Ambiente +

Tempesta geomagnetica: ritorna l'aurora boreale?

Tempesta geomagnetica: ritorna l'aurora boreale?

Lanciata l’allerta dall’agenzia statunitense Noaa: possibili lievi disagi per comunicazioni radio, satelliti e reti elettriche

Sono passati appena 2 mesi da quando i cieli di molte località italiane del Nord-Est hanno assunto una colorazione spettacolare, con una vasta gamma di tinte dal viola al verde immortalate negli scatti di parecchi appassionati, in seguito a una aurora boreale particolarmente rara per il nostro Paese. Il 20 gennaio di quest’anno, a produrre il fenomeno, naturale ma insolito a basse latitudini, fu una forte tempesta geomagnetica: una condizione che si sta ripetendo in queste ore, come ha rivelato lo Space Weather Prediction Center della statunitense National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa).

aurora

Dal 19 al 21 arriva la tempesta geomagnetica

Il sito della Noaa ha annunciato sul proprio sito ufficiale che il fenomeno, in grado di colpire la terra e disturbare il campo magnetico terrestre, è atteso in particolare nel periodo tra il 19 e il 21 marzo.
A causare la tempesta geomagnetica è la combinazione di 2 attività che sono state registrate nel Sole, testimoniate anche attraverso fotografie delle eruzioni pubblicate online dal Centro. La principale è un’espulsione di massa coronale, avvenuta il 16 marzo, che si unisce in questo caso a un vento solare che viaggia più veloce del normale. Gli scienziati statunitensi ammettono che è elevato il livello di imprevedibilità riguardo l’arrivo sul nostro pianeta della materia e dell’energia proveniente dalla stella del nostro sistema solare, mentre è maggiore la certezza relativamente ai probabili effetti prodotti dal vento solare, il cui inizio è previsto entro il 21 marzo.

aurora

Una tempesta “G2”

Secondo i calcoli, il livello raggiunto dalla tempesta geomagnetica sarà “G2”, ovvero “moderato”, con qualche piccola possibilità che si raggiunga “G3” (“forte”).
In entrambi i casi, comunque, non si tratta di eventi né rari, né pericolosi.
Gli effetti di queste tempeste sono minori e gestibili e si traducono in particolare in piccoli disturbi a satelliti e dispositivi gps, in possibili variazioni nelle comunicazioni radio e, raramente e in modo ancor più lieve, in interferenze nelle reti elettriche.
Quanto alle aurore boreali, c’è la possibilità che siano visibili più a sud del normale, per esempio in stati Usa come New York e Idaho. In Italia la possibilità c’è, ma la probabilità è abbastanza remota. La tempesta di gennaio, infatti, raggiunse il livello “G4” (“molto forte”) e, dicono gli esperti, è necessario almeno un livello “G3” per rendere il fenomeno percepibile, almeno nelle nostre regioni settentrionali.

Alberto Minazzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il campo nome è richiesto.
Il campo email è richiesto o non è corretto.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Tag:  spazio