Venezia e le Dolomiti: uno skyline da perdere il fiato

Maurizio Eltri copertina

Vere o false? Le sorprendenti foto paesaggistiche che tengono banco sui social

Per diversi giorni sono state le vere proprie protagoniste dei social, incantando e facendo discutere, suggestionando e sollevando dibattiti.
Sono le fotografie che ritraggono Venezia sullo sfondo brillante delle imperiose montagne venete.
In alcune, Dolomiti e Prealpi sembrano ergersi a pochi chilometri dalla laguna, tanto risultano nitide e dettagliate.
Talvolta è addirittura possibile riconoscere i monti uno a uno grazie ai profili che la luce del sole scolpisce all’orizzonte.
Queste immagini hanno sicuramente scaldato i cuori di molti, ma anche gli animi di alcune persone i cui occhi vi si sono imbattuti. Perché la domanda rimane sempre, inesorabilmente, la stessa: quelle immagini sono vere o false? Realtà o “Photoshop”?

I segreti della fotografia Paesaggistica

Quando  in uno scatto si esprime il rapporto emozionale tra l’autore e il suo soggetto, una semplice foto diventa “opera fotografica”. Non ritrae semplicemente la realtà, ne dà un’interpretazione.

Uno scatto può risultare artistico anche quando il paesaggio comprende un’opera artificiale, ma solo sequest’ultima si inserisce naturalmente e armoniosamente nel proprio contesto naturale. Rientra in questa categoria di soggetti l’isola di Venezia che, come nell’istante catturato da Claudio Vianello, sembra sospesa sulle acque della sua laguna, sposando completamente l’ambiente naturale che la circonda.

Venezia e Dolomiti
La suggestione del lungo profilo del panorama montano dalla laguna: impossibile non fotografare @Claudio Vianello

Tra le foto più suggestive che immortalano la Città lagunare spiccano proprio quelle scattate dalla zona del Lido, verso nord/nord-ovest: è da questa prospettiva, infatti, che le fotografie in questione catturano dettagliatamente i profili e i pendii dei nostri monti, insenature, gole e cime innevate, che spuntano come diamanti accesi dal sole.
Ma come è possibile, dal momento che quelle più vicine distano circa 100 kilometri dalla Laguna?
Nonostante spesso si inneggi al “fake” o al fotomontaggio, bisogna sapere che invece, da alcuni punti e con le strumentazioni fotografiche adatte, gli scatti possono raggiungere una qualità dell’immagine veramente incredibile.

Il fenomeno dello “stravedamento”

Logicamente, le condizioni meteo sono fondamentali.
Q
uasi sempre la foschia, causata dall’ umidità e dallo smog della pianura padana, preclude la vista delle montagne.
Ci sono giornate, però, in cui si verificano delle particolari situazioni meteorologiche, che danno vita a un fenomeno che, in dialetto, i pescatori lagunari chiamano “stravedamento”.
Il vento di Bora Chiara, che soffia da nord-est, allontana la foschia portando cielo sereno, basse temperature e aria limpida e secca; la rifrazione è quasi completamente azzerata, tanto che, come accade nella foto scattata e pubblicata da Marco Contessa, la cima del Monte Civetta può fare da sfondo a una gondola.
Solo in queste giornate, pertanto, l’orizzonte montano sarà visibile a occhio nudo e a portata di scatto.

Venezia e Dolomiti
Una gondola e le montagne nella stessa foto. Uno scatto simile può essere può essere fatto solo durante il fenomeno di “stravedamento” @ Marco Contessa

La strumentazione

Ovviamente, per catturare questo panorama mozzafiato, bisogna disporre della giusta strumentazione e di una  conoscenza tecnica appropriata .
Le macchine fotografiche più moderne possono disporre di strumenti ad altissime prestazioni.
Nel caso delle fotografie a lunga distanza, la chiave sono le lenti di alta qualità, che conferiscono un alto livello di nitidezza su tutta l’inquadratura e un ottimo contrasto.
Queste lenti possono disporre di un’ estesa lunghezza focale, che può arrivare anche a 300 mm nel caso di un buon teleobbiettivo, strumento a elevate capacità di ingrandimento.

Maurizio Eltri, per esempio, con la sua Nikon D800, ha scattato da Venezia una nitida immagine dell’imponenteMonte Grappa.
Grazie alla potenza dell’obbiettivo che ha utilizzato (un Nikkor da 300mm F2.8, ritaglio equivalente ad una focale di 900 mm), guardando attentamente la cima, si nota perfino il Sacrario della Grande Guerra.

Venezia e Dolomiti
L’imperioso Monte Grappa, fotografato dal Lido il 12/10/2020 @Maurizio Eltri

Per immortalare gli spazi aperti, inoltre, esistono anche obbiettivi grandangolari di alto livello, che consentono un ampio angolo di visuale pur mantenendo la nitidezza dell’immagine.

Le capacità del fotografo

Per raggiungere buoni risultati, è anche necessario aver chiaro il concetto di profondità di campo, ovvero le parti dell’immagine che risultano nitide nonostante non corrispondano al punto focale.
La sfida della fotografia di paesaggio è dunque quella di padroneggiare la messa a fuoco: è necessario scegliere la migliore distanza iperfocale, ovvero la distanza di messa a fuoco in grado di dare la massima profondità di campo.

Venezia e le Dolomiti
San Marco e il Monte Civetta @Marco Contessa

Scelta la distanza iperfocale, tutto, dalla metà della distanza fino all’infinito, sarà a fuoco.  Questa scelta è quindi determinante per l’esito dello scatto, e sta alla bravura del fotografo.
L’elemento fondamentale rimane comunque la luce: i fotografi prediligono in genere le luci dell’alba o del tramonto, poiché riempiono maggiormente la scena, caricandola di pathos.
Esemplare, in questi termini, è lo scatto di Claudio Vianello, in cui si riconosce, in primo piano, la Basilica di S. Maria Gloriosa dei Frari con il suo campanile, alle spalle del quale si ergono le distinguibili Pale di S. Martino durante il tramonto del 12/10/2020.

Venezia e Dolomiti
Alle spalle della Basilica di S. Maria Gloriosa dei Frari e del suo campanile, si ergono le distinguibili Pale di S. Martino @ Claudio Vianello

I monti del panorama veneto

In sintesi, la tecnologia delle apparecchiature odierne, combinata alla capacità del fotografo, può produrre scatti bellissimi e di qualità, che permettono addirittura il riconoscimento delle montagne dal loro profilo nello scatto. Fra tutti, il più distinguibile, oltre le Prealpi, è il Monte Civetta, ma si riconoscono anche il Monte Antelao, il Monte Cavallo, le Pale di S. Martino e in generale tutto il profilo delle Dolomiti.

Non si tratta di fake o di Photoshop dunque, ma tecnologia che, combinata alla competenza, dà vita all’arte e all’emozione.

Condividi:
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email

12 commenti su “Venezia e le Dolomiti: uno skyline da perdere il fiato”

  1. Marco Contessa

    Grazie per la pubblicazione, delle mie foto, un articolo molto chiaro che finalmente chiarisce per molti il fenomeno dello “Stravedamento” visto che spesso molti mettono in dubbio la realtà delle foto, additandole come impossibili o abili fotomontaggi….

  2. La foto di San marco è monte Civetta
    È quello sulla destra non quello dietro al campanile che per me è cima d Asta

    1. Il Monte Civetta è dietro il campanile di San Marco nella foto; a destra c’è il gruppo del Tamer.
      La Cima d’Asta non compare, perchè è dislocata a ovest.

  3. nella foto con il MONTE GRAPPA si distinguono i cippi con i nomi delle località dove si svolsero le più importanti battaglie sul GRAPPA, sfondo bellissimo per VENEZIA

  4. Io sono cresciuta a s.maria del mare in laguna veneziana e mi ricordo di questo fenomeno che mi lasciava strabiliata e piena di nostalgia delle mie montagne

  5. Pietro Cacciatore

    Bellissimo, grazie. Sarebbe stato interessante, tuttavia, completare le didascalie con note tecniche. Forse un po’ pedante, ma un dilettante avrebbe potuto ricevere qualche dritta.

  6. Tutte le foto che sono state soggette a fotoritocco denotano una approssimazione da imbruttire gli scatti stessi. Al fotografo va il pregio di usare la sua passione nella ricerca della composizione e amore per la fotografia, ma a mio avviso non dovrebbe usare il software al fine di migliorarle perché, non sapendolo usare, ottiene l’effetto inverso

  7. Norma Megumi Ito

    Sono fotografie veramente artistiche! Uno spettacolo che sembra siano Photoshop. Complimenti al fotografo e alla Nikon !!!

  8. Raffaello Moradei

    Rivendico la primogenitura! Negli ultimi anni del secolo scorso, prima di photoshop e quasi prima di Internet pubblicai due pieghevoli intitolati “L’Orizzonte di Venezia” 1 e 2 stampati in qualche migliaio di esemplari e venduti dalle principali librerie di Venezia, Venezia Lido e Mestre, oltre che dai frati di San Giorgio Maggiore come beneficenza. Tali pieghevoli furono il frutto di venti anni di osservazioni sistematiche e furono proposti al prezzo di costo, con il preciso intento di diffondere una conoscenza.
    Caso volle che in anni successivI partecipassi ad una visita guidata presso il Museo Correr e che di fronte alla Veduta a volo d’uccello di Venezia di Jacopo de Barbari e mi accorgessi – grazie all’esperienza maturata nella ricerca sulle montagne visibili da Venezia – che le montagne di sfondo alla Veduta non erano di maniera ma riproducevano lo sky-line reale, cosa che in cinquecento anni nessuno aveva visto…
    Scrissi un libretto, dal titolo “Le Montagne Invisibili” documentando la mia scoperta: la mia pubblicazione e’ stata inclusa nelle collezioni del Museo Correr ed e’ consultabile presso la biblioteca Querini Stampalia di Venezia.
    Cordiali saluti
    Raffaello Moradei

  9. Alberto Salvagno

    Utile anche una copertura nuvolosa in pianura con lo sfondo delle montagne illuminato. In tal modo il pulviscolo in primo piano diffonde meno la luce a tutto vantaggio della nitidezza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessarti anche: