Tutte le novità della terza versione della misura per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili
Nel panorama dei bonus per rendere sempre più “green” le nostre case e gli altri immobili, ce n’è uno in vigore dal giorno di Natale 2025 ma ancora poco conosciuto.
E’ il cosiddetto “conto termico”, arrivato alla versione 3.0 con il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica del 7 agosto 2025 e che introduce alcune significative novità all’interno delle regole applicative approvate lo scorso 19 dicembre.
La misura conta su una dotazione finanziaria di 900 milioni di euro, con la conseguenza che le richieste possono essere accolte solo fino a esaurimento delle risorse disponibili. Ma ha anche un vantaggio: diversamente dalla gran parte degli altri bonus, che prevedono l’agevolazione sotto forma di detrazione fiscale, ma anche dello stesso vecchio Superbonus 110 (che si traduceva in un vantaggio diretto per il beneficiario grazie alla formula dello sconto in fattura, attraverso il quale il fornitore anticipava di fatto la spesa, acquisendo il credito con il Fisco), il contributo viene qui direttamente versato con un bonifico sul conto corrente.
Cos’è e come funziona il nuovo conto termico
Il bonus consiste nell’incentivo per interventi di piccole dimensioni che consentano di incrementare l’efficienza energetica degli immobili e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Il sostegno in conto capitale può arrivare fino al 65% delle spese ammissibili, sempre che non sia stata esaurita la dotazione di 500 milioni di euro riservati ai privati (di cui 150 destinati alle imprese) o, per quanto riguarda le Pubbliche Amministrazioni, dei 400 milioni dedicati (di cui 20 milioni per le Diagnosi energetiche). I soggetti ammessi agli incentivi, specifica il Gestore dei Servizi Energetici (Gse), che eroga la misura, sono soggetti privati, Pubbliche Amministrazioni ed enti del Terzo settore (Ets) iscritti allo specifico registro unico nazionale.
Sono previste 2 modalità principali di accesso al bonus, anche se quello su prenotazione per lavori ancora da avviare o in corso di realizzazione è riservato esclusivamente alle Pubbliche Amministrazioni e gli Ets. Tutti i potenziali beneficiari, compresi i privati (anche se dopo una valutazione preliminare) possono accedervi direttamente alla conclusione dei lavori. La modalità di richiesta, da inoltrare entro 90 giorni dalla conclusione dell’intervento prevede l’iscrizione all’Area clienti del Gse.
Le tipologie di intervento ammesse
Tutti gli interventi devono essere realizzati su edifici esistenti, su parti di essi o su specifiche unità immobiliari, che siano dotate di impianto di climatizzazione. L’elenco delle tipologie di interventi per l’incremento dell’efficienza energetica comprendono “l’isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato”, la “sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato”, l”‘installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento e/o sistemi di filtrazione solari esterni di chiusure trasparenti con esposizione da Est-Sud-Est a Ovest, fissi o mobili, non trasportabili”, la “trasformazione degli edifici esistenti in “edifici a energia quasi zero””.

Ancora, la “sostituzione di sistemi per l’illuminazione di interni e delle pertinenze esterne esistenti con sistemi di illuminazione efficienti”, “l’installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico degli impianti termici ed elettrici”, “l’installazione di elementi infrastrutturali per la ricarica privata di veicoli elettrici presso l’edificio e le relative pertinenze” e “l’installazione di impianti solari fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo presso l’edificio o nelle relative pertinenze”. Questi ultimi 2 casi rientrano tra gli interventi previsti dalla misura solo quando “realizzati congiuntamente alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di pompe elettriche di calore”. Ci sono poi gli interventi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza, che ricomprendono la sostituzione di impianti di climatizzazione invernali con altri dotati di vari tipi di pompe di calore e di quelli utilizzati in serre e fabbricati rurali che sfruttano generatori di calore alimentati a biomassa, ma anche l’installazione di impianti solari termici, la sostituzione degli scaldacqua elettrici e a gas con altri a pompa di calore e la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con l’allaccio a sistemi di teleriscaldamenti oppure quella, totale o parziale, con il ricorso a unità di microcogenerazione alimentate da fonti rinnovabili.
Gli incentivi: percentuali e importi massimi
Gli incentivi, spiega ancora Gse, “sono determinati in funzione delle spese ammissibili previste per la realizzazione dell’intervento, nel rispetto dei massimali specifici per unità di superficie, unità di potenza e producibilità degli impianti”. Al riguardo, vi sono alcune tipologie di intervento che possono superare il limite massimo del 65% (con la possibilità comunque di aumentarlo del 10% quando vengono utilizzati componenti prodotti esclusivamente nell’Unione Europea) della spesa, raggiungendo la sua totalità.

Si tratta degli interventi realizzati su edifici di proprietà di Comuni fino a 15 abitanti, utilizzati dagli stessi Comuni o da terzi non imprese “per lo svolgimento di attività di carattere pubblico-sociale e servizi di interesse collettivo, e di quelli riguardanti scuole e strutture ospedaliere e sanitarie pubbliche. Nel dettaglio, gli incentivi per i privati, ammissibili solo su edifici catastali dell’ambito terziario, vanno dal 40% massimo per l’isolamento termico di strutture opache (per un importo che non superi il milione di euro), per la sostituzione di chiusure trasparenti (incentivo massimo di 500 mila euro), per l’installazione di sistemi di schermatura o ombreggiamento (fino a 10 mila euro se il sistema è automatico, 90 mila se è fisso), per la sostituzione di sistemi di illuminazione (incentivo massimo tra 50 mila e 140 mila euro) e per l’installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico (massimo di 100 mila euro). Si sale invece al 65% (fino a un tetto di 2,5 o 3 milioni di euro) quando gli edifici vengono trasformati “a energia quasi zero” e si scende rispettivamente al 30% e al 20% per le colonnine di ricarica e gli impianti solari fotovoltaici con relativi sistemi di accumulo.

Per la serie di interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, così come per l’installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda e/o l’integrazione dell’impianto di climatizzazione invernale la percentuale generale è del 65%, mentre si scende al 40% per la sostituzione degli scaldacqua. L’erogazione concreta del contributo avviene entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della fine del bimestre in cui ricade il perfezionamento della scheda-contratto ed è corrisposta in un‘unica rata per somme fino a 15 mila euro, con una rateizzazione da 2 a 5 anni quando si sfora questo importo.
Le principali novità del conto termico 3.0
Come accennato, rispetto alla versione 2.0 il nuovo conto termico introduce una serie di novità. Tra queste, l’estensione del perimetro alle Pubbliche Amministrazioni, l’ampliamento delle tecnologie incentivabili e la possibilità di accedere attraverso le Comunità energetiche rinnovabili, i Gruppi di autoconsumatori o nell’ambito di un partenariato pubblico-privato.
Alberto Minazzi



