trecentesca campana, l’idrovora di Lova, il faro dell’isola di Spignon. E solo per citarne alcune.
Luoghi sospesi tra cielo e acqua, ricchi di fascino, che, al di fuori dei confini urbani del centro storico, offrono l’occasione per scoprire, a seconda delle zone, la particolarità della natura, oppure tradizioni legate al passato della Serenissima, ma anche opere d’arte curiose e singolari.
Un viaggio a 360 gradi per esplorare la Laguna
Il volume raccoglie ben 150 siti di interesse naturalistico e storico, mappando un territorio molto vasto che attraversa 9 comuni: Venezia, Cavallino-Treporti, Jesolo, Musile di Piave, San Donà di Piave, Quarto d’Altino, Campagna Lupia, Codevigo e Chioggia.
Attraverso le immagini del fotografo veneziano Riccardo Roiter Rigoni e i testi della ricercatrice, laureata in Conservazione dei Beni Culturali, Debora Gusson, “Laguna di Venezia Insolita e Segreta” invita alla scoperta di opere e luoghi curiosi e particolari.

La Laguna in 5 percorsi
In tal senso, il territorio lagunare sul quale sono distribuite queste mete è stato suddiviso in 5 parti.
La prima va da Cavallino all’isola di Campalto, percorrendo tutto il perimetro settentrionale della Laguna passando per Caposile, Altino, Tessera e Forte Marghera, mentre la seconda riguarda le isole della Laguna Nord, con curiosità su Burano, Sant’Erasmo, le Vignole, San Michele in Isola e La Certosa.
La terza sezione è dedicata al Lido di Venezia dove, tra le altre curiosità, si scopre la presenza del secondo più grande museo al mondo dedicato al maiale; la quarta approfondisce la Laguna Centrale, con la suggestiva “Croce Velo” in località Giare di Mira o la spettacolare “Heritage Tower” di Marghera, l’unica torre di raffreddamento in Europa divenuta un polo culturale ed espositivo. Con la quinta parte si arriva alla Laguna Meridionale, con Chioggia e Pellestrina.
Il viaggio che sorprende anche i veneziani
“Questo impegnativo lavoro di ricerca e raccolta del materiale, avvenuto in circa 2 anni – spiegano Riccardo Roiter Rigoni e Debora Gusson – ci ha portato ad approfondire numerose realtà che pur essendo noi veneziani, conoscevamo appena, come l’isola di San Giovanni Evangelista a Torcello, o di cui addirittura non avevamo notizia, come il laboratorio di documentazione storica Giancarlo Ferracina a Campalto.
Siamo convinti che anche le persone locali rimarranno stupite davanti a certi luoghi appartenenti alla realtà lagunare.
Quella di Venezia è la più grande Laguna del Mediterraneo e vi abbiamo scoperto un ambiente vivo, sempre in movimento, in grado di offrite un’infinità di tematiche e di essere fonte di interesse per persone di qualsiasi età. Tra i luoghi più segreti e affascinanti ne citiamo un paio per ciascuna area e lasciamo poi che si parta all’avventura”.
Così, proseguono gli autori del volume, nella Laguna Settentrionale troviamo la Batteria Amalfi a Ca’ Savio e la vicenda legata al Cristo dei Salsi a Jesolo: un crocefisso che ogni primo maggio viene portato in processione per un tragitto di pochi metri.
Nella Laguna Centro Settentrionale, a Mazzorbo, nella chiesa di Santa Caterina, una delle più antiche in Europa, è conservata la campana trecentesca, mentre nell’isola di San Francesco del Deserto si trova il volto raffigurato sulla lastra tombale di Frangola Giustinian, usato come davanzale e visibile solo grazie a uno specchio.

Al Lido di Venezia, all’hotel Excelsior sono visibili i fori delle macchine da presa da cui sono stati proiettati i film della Prima Mostra del Cinema. E ancora, nella Laguna Centrale, vi è la Casa di Loreto all’interno della chiesa dell’isola di San Clemente e il faro dell’isola di Spignon, che sembra appena uscita dalla matita di Hugo Pratt.
Nella Laguna Meridionale, si scoprono l’idrovora di Lova e il “monumento all’onda del 1966” sull’isola di Pellestrina.

Dentro la Laguna: foto sull’acqua e storie vissute sul campo
“Di scatti emozionanti ce ne sono stati molti, ma probabilmente i più sentiti sono stati quelli realizzati dalle barche stando a pochi centimetri dall’acqua, tra il movimento delle onde e la salinità percependo l’essenza di questa realtà che emerge, si specchia e in fondo mai è ferma, per questo sempre un po’ inafferrabile – racconta Riccardo Roiter Rigoni – Ho scattato migliaia di fotografie per questa guida edita da Jonglez e pubblicata in italiano, inglese, francese e tedesco -. Questo volume è stato vissuto dalla prima all’ultima pagina: siamo stati nei luoghi che abbiamo narrato, abbiamo incontrato persone che li custodiscono o chi li vive ogni giorno per farne cogliere l’autenticità”.
Anche i testi che accompagnano gli scatti non vogliono solo fornire nozioni bensì trasmettere sensazioni che riguardano una bellezza talvolta nascosta ma tutta da scoprire.
“L’attenzione posta sia sulle fonti scritte, sia sui racconti dei residenti – precisa Debora Gusson – ha permesso di ricostruire testi che, oltre a informare, restituiscono il senso autentico e la memoria viva dei luoghi di cui si parla.

Per San Clemente, il lavoro è stato particolarmente complesso e si è trasformato in una sorta di “caccia al tesoro” per la ricerca del materiale in quanto molte opere d’arte originarie sono state disperse nel tempo, altre ritrovate, altre hanno cambiato collocazione e ciò ha reso complicata la ricostruzione storica”.
Silvia Bolognini














complimenti! si puo’ sapere se sarà pubblicato e quando?
Vi ringrazio di questo ampio ed interessante resoconto, che ci permette di conoscere più a fondo il nostro territorio.