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Il Nobel Wieman arriva a Venezia e rivoluziona il modo di studiare fisica

Il Nobel Wieman arriva a Venezia e rivoluziona il modo di studiare fisica

A Ca’ Foscari prende forma una svolta radicale. Con il metodo del Premio Nobel Carl Wieman, la facoltà di fisica si prepara a cambiare tutto. E potrebbe essere la prima al mondo

“La scienza è fondamentalmente un modo di pensare”.
Carl Wieman parte da qui.
Non parla di formule, non cerca di spiegare con concetti astratti.
Perché, e lo scandisce in modo chiaro, capire come funziona davvero il mondo significa prima di tutto imparare a ragionare.
È con questa visione che il Premio Nobel per la Fisica 2001 è arrivato all’Università Ca’ Foscari di Venezia, trasformando la sua lectio magistralis in una presa di posizione su come dovrebbe evolvere e funzionare l’università oggi.

Dal Nobel agli studenti: la nuova missione

Per anni Wieman ha lavorato su atomi e temperature vicine allo zero assoluto.
Poi ha cambiato direzione, decidendo di applicare il metodo scientifico non più alla materia, ma all’apprendimento.
La domanda è diretta: come si impara davvero?
La risposta, ancora più radicale: non ascoltando passivamente una lezione.
Secondo Wieman, il modello tradizionale — quello in cui il professore parla e gli studenti prendono appunti — è semplicemente inefficace. I dati lo dimostrano: si può fare molto meglio.

Wieman
Venezia, 17 aprile 2026 – Carl Wieman – Aula Mainardi polo scientifico Via Torino – Ca’ Foscari
©Marco Sabadin/Vision

Il metodo che ribalta l’aula

Il cosiddetto “metodo Wieman” cambia completamente le regole del gioco trasformando gli studenti da spettatori a protagonisti.
In aula si discute, si lavora in gruppo, si sperimenta.
Si sbaglia, si corregge, si riprova. Proprio come in un laboratorio.
E i risultati, spiega lo scienziato, sono concreti: apprendimento più efficace, maggiore coinvolgimento e meno abbandoni.
Anche se non tutto è risolto.
Wieman lo ammette senza giri di parole: il lavoro di gruppo resta uno dei nodi più complessi.
A volte funziona, altre no. E quando non funziona, l’apprendimento si blocca.
Capire come rendere questi processi efficaci per tutti è una delle prossime frontiere.

Riprogettare l’insegnamento

Ed è qui che Venezia entra in gioco.
Perché a Ca’ Foscari non si parla solo di sperimentare: si punta a fare un salto in avanti.
L’idea è ambiziosa: ripensare un intero corso di laurea — la magistrale in Ingegneria Fisica — secondo il metodo Wieman. Non singole lezioni, ma tutto il percorso.
“Ospitare Carl Wieman è un onore che va oltre il prestigio accademico – sottolinea Stefano Bonetti, professore di Fisica della Materia presso l’Università Ca’ Foscari -. Abbiamo già iniziato ad applicare i suoi metodi in singoli insegnamenti, con risultati concreti. Ora vogliamo fare il passo successivo: riprogettare l’intera Laurea Magistrale in Ingegneria Fisica. Per quanto ne sappiamo, nessuno al mondo lo ha ancora fatto su scala di un intero corso di laurea. Carl Wieman ci darà il suo supporto in questa sfida”.

Wieman

Venezia laboratorio globale

Venezia potrebbe quindi diventare il primo vero laboratorio globale di una nuova università.
Dietro tutto questo c’è una convinzione: imparare scienza non serve solo a diventare scienziati.
Serve a prendere decisioni migliori.
Gli esseri umani decidono in molti modi se ciò in cui credono è vero, ma la storia ha dimostrato che la scienza è di gran lunga più utile degli altri -spiega Carl Wieman -. Io spero di trasmettere ai miei studenti l’importanza e il valore di questo “pensiero scientifico” nelle decisioni che dovranno affrontare nella vita”. E di fornire così un’ottima bussola.

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