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Venezia: un bastione storico diventa laboratorio di arte e natura

Venezia: un bastione storico diventa laboratorio di arte e natura

Un’isola storica di Venezia si trasforma in hub culturale e verde pubblico. Il Forte di Sant’Andrea rinasce e si apre alla città

C’è un’isola, a Venezia, custodita da mura militari e silenzi d’acqua.
Per secoli è stata un avamposto nella laguna, con il suo Forte rinascimentale progettato nel XVI sec. per difendere la città dagli attacchi provenienti dal mare, con le sue battaglie e le sue storie dimenticate.
Questo bastione storico immerso nel verde di proprietà del Demanio, sta cambiando volto e destinazione ed è pronto a trasformarsi in un laboratorio del futuro dove immaginare nuovi modi di abitare, produrre cultura e respirare Venezia fuori dalle sue rotte più affollate.
A renderlo uno spazio aperto alla comunità sarà l’associazione culturale che si è aggiudicata la gestione dell’isola per il prossimo trentennio partecipando al concorso internazionale “Reinventing Cities”, organizzato con la rete di città C40, per il recupero etico, sostenibile e ambientalista degli spazi in abbandono.
Microclima, che già gestisce La Serra dei Giardini a Castello e ha ideato nell’estate del lockdown, Barch-In, il Cinema Galleggiante all’Arsenale, tutt’ora una delle iniziative più attese e partecipate dell’estate veneziana, è pronta a partire.

L’isola che sarà

Il progetto “deboleForte presentato dall’associazione presieduta da presieduta da Paolo Rosso, ha convinto la commissione giudicatrice (Valeria Tatano e Giovanni Tedesco per la rete città C40, Dennis Wellington per il Comune di Venezia, Pietro Nicosi per il Demanio e Silvia Degan per la Soprintendenza) superando, con i suoi 91 punti, altre due proposte (“Campo Sant’Andrea” dell’emiliano Officine Romane e “Gaggiandre” del gruppo Aepe-Associazione Esercenti Pubblici Esercizi) proponendo una visione in cui arte, ricerca e sostenibilità ambientale si intreccino ogni giorno rendendo accessibile questo luogo strategico della laguna ai veneziani e ai visitatori.

Laboratori, progetti artistici e di ricerca dedicati soprattutto al tema della sostenibilità ambientale, residenze d’artista e per ricercatori, workshop gratuiti, conferenze, concerti e attività conviviali alla ricerca delle relazioni tra cibo e sostenibilità trasformeranno l’isola in un luogo vivo in cui godere anche del verde del grande parco con camminamenti la cui realizzazione sarà affidata ai paesaggisti specializzati in aree verdi che rispettano l’ambiente e l’aspetto originario “selvatico” dei luoghi  del gruppo francese Coloco.

Forte Sant'Andrea
Forte Sant’Andrea. I camminamenti recuperati

Accessibile, sostenibile, vivo

“Vogliamo che Forte Sant’Andrea, che rientra tra le riqualificazione dei beni di proprietà del Demanio, sia raggiungibile comodamente da residenti e non. Ci stiamo quindi già muovendo per far sì che sia resa esecutiva una fermata del vaporetto Actv in isola, nello specifico la linea n.7 che collega San Zaccaria con l’isola di Murano”, spiega il project manager Mauro Baronchelli, già direttore operativo di Palazzo Grassi, che si sofferma nel raccontare anche come verranno reperiti gli 8 milioni di euro necessari a concretizzare, entro tre anni, il progetto che vede coinvolti diversi soggetti tra i quali Alexander Furunes Eriksson, già menzione speciale nel 2021 alla Biennale di Venezia e poi la Norwegian University of Science and Technology, il Dipartimento di studi cinematografici dell’Università di Zurigo, Niche di Ca’ Foscari e l’Università della Pennsylvania, quest’ultima impegnata nella creazione di un pozzo in loco per il fabbisogno idrico dell’isola di Sant’Andrea.

“Per la realizzazione del progetto, circa la metà dei fondi previsti saranno stanziati da Fondazioni artistico-culturali, come la Fondazione In Between Art Film (Beatrice Bulgari), la Foudaciòon TBA21, sponsor anche di Ocean Space, a Castello e la Nicoletta Fiorucci Foundation che già hanno finanziato il lavoro fatto per la partecipazione al bando. Il resto arriverà attraverso contributi pubblici, bandi europei e tramite la raccolta diffusa, ovvero il crowdfunding. Non sono previsti fondi PNRR, in quanto il programma dell’Unione europea, noto come Fondo europeo per la ripresa, non prevede finanziamenti a ulteriori progetti”.

Dalla chiesetta al cuore del Forte

Già quattro anni fa l’associazione aveva partecipato e vinto un primo bando del Demanio che riguardava l’assegnazione di un piccolo spazio sull’isola, nello specifico l’ex chiesetta militare, in breve messa in sicurezza e già da tempo in uso per incontri, concerti e performance. Ed proprio nell’area adiacente alla chiesetta che Microclima prevede l’installazione del pontile per la linea Actv e le barche private: “Oggi la sfida è molto più importante e impegnativa rispetto al bando vinto per l’assegnazione dell’ex chiesetta. Gli spazi da recuperare si estendono infatti per circa 25.000 metri quadri – spiega Mauro Baronchelli – L’ex Casa degli ufficiali che ospiterà lo spazio eventi oltre alla foresteria per gli artisti residenti e agli uffici per gli addetti al progetto, è l’area che necessita di una ristrutturazione più profonda e sarà quindi oggetto di un restauro radicale. I Baraccamenti, una struttura lunga 200 metri che attualmente versa in condizioni abbastanza precarie, saranno invece restaurati per lo più con materiali di recupero e, considerando che “deboleForte” punta a mantenere la storicità degli spazi  pre-esistenti, si provvederà a puntellare l’edificio con semplici strutture esterne in legno. A realizzarle saranno proprio i partecipanti ai worskshop di falegnameria che saranno organizzati non appena Forte Sant’Andrea sarà messo in sicurezza”.

Il baluardo rinascimentale della laguna

L’accesso a Forte Sant’Andrea avrà un prezzo simbolico ancora da quantificare per i non residenti.
I veneziani vi entreranno invece gratuitamente.
Costruito nel XVI secolo, Forte Sant’Andrea sorge sull’omonima isola che si trova all’estremità dell’isola delle Vignole. A progettare questa fortezza rinascimentale fu l’architetto veronese Michele Sanmicheli su incarico del governo veneziano con l’obiettivo di salvaguardare l’accesso dal mare ritenuto più pericoloso, sbarrando il passo, con le artiglierie, a un eventuale flotta nemica.

Forte Sant'Andrea
Forte Sant’Andrea

I disegni del 1526, conservati in Archivio di Stato, mostrano con meticolosa esattezza il Castel Novo (Castel Vecio era quello di San Nicolò del Lido), composto da due torri laterali con merlatura ghibellina, la muraglia/cortina intermedia con merlatura, una terza centrale, il mastio.
Nel periodo della Repubblica di Venezia Forte Sant’Andrea in realtà costituì più che un’opera difensiva vera e propria, una forma di dissuasione da mostrare a visitatori e ambasciatori, soprattutto ottomani, ospitando al suo interno guarnigioni del tutto rappresentative.

Casanova e l’unico sparo del Forte

Per un certo periodo, pur non avendo mai avuto specifica funzione di carcere, si rivelò un’utile destinazione per personaggi scomodi da sottoporre a misure di sicurezza più che a pene detentive vere e proprie.
Il detenuto più noto è sicuramente Giacomo Casanova, l’avventuriero e scrittore veneziano che vi fu rinchiuso dal marzo al luglio 1743. Ed è proprio grazie a lui che abbiamo una descrizione del complesso e della vita che vi si svolgeva. Un affascinante resoconto lasciato da Casanova tra le pagine delle sue memorie, “Storia della mia vita”.
Una curiosità: Forte Sant’Andrea aprì il fuoco una sola volta contro una nave nemica, il 20 aprile 1797, alla vigilia della caduta della Repubblica, quando una potente salva falciò il bastimento francese che tentava di forzare il porto del Lido, provocando la morte del comandante e la resa della nave.
Tutt’oggi la parte architettonica più interessante è sicuramente il frontale: la parte anteriore del torrione è difatti caratterizzata da una lapide commemorativa della battaglia di Lepanto sormontata da un rilievo del Leone di San Marco, simbolo di Venezia e della sua storia millenaria.

Claudia Meschini

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