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Verso l’ora legale permanente

Verso l’ora legale permanente

Entro il 30 giugno gli esiti dell’indagine conoscitiva in corso dovrebbe portare all’abolizione del cambio dell’ora.  Quest’anno le lancette si spostano 1 ora in avanti tra il 28 e 29 marzo

Il dibattito è aperto da diversi anni, ma questa volta potrebbe veramente arrivare la decisione.
Entro il 30 giugno infatti è atteso l’esito dell’indagine conoscitiva promossa dalla Società Italiana di Medicina Ambientale Sima, Consumerismo No Profit e il deputato Andrea Barabotti presentata alla Commissione Attività Produttiva “sull’impatto dell’ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori”. La richiesta di valutazione era stata presentata lo scorso novembre assieme a 352 mila firme di cittadini che, attraverso la petizione online lanciata dalle due organizzazioni, chiedono di adottare l’ora legale tutto l’anno. Come precisa Consumerismo.it la richiesta, sulla quale si discute dal 2018, quando alla consultazione pubblica lanciata dalla Commissione Europea alla quale parteciparono 4,6 milioni di cittadini, l’84% dei partecipanti espresse parere favorevole all’abolizione del cambio dell’ora, è supportata da dati economici e sanitari concreti che il cambio semestrale compromette.

Dai risultati dell’indagine alla proposta normativa

L’indagine conoscitiva in corso mira a un’analisi dei benefici dell’ora legale dal punto di vista economico, ambientale, sanitario e sociale attraverso un approfondimento di studi scientifici sul tema e sentendo il parere di istituzioni, associazioni di categoria, accademici ed esperti del settore, autorità indipendenti, Commissione europea e Parlamento UE.
Nel 2019 il Parlamento Europeo approvò una proposta di direttiva per lasciare ai singoli Stati la libertà di scegliere tra ora legale o solare permanente, tuttavia la questione è rimasta in sospeso per la pandemia e le divergenze tra i vari Paesi membri. Ora, entro la fine di giugno dovrebbe essere definita la proposta normativa sull’ora legale permanente.

Quest’anno l’ora legale arriva tra il 28 e 29 marzo

Intanto quest’anno prepariamoci a spostare le lancette dell’orologio 1 ora in avanti con un giorno di anticipo rispetto al 2025. Il passaggio dall’ora solare a quella legale sarà nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo.
L’anticipo proseguirà fino al 25 marzo del 2029; dal 2030, se la proposta di istituire l’ora legale permanente non andrà a buon fine, si ritornerà ad effettuare l’operazione il 31 di marzo.
L’ora legale rimarrà in vigore fino a domenica 25 ottobre 2026, quando le lancette degli orologi dovranno essere nuovamente spostate un’ora indietro ritornando all’ora solare.

Introdotta per la prima volta nel 1916 in Germania, sospesa poco dopo la fine della Prima Guerra Mondiale nel 1920 e ripresa durante la Seconda, l’ora legale in Italia arrivò nel 1966.
Ma tre ricerche presentate in sede europea, le stesse che hanno dato il via all’indagine in corso, concordano sul fatto che l’abolizione del cambio di orario comporterebbe un documentato risparmio energetico, e vantaggi per il mercato interno europeo, per il trasporto e per l’ambiente. Il prossimo passaggio in Commissione dell’iter verso l’ora legale permanente saranno le audizioni dei soggetti chiamati a presentare i dati sugli effetti dell’ora legale permanente.

Perché sì all’abolizione dell’ora solare

Le stime di Terna evidenziano che solo nel 2025 il risparmio si aggira intorno ai 330 milioni di kWh, pari a circa 100 milioni di euro e a una riduzione di 160 – 200 mila tonnellate di CO2.
Dal 2004 al 2024, i sette mesi di ora legale hanno fatto risparmiare complessivamente 11,7 miliardi di kWh e oltre 2,2 miliardi di euro in bollette. Un aspetto importante da considerare è anche quello della salute. Da parte sua, la Società Italiana di medicina Ambientale evidenzia che la maggior esposizione alla luce solare favorisce la produzione di serotonina, migliora l’umore e contribuisce al benessere psicofisico generale.
Al contrario, il ritorno all’ora solare può alterare il ritmo circadiano, il nostro orologio biologico, causando disturbi quali stanchezza, irritabilità, concentrazione e in alcuni casi un leggero aumento dello stress cardiovascolare e pressione arteriosa nei giorni successivi allo spostamento delle lancette.

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