La nuova tassa da tre euro scatterà dal 1 luglio, mentre una tassa di gestione amministrativa pari a 2 euro per spedizioni del valore inferiore a 150 dovrebbe essere introdotta da novembre
Slitta l’applicazione della tassa sui piccoli pacchi che provengono da fuori Unione Europea.
Era stata introdotta con la Legge di Bilancio 2026 e prevede un contributo di 3 euro per tutte le spedizioni di valore inferiore a 150 euro che arrivano da paesi extra UE.
Il Ministro dell’Economia ha infatti annunciato il rinvio dell’applicazione al 1 luglio per consentire l’adeguamento dei sistemi informatici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che hanno il compito di riscossione del contributo.
Cosa cambia dal 1 luglio 2026
L’obiettivo del provvedimento è da un lato quello di coprire i costi amministrativi delle operazioni doganali, dall’altro di cercare di ridurre la competitività delle piattaforme di E-commerce low cost, spesso provenienti dalla Cina come Temu, Shein e AliExpress. Basti pensare che ogni giorno sono circa 12 milioni i pacchi di valore inferiore a 150 euro che entrano nell’Unione Europea per un totale di 4,6 miliardi di pacchi all’anno.
Una crescita significativa dell’E-commerce che ha reso necessaria una revisione normativa per aumentare l’equità fiscale, ridurre le frodi e limitare gli incentivi alle spedizioni frammentate. Così dal 1 luglio scatterà un dazio doganale standard di 3 euro su tutte le importazioni a basso valore, vale a dire inferiori a 150 euro, di provenienza extra UE, inviate direttamente ai consumatori. Ci sarà poi una tassa di gestione amministrativa pari a 2 euro che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo novembre.
La doppia tassazione
Di fatto tra la tassazione al via in luglio e quella italiana di novembre, se non dovesse essere modificata, si arriverebbe a 5 euro per pacco, cifra che ha già messo in allarme il Codacons.
Secondo l’Associazione per i diritti dei consumatori, il rischio è di una nuova stangata che colpirebbe gli acquirenti online che comprano prodotti a basso costo su piattaforme internazionali.
Per contro, per molti rivenditori, soprattutto quelli che lavorano su modelli ad alto volume e basso margine, queste novità rappresentano una sfida significativa per mantenere competitività. In diversi Paesi come Francia e Romania, sono già state introdotte tasse amministrative a livello nazionale che continuano a rappresentare una delle principali inefficienze operative nel commercio internazionale europeo.



